FalceMartello n° 131 * 22-4-1999

SERVE UNA VERA RIDUZIONE DI ORARIO!

BOLLATE (MILANO) - La vicenda relativa al calendario lavorativo 1999 è giunta a conclusione. Dopo 6 mesi di braccio di ferro tra lavoratori e azienda si è firmato l'accordo il 23 marzo. Nelle assemblee questo accordo è stato presentato dalla RSU e dalla FULC territoriale come "una vittoria", perché si sarebbero conquistati "5 giorni di riduzione di orario".

E' importante analizzare approfonditamente i termini dell'accordo, perché da questa esperienza è possibile trarre alcuni insegnamenti importanti. Innanzi tutto vediamo come sono composti questi "5 giorni di riduzione di orario":

Il fatto è che questa concessione ha avuto una contropartita; nelle assemblee non si è approfondito molto questo aspetto, invece come si è capito leggendo l'accordo è tutt'altro che secondario. In cambio di questa riduzione di orario si è concesso all'azienda di:

Per quanto riguarda la reazione dei lavoratori di fronte all'accordo, c'è da dire che è stata tutt'altro che entusiasta. Nonostante i delegati sindacali parlassero di "vittoria" nelle assemblee, su circa 400 lavoratori, i favorevoli sono stati 144, i contrari 64, gli astenuti 42, più un centinaio di lavoratori che non hanno neanche partecipato alle votazioni. L'accordo è quindi passato di misura, mentre non sarebbe mai passato se i lavoratori avrebbero potuto leggere l'accordo scritto, che è circolato solo successivamente. La verità è che non era questa la diminuzione d'orario che i lavoratori si aspettavano.

Questa vicenda dimostra come anche la giusta rivendicazione della diminuzione di orario può essere usata dai padroni per peggiorare le condizioni; come i passi avanti pur positivi nella diminuzione delle giornate lavorative, possono essere svuotati di valore se si accetta lo scambio con una maggiore flessibilità. Quando rivendichiamo la diminuzione dell'orario, dobbiamo quindi essere sempre categorici che questa avvenga a parità di salario e senza ulteriore flessibilità.

E' compito degli operai più coscienti organizzarsi per far crescere una visione alternativa. Una visione che sappia rompere con la logica del mercato, affinché la nostra lotta abbia un'unica direzione di marcia: l'affermazione degli interessi della classe operaia.

di Giuseppe Lania


Torna indietro