FalceMartello n° 132 * 1-6-1999

Respingiamo gli attentati al sindacato, ma non smettiamo di criticare i dirigenti

Pochi giorni dopo l’attentato che ha colpito la camera del lavoro di Torino, nella notte tra l’11 e il 12 maggio due bombe molotov sono state lanciate contro la camera del lavoro di piazzale Segesta a Milano.

Anche se i danni materiali sono stati molto contenuti, il gesto, un attacco a una organizzazione dei lavoratori, ha sconcertato molto i lavoratori e i delegati.

L’attivo straordinario convocato per discutere dell’accaduto con i delegati ha mostrato chiaramente e immediatamente quanto questi gesti siano dannosi per i lavoratori.

Infatti il clima che si respirava nella sala, stracolma di delegati, era un misto di rabbia e disorientamento, rabbia perché i delegati che partecipavano a questa riunione non vedevano in questo attentato un attacco alla posizione che ha il sindacato sulla guerra nei Balcani (infatti anche se l’attentato non è stato rivendicato, tutti lo collegavano a questa questione), ma un attacco a un loro luogo, una struttura che i lavoratori usano per difendere i loro interessi contro i padroni, e disorientamento perché molti si chiedevano "se qualcuno arriva a odiare tanto il sindacato, forse prima bisogna difendersi da questi anziché dai padroni".

Questi gesti sono dannosi nei confronti dei lavoratori perché non ottengono nessun risultato, se il risultato vuole essere colpire le posizioni sbagliate che il sindacato assume come in questo caso sulla guerra, ma anzi ottengono l’effetto contrario, cioè congelare la critica per stringersi intorno alla propria organizzazione sotto attacco.

Atti come questi sono utili solo a chi cerca un pretesto per ricacciare indietro le critiche che i lavoratori hanno da fare. Dopo questi attentati diventa più difficile esprimere le proprie critiche su come ci si muove o su quali parole d’ordine deve avere il sindacato, perché rischi di essere accusato di fare da sponda a quelli che arrivano a questi gesti estremisti. Penso che come lavoratori che da tempo nel sindacato ci battiamo perché, sia un reale strumento di difesa degli interessi dei lavoratori, nel respingere questi vergognosi attacchi al nostro sindacato dobbiamo anche spiegare che non permetteremo che questi gesti siano usati per farci congelare la critica ai dirigenti ora e nel futuro.

di Nunzio Vurchio


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