Innanzi tutto diritti e dignità !
Piattaforma rivendicativa delle lavoratrici precarie del commercio
Bologna - Un gruppo di lavoratrici precarie del settore del commercio (vedi intervista su FalceMartello n.137) da qualche mese ha deciso, utilizzando la struttura del NIdiL della CGIL, di denunciare la precarietà del proprio rapporto di lavoro e di sviluppare una piattaforma rivendicativa che vada nella direzione di migliorare decisamente le proprie condizioni di lavoro.
Oggi non esiste un Contratto Nazionale del settore, nella stragrande maggioranza dei casi (soprattutto per le collaborazioni) non esiste alcuna forma di tutela minima, e la paga si aggira mediamente sulle 10.000 all’ora.
In ogni caso, tutta la contrattazione avviene a livello individuale con una delle due parti, il lavoratore, che parte da un punto di forte debolezza, poiché è facilmente sostituibile da altri.
Questa che segue è la prima versione di una piattaforma interamente discussa e preparata dagli stessi lavoratori, ed è l’evidente reazione di un settore che sente sulla propria pelle cosa vuol dire "flessibilità". Tocca al sindacato sostenerla, cercando di coinvolgere i lavoratori dipendenti dei supermercati e dei centri commerciali.
La compattezza è il primo requisito per una difesa intransigente dei diritti di tutti i lavoratori, garantiti e meno garantiti.
Questa piattaforma vuole essere una base di partenza per dare un minimo di tutele e dignità al rapporto di lavoro di promoters e merchandisers, partendo innanzitutto dalla considerazione che è una prestazione lavorativa caratterizzata dalla mancanza di diritti minimi dove agenzie, cooperative, società di produzione e centri commerciali decidono in maniera unilaterale le sue modalità.
Partiamo però da una premessa: la stragrande maggioranza dei lavoratori operano con contratti di collaborazione o comunque con contratti atipici anche se, in effetti, la prestazione avviene in un luogo di lavoro ben determinato, in orari di lavoro già stabiliti, e spesso in maniera continuativa, caratteristiche che evidenziano il carattere dipendente e subordinato del rapporto di lavoro. Un miglioramento reale delle condizioni di lavoro ci sarà quando si metteranno seriamente in discussione tali forme di lavoro precarie.
- Rispetto della legge 626 sulla sicurezza sul lavoro con funzioni di controllo da parte del rappresentante dei lavoratori delegato a tale compito.
- Obbligo di assicurazione anti-infortuni per il lavoratore e terzi.
- Tariffa minima oraria, pari all’incirca al costo del lavoro per lavoratore dipendente di un’azienda del settore della grande distribuzione considerato il IV livello d’inquadramento del CCNL di riferimento, di Lit. 18.000 lorde.
- Per i soci lavoratori di cooperativa adeguare la tariffa oraria lorda al IV livello del già citato Contratto nazionale pari a Lit. 13.200.
- Per le prestazioni lavorative effettuate nei giorni festivi la tariffa oraria è raddoppiata.
- Rimborso delle spese certificabili effettuate per motivi di lavoro.
- Buoni pasto o convenzioni con i Centri Commerciali.
- Per le Promoters l’orario di lavoro deve prevedere non più di una pausa, in modo da evitare un’eccessiva dispersione del tempo non effettivamente lavorato.
- Briefing di formazione considerati come normale orario di lavoro.
- Pagamenti mensili.
- Contratti scritti e firmati dalle parti con orari, mansioni di lavoro e retribuzioni chiaramente specificati.
- Specifico mansionario per Merchandisers (allestimento scaffalature e rotazione prodotti) e Promoters (promozione e publicizzazione di prodotti).
- Pagamento della prestazione di lavoro anche nel caso in cui ci fosse la revoca di una promozione da parte delle aziende di produzione.
a cura di Mario Iavazzi