Terim Per una nuova Rsu combattiva Modena - Cinque mesi fa alla Terim, dopo due settimane di sciopero a oltranza, i dirigenti sindacali sono riusciti a far passare in assemblea un accordo che prevedeva un piccolo aumento salariale in cambio di misure contro l’assenteismo. È dunque utile fare il punto della situazione per comprendere meglio i cambiamenti avvenuti. Per quanto riguarda l’aspetto salariale si dovrà attendere febbraio mentre per la verifica dell’assenteismo si nota un chiaro peggioramento che ha portato molti lavoratori a licenziarsi, a causa dell’invivibilità in fabbrica. Ciò è dovuto ai ritmi elevati nelle catene di montaggio che si trascinano a ruota gli altri reparti e alla continua repressione da parte dell’azienda con multe e sospensioni. L’azienda, invece di investire, continua su questa linea per due ragioni: la prima è ottenere il massimo profitto (aumento ritmi) e la seconda è fare risparmi a spese dei lavoratori rimpiazzando quelli che si licenziano, molti dei quali con contratto a tempo indeterminato e quindi con costi maggiori, con lavoratori giovani e a tempo determinato tramite agenzie interinali così da avere nello stesso tempo costi minori con operai maggiormente ricattabili. Tutto ciò sicuramente non porta benefici ai lavoratori, che siano delle agenzie interinali o fissi della Terim ed ecco perché a mio parere bisogna elaborare un programma rivendicativo che salvaguardi sia gli uni che gli altri. Solo una commissione dei lavoratori può verificare quali siano i reali problemi che spingono molti di noi a mettersi in mutua o addirittura a licenziarsi. Tale commissione deve essere composta da alcuni membri della Rsu e si dovrà basare sulle informazioni da ciascun lavoratore riguardo ai tempi, il controllo qualità ecc.. Per noi non ci sono dubbi che un’indagine seria dimostrerà che la gran parte dell’assenteismo non è che una spia di una situazione impossibile in fabbrica; della quale non sono responsabili i lavoratori. Non saranno certamente multe e sospensioni a ridurre l’assenteismo. L’azienda con questi metodi intende tenere gli operai sempre più sotto pressione costringendoli a non ribellarsi. Se poi l’azienda intende rimpiazzare gli operai licenziati con altri a tempo determinato aumentando così la flessibilità e i ritmi delle linee di montaggio, bisogna rispondere no e proporre invece di assumere personale a tempo indeterminato, per combattere il precariato dando a tutti gli stessi diritti e migliori condizioni di lavoro. È questo l’unico modo che abbiamo per unire gli operai delle agenzie interinali con quelli fissi. L’Rsu non deve essere passiva, non deve accettare supinamente i metodi che adotta l’azienda, bensì avere spirito di ingegno, organizzando e proponendo strategie che siano negli interessi Va da sé che ogni volta, prima di prendere decisioni si dovrà discutere con gli operai per dare a tutti la possibilità di fare proposte alternative per poi lasciare la decisione sulla scelta migliore alla maggioranza, attraverso una votazione per alzata di mano. Con questo metodo democratico di decisione si impedisce la degenerazione che può verificarsi in una Rsu. Solo lottando miglioreremo le nostre condizioni di lavoro, soltanto con una Rsu democratica e combattiva potremo difendere i nostri diritti. L’azienda non ci regalerà mai niente, saremo soltanto noi stessi, uniti, lottando, che potremo migliorare. di Piero Ficiarà
dei lavoratori.