Pirelli - I lavoratori bocciano il contratto
Bollate (Mi) – Dopo 7 mesi di trattativa è stata raggiunta il 15 aprile l’intesa per il rinnovo del Contratto nazionale della gomma plastica. L’accordo rappresenta l’ennesima truffa nei confronti dei lavoratori, che vedono sacrificati i loro interessi a scapito di quelli dei padroni, per la "realizzazione di condizioni di efficienza e competitività delle aziende".
Questi i punti principali dell’intesa, che interessa 150mila lavoratori:
Salario: L’aumento è a dir poco una miseria: 58mila lire medie, calcolato su un’inflazione programmata del 1.2%, quando quella reale è più del doppio! Inoltre l’aumento non avverrà subito ma in 2 tranches: adesso 32mila, nel 2001 le altre 26mila.
Orario: La stragrande maggioranza dei lavoratori non avranno alcuna riduzione d’orario. Solo chi lavora sul ciclo continuo avrà un solo giorno di riduzione (in un anno!), una riduzione ridicola che non va a scalfire minimamente né la disoccupazione, né migliora qualitativamente la vita di chi lavora anche la notte, il sabato e la domenica.
Ferie: C’è sì 1 giorno di ferie in più per gli operai… ma solo per chi ha 18 anni di anzianità e a partire dal 2003!
Lavoro precario. C’è un ulteriore incremento dello 0,5% dei lavoratori precari: i giovani assunti con contratto a termine e interinale potranno arrivare così al 35% degli addetti totali.
Salario d’ingresso. Ci sono tutta una serie di discriminazioni salariali per i nuovi assunti, la più grave riguarda il premio di produzione: sarà erogato per intero ai nuovi assunti solo dopo 4 anni e scaglionato nel periodo precedente.
Ci dicevano che moderavano le richieste salariali per concentrarsi sulla riduzione d’orario e i diritti. Non abbiamo ottenuto né l’uno né l’altro! Questo contratto è figlio della pessima piattaforma di partenza, una piattaforma ultramoderata, improntata tutta sul rispetto dei famigerati accordi del 23 luglio 1993, delle esigenze di "competitività" e del "mercato globale" e non rispettosa dei reali interessi dei lavoratori. Con una tale piattaforma come era pensabile motivare i lavoratori alla lotta? Infatti, in tutti questi mesi sono state fatte solo 6 ore di sciopero (per difendere ciò che già avevamo) e questi sono i risultati.
Era necessario un percorso di vera consultazione dei lavoratori, in modo da elaborare una piattaforma che rappresentasse unicamente le esigenze dei lavoratori, di quei tanti lavoratori che sul posto di lavoro spesso vivono condizioni al limite della sopportazione. Era necessario chiedere:
Un aumento oltre l’inflazione programmata, ad es. di 200mila.
Riduzione a 35 ore dell’orario di lavoro per tutti, 32 per chi lavora a ciclo continuo.
Lotta al lavoro precario. Disdetta degli accordi sulla flessibilità, parità salariale a parità di mansione.
Solo con una piattaforma espressione della reale volontà dei lavoratori era possibile motivare la massa dei lavoratori alla lotta. Solo con la lotta era possibile ottenere dei veri risultati e spostare i rapporti di forza a favore dei lavoratori.
La consultazione che si è tenuta alla Pirelli di Bollate ha visto questo accordo bocciato in tutte le assemblee di fabbrica. Nonostante i funzionari sindacali si siano dati molto da fare per rendere bello ciò che è indecente il responso è chiaro: 324 voti contro l’accordo, 4 astenuti, 0 a favore.
Sappiamo che l’accordo è stato bocciato anche in altre aziende, anche se il sindacato è molto reticente a dare informazioni precise e forse non a caso. Il fatto che finalmente il malumore inizia ad esprimersi chiaramente è un fatto positivo e tutt’altro che scontato. È importante capire però che qui è necessario non solo mettere in discussione accordi nefasti come questi, ma è necessario organizzarsi per mettere in discussione tutta la politica sindacale degli ultimi anni. È necessario sconfiggere la politica della "concertazione" e far prevalere una linea combattiva, dichiaratamente contro gli interessi dei padroni e del mercato, a difesa unicamente degli interessi dei lavoratori.
Giuseppe Lania