Rizzoli - Gruppo RCS quale futuro?
MILANO - Eravamo stati fin troppo facili profeti quando in settembre avevamo avvertito che nel Gruppo Rizzoli-Corriere della Sera (Rcs) l’occupazione era a rischio. Oggi vediamo il concretizzarsi di quel pericolo, con la cessione dello stabilimento periodici alla multinazionale tedesca Bertelsmann. La cessione mette un gigantesco punto di domanda sul futuro occupazionale e produttivo dello stabilimento di Milano, che nei piani aziendali dovrebbe essere trasferito fuori città e accorpato a un’altra azienda già di proprietà del nuovo gruppo.
Di fronte alla mancanza di chiarezza sul futuro (investmenti, numero di occupati, dislocazione del nuovo impianto, condizioni contrattuali e organizzative) e alla richiesta di discutere da subito su tagli del personale e riduzione dei costi, la Rsu ha mobilitato i lavoratori con due presidi che hanno visto la partecipazione di una 50ina di lavoratori ciascuno, e con la minaccia di 18 ore di sciopero.
Di fronte a ciò, si registra una parziale marcia indietro dell’azienda, con la ripresa delle trattative e assicurazioni, perlomeno verbali, sui futuri investimenti.
Nulla di fatto però, in realtà, niente di concreto che possa far vedere il punto d’approdo per i lavoratori.
Si apre quindi una lunga e complicata vertenza, nella quale i lavoratori e la Rsu dovranno far fronte a un disegno aziendale i cui contorni non sono ancora chiari, ma che certamente mira ad ottenere dal sindacato e dalla stessa Rsu una sorta di copertura politica per una ristrutturazione che, sia in termini occupazionali che di condizioni di lavoro (accordi interni di cui già oggi si richiede la sospensione per i futuri neoassunti, mansioni, organizzazione del lavoro, ecc.) può risultare molto pesante.
Su questa vertenza torneremo nei prossimi numeri della nostra rivista con articoli e materiale più approfondito.