FalceMartello n° 136 * 20-1-2000

Pillole di autonomia scolastica

Autonomia non fa rima con democrazia - L’Autonomia Scolastica è destinata a mettere in discussione la già poca democrazia nelle scuole. In particolare gli studenti udinesi si sono trovati di fronte al pericolo di una riduzione delle assemblee d’istituto. Le aule magne sono insufficienti per poter contenere tutti gli studenti, come succede all’istituto "Percoto" che è dotato di un’aula magna con soli 244 posti a sedere su un totale di 900 studenti. I presidi, piuttosto che pagare il noleggio di strutture esterne, spezzettano le assemblee. Al liceo Copernico è passato un regolamento che obbliga almeno un terzo degli studenti a partecipare alle assemblee d’istituto per almeno 2/3 della durata dell’assemblea, altrimenti l’assemblea del mese successivo non può essere convocata. Sempre al Copernico vengono messe in discussione anche le assemblee di classe. La richiesta di assemblea di classe deve essere presentata al preside almeno 10 giorni prima. Alcuni professori, inoltre, prelevano alunni dalle assemblee di classe al fine di interrogarli. Al liceo "Stellini" all’inizio dell’anno il collegio docenti ha chiesto al comitato studentesco di cedere 20 ore di assemblee per l’organizzazione dei "corsi di autonomia". Corsi che danno un certo numero di crediti formativi. Dopo numerose discussioni, per avviare le quali si è rivelato fondamentale un volantino del Comitato in difesa della Scuola Pubblica (Csp) sul problema, si è arrivati ad un compromesso: concedere 12 ore "all’autonomia". 12 ore tolte all’assemblea per "i corsi dell’Autonomia" non sono comunque un risultato che ci può soddisfare, ma è l’unico compromesso che si è riusciti a raggiungere sulla base dei rapporti di forza momentanei. Per noi l’obiettivo rimane ripristinare il totale monte ore per le assemblee.

di Giovanni De Lucia • Csp Udine

Onesti presidi - manager - C’è più di una ragione che ci oppone alla nuova figura del preside-manager. Il preside-manager è, infatti, padrone indiscusso e autoritario della sua scuola-azienda. Tra i tanti motivi che ci vedranno impegnati nella lotta contro i presidi-manager, ne aggiungiamo un altro: il preside-manager controllerà i fondi della scuola, i rapporti con gli sponsor e con le aziende, gli introiti provenienti dalle tasse scolastiche (o da non meglio precisati contributi individuali). E chi controllerà il preside-manager? Forse siamo solo malelingue, ma intanto in un liceo di Milano si è scoperto un buco di mezzo miliardo e ancora non si capisce chi sarebbe responsabile. Il Corriere della Sera nota con disincanto: "La vicenda (...)mette a nudo un rischio che si verifica nell’organizzazione scolastica avviata verso l’autonomia". Quindi, attenzione ai presidi che partono per Santo Domingo.

Sempre meno docenti, ci sono i giovani imprenditori - L’anno scorso si sono tagliati altri 24.000 docenti, quest’anno circa 9.000. Gli studenti lo possono notare dalla quantità di cattedre scoperte con cui iniziano l’anno scolastico. I giovani imprenditori hanno voluto dare una soluzione chiara al gravoso problema: si offrono per fare gli insegnanti per 30 ore in 20 istituti dove insegneranno "cultura del lavoro e del sistema economico". Il tutto per convincere gli studenti a fare esperienze estive in azienda.


Home Page