FalceMartello n° 133 * 14-9-1999

Parità scolastica: miliardi alle private, elemosina alle pubbliche

Il 9 Luglio il ministro della pubblica istruzione Berlinguer ha presentato il suo nuovo progetto sulla parità scolastica.

Ancora una volta i progetti di questo tipo vengono fuori in estate, quando, a scuole chiuse, gli studenti e gli insegnanti non hanno possibilità di mobilitarsi.

di Francesco Bavila (Coordinamento Csp-Milano)

Ancora soldi alle private

Il progetto prevede lo stanziamento di 280 miliardi per le materne private e di altri 60 per le elementari. A tutto questo si accompagna la solenne promessa di incrementare al più presto anche le risorse per le scuole dell’ obbligo statali.

Ecco la politica scolastica del Governo: alle private moneta sonante e alle pubbliche tante belle parole!

Inoltre il documento assegna 800 miliardi in tre anni alla voce "per il diritto allo studio". Ovvero verrano elargite 500mila lire a tutti gli studenti provenienti da famiglie bisognose (quelle con un reddito inferiore ai 30 milioni), indipendentemente da quale scuola frequentino. Non siamo contrari ai finanzamenti pubblici alle famiglie bisognose in linea di principio; ma non è questo il caso.

Questi soldi non sono un’integrazione a un piano complessivo di diminuzione dei costi della scuola (dalle tasse scolastiche ai libri di testo), ma un’elemosina che fa più male che bene all’istruzione pubblica. Infatti il generoso Berlinguer con una mano taglia fondi (2400 miliardi), docenti (24000) e classi (12.000), fa aumentare le tasse scolastiche e accorpa gli istituti fino a farli chiudere. Con l’altra fa la carità agli studenti più poveri. E’ come rompere la testa a qualcuno e poi regalargli una scatola di aspirine!

Non abbiamo bisogno dell’elemosina, ma di un’istruzione di qualità garantita per tutti. E per ottenerla la base di tutto sono gli investimenti diretti nella scuola pubblica, per agevolarne l’accesso a tutti, anche ai meno abbienti. Poi verranno anche le borse di studio per i bisognosi. L’esatto contrario di quello che sta facendo il governo. Se a Berlinguer stanno tanto a cuore gli studenti con problemi economici, raddoppi il finanziamento statale alle scuole pubbliche, invece di fare regali a quelle dei ricchi.

E non dimentichiamoci che la prospettiva di portare l’obbligo scolastico a 18 anni è oramai imminente. Molti studenti bisognosi, soprattutto figli di lavoratori che normalmente sarebbero andati subito a lavorare per portare soldi a casa, completeranno l’obbligo frequentando un corso di Formazione professionale. Guarda caso questi corsi sono gestiti a stragrande maggioranza da privati. Sempre lì si va a finire. Berlinguer getta nel piattino dello studente bisognoso una moneta con l’elastico, che torna indietro e va a finire nel salvadanaio delle private.

Ancora privatizzazione

Il disegno di legge, inoltre, obbliga gli istituti privati ad assumere gli insegnanti secondo le graduatorie statali per impedire discriminazioni. Un’ottima regola; peccato che le discriminazioni vengano reintrodotte nella stessa scuola pubblica. Infatti, grazie all’Autonomia, i presidi delle scuole statali avranno tra poco il potere di gestire in prima persona l’assunzione dei docenti a loro piacimento. Altro che regole pubbliche alle private: regole da privati alle scuole pubbliche!

Per finire in bellezza, il governo riconosce la "funzione pubblica della scuola non statale". Grazie a questo riconoscimento la chiusura delle scuole pubbliche verrà accelerata: il Piano di dimensionamento prevede la chiusura o l’accorpamento delle scuole con meno di 500 iscritti. Laddove cesserà di esistere una scuola dello stato ci sarà un collegio privato a garantire il servizio. C’è solo un problema : la retta è di milioni, gli studenti non hanno diritti democratici e l’insegnamento è cattolico.

Questa Berlinguer ha il coraggio di chiamarla "libertà di scelta"... Quando già oggi in molte zone il sistema pubblico non copre tutti i percorsi disciplinari (ad esempio quello linguistico e quello artistico).

Siamo solo all'inizio

Questo provvedimento non è l’offensiva finale contro l’istruzione pubblica (in buona parte grazie alle lotte studentesche degli ultimi anni), bensì un compromesso per accontentare tutti. Un accordo per tenere insieme tutta la coalizione di governo, da Cossutta a Buttiglione. Un compromesso che invece ha scontentato tutti. Non solo chi scrive, ma anche gli alfieri della parità scolastica (vescovi, imprenditori e partiti cattolici). Il fatto che i vescovi, gli imprenditori e i partiti cattolici si lamentino tanto non significa che l’accordo del ministro sia più di sinistra, ma piuttosto che l’ingordigia di costoro non conosce limiti. Tanto che la Chiesa e Confindustria si stanno alleando per essere l’ariete con cui sfondare il sistema pubblico d’istruzione. Hanno un programma molto chiaro: rafforzamento dei poteri dei presidi-manager; aumento della selezione scolastica; aumento delle tasse scolastiche; numero chiuso per le università e abolizione del valore del titolo di studio...

Questo è quello che i padroni e i vescovi ci stanno riservando. Berlinguer non è in grado e non vuole resistere a questa crociata. Poco alla volta, è pronto a concedere tutto.
Solo noi studenti, uniti agli insegnanti e con l’appoggio degli altri lavoratori, lottando, possiamo fermarli!


Torna indietro