FalceMartello n° 138 * 24-3-2000

Dal Concordato alla parità:

solo privilegi per il Vaticano

Come il Vaticano intenda la "parità scolastica" lo si capisce dando uno sguardo al Concordato, che si occupa anche della questione scuola.

Il Concordato è concepito come accordo tra due stati "indipendenti e sovrani" (art. 1), in conformità all’art. 7 della Costituzione. Questo permette al Vaticano di ottenere vantaggi riguardo alla gestione dei suoi beni sul territorio Italiano (art. 5: garanzie sui luoghi di culto; art. 7: vantaggi tributari per gli enti ecclesiastici; art. 12: patrimonio archeologico) o nei confronti della legislazione italiana (ad esempio, la polizia non può entrare nelle chiese senza previa autorizzazione ecclesiastica; i sindacati non possono entrare nei cantieri per il giubileo che si trovano in territorio vaticano; un’indagine sui conti bancari vaticani è un’indagine all’estero).

Contemporaneamente però, proprio riguardo alla scuola, ha pesanti ingerenze nell’amministrazione pubblica: le lauree in discipline ecclesiastiche conferite dalle facoltà teologiche e i diplomi delle Scuole Vaticane sono automaticamente riconosciuti dallo Stato, ma i docenti, anche laici, dell’Università Cattolica devono avere il benestare dell’autorità ecclesiastica. Decine di docenti laici o cattolici "non allineati" sono stati allontanati dall’insegnamento alla Cattolica. Ultimo caso a Milano, dove Luigi Lombardi Vallauri, docente di filosofia del diritto, è stato estromesso nell’ottobre ‘98, per aver dissentito in una sua lezione con la dottrina vaticana sull’inferno!

L’art. 9 chiede il diritto di istituire scuole confessionali secondo "il principio della libertà dell’insegnamento" e intanto il CCNL degli insegnanti delle scuole cattoliche permette il licenziamento per motivi ideologici: hanno ottenuto persino una sentenza della Corte di Cassazione favorevole in questo senso.

Ecco la decantata "parità" : una scuola integralista che chiede a cittadini laici di finanziarla in nome di quei principi che è la prima a non rispettare, che esige ogni vantaggio rifiutando tutti gli oneri.

E un governo che scende a patti, a qualsiasi livello, con questa concezione dimostra ciò che è realmente: la continuazione di quel governo Craxi che nel 1984 firmò il concordato, basandosi sugli stessi interessi di classe.

di Marco Albè


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