Scioperare contro i referendum
Pubblichiamo l’ordine del giorno votato all’unanimità dai lavoratori dell’Ima, fabbrica metalmeccanica di Bologna.
Le lavoratrici e i lavoratori riuniti in assemblea nei giorni 19, 20 e 21 Aprile 2000:
Affermano con forza il loro No al referendum proposto dai radicali e sostenuto da Confindustria per l’abrogazione dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori che stabilisce l’obbligo di reintegro nel posto di lavoro in caso di licenziamento giudicato senza giusta causa.
Avvertono la necessità di organizzare una mobilitazione efficace contro questo ennesimo attacco ai diritti dei lavoratori.
L’approvazione di questo referendum abbatterebbe uno dei pilastri principali del sistema di garanzie sociali conquistate dai lavoratori con le lotte della fine degli anni ‘60.
Si sostituirebbe di fatto una "libertà di licenziamento" che sottoporrebbe tutti i lavoratori a continui ricatti e a pressioni sempre più forti.
Per i datori di lavoro diventerebbe più facile imporre le condizioni a loro più vantaggiose per incrementare i propri profitti a scapito delle condizioni di lavoro di tutti gli occupati.
Anche il ruolo rivendicativo e alla sicurezza verrebbe fortemente ridimensionato.
Ma non é solo il referendum che ci preoccupa.
Respingiamo con forza ogni tentativo di evitare il voto con una soluzione legislativa che porterebbe necessariamente ad un peggioramento delle norme esistenti perché, condizionata dal referendum, questa legge andrebbe incontro alle idee dei radicali: massima flessibilità, abbattimento dei diritti dei lavoratori, distruzione dello stato sociale.
Per difendere i nostri diritti dobbiamo sostenere la lotta contro il referendum voluto dai radicali e da Confindustria.
Una risposta adeguata deve partire innanzi tutto dai luoghi di lavoro; per ciò si costituisce il COMITATO PER IL NO al referendum sull’art. 18.
Il comitato chiama alla partecipazione attiva tutti coloro che lavorano nelle aziende del gruppo IMA dipendenti e non, iscritti e non iscritti alle organizzazioni sindacali.
Dobbiamo prepararci a dire NO non soltanto con il voto ma, prima di tutto con una campagna indirizzata ad informare tutti del pericolo di questo referendum, ed in seguito ad organizzare mobilitazioni nel territorio coinvolgendo anche i lavoratori delle piccole e medie aziende in cui é spesso maggiore lo sfruttamento e minore la tutela dei diritti.
Dobbiamo raccogliere tutte le forze disponibili anche coinvolgendo pensionati e studenti, i lavoratori di ieri e di domani.
Solo così sarà possibile respingere un attacco massiccio che, oltre al tentativo di colpire la fondamentale garanzia contro il licenziamento indiscriminato, vuole mettere in discussione l’esistenza stessa delle organizzazioni sindacali.
Per questo motivo le lavoratrici ed i lavoratori del gruppo IMA aderiscono allo sciopero a sostegno del contratto integrativo per le aziende metalmeccaniche artigiane esteso anche ai lavoratori dell’industria e chiedono alle organizzazioni sindacali che questa possa diventare l’occasione per uno sciopero generale a sostegno del NO al referendum.
Le lavoratrici ed i lavoratori del gruppo IMA