FalceMartello n° 126 * 18-9-1998

Immigrazione - Ipocrisia e manganelli

 

Durante l’estate i mass media hanno fornito volutamente l’impressione alla gente di essere assediati da orde di immigrati extracomunitari, con l’intento di scatenare un diffuso stato d’animo xenofobo.

 

di Roberto Sarti

 

Ma quanti sono in realtà gli immigrati "clandestini" che hanno cercato di entrare in Italia durante queste settimane d’emergenza? Dal primo luglio fino alla metà di agosto sono sbarcate ben 2773 persone, 1762 in Sicilia, 610 in Puglia e 401 in Calabria. Sulle coste pugliesi dall’inizio dell’anno sono arrivati circa diecimila immigrati.

Su una popolazione di 56 milioni di abitanti, non ci sembra proprio un’invasione...

Anche l’incidenza della presenza straniera sul totale della popolazione (1,7%) è notevolmente più bassa di quella di tutti i paesi della UE. In Germania ad esempio è l’8,8 %, in Francia il 6, 3 %.

 

100 milioni di emigranti

 

I lavoratori migranti sono sempre esistiti. Non scordiamoci che l’Italia è stata fino a pochissimo tempo fa un paese di emigrazione, e gli italiani sono stati umiliati e sfruttati per diverse generazioni in mezzo mondo.

Attualmente sono 42 milioni i migranti legali, che con le famiglie fanno circa 100 milioni di persone. Ogni anno, calcola la Cisl internazionale, ci sono circa 6 milioni di persone che cercano di migrare illegalmente.

Finché permarranno enormi squilibri tra una regione e l’altra del mondo, finché a miliardi di uomini e donne africani, asiatici o latinoamericani verrà negata la possibilità di un’esistenza minimamente decente, il flusso verso i paesi più avanzati sarà inarrestabile. Gli Usa hanno eretto un muro di 3.800 chilometri alla frontiera messicana, sorvegliato dalla polizia, e ogni anno lungo questo muro muoiono centinaia di immigrati clandestini. Allo stesso modo si vorrebbe fare delle coste italiane un muro attraverso il quale possano filtrare solo quei pochi lavoratori dei quali l’industria italiana dichiarerà di avere bisogno per i lavori più sporchi e malpagati.

 

La nuova legge

 

Cercando di gestire l’afflusso di immigrati all’interno delle compatibilità del sistema capitalista, il governo Prodi e la sua maggioranza hanno approvato una legge, la 40/98 che non solo non risolve nulla, ma anzi peggiora in molti aspetti la situazione.

L’errore di fondo consiste nel creare due categorie di immigrati, quelli buoni, che possono dimostrare di avere un’occupazione in Italia da prima del marzo 1998, o chi rientrerà tra i 20.000 (o poco più) fortunati all’anno che potranno godere di un permesso di soggiorno, e gli altri cattivi, clandestini, rispediti al mittente senza troppi complimenti.

Ma un clandestino, che non si fermerà davanti a niente pur di raggiungere l’Europa Occidentale, è la preda migliore per le varie organizzazioni criminali o, bene che vada, per essere supersfruttato e sottopagato in una delle tante piccole aziende di proprietà di "rispettabili" padroni italiani.

La legge prevede l’espulsione immediata per tutti gli immigrati senza permesso di soggiorno, e siccome, nelle parole ipocrite del Ministro Napolitano, il governo intende coniugare "severità e solidarietà", lo stato ospiterà i suddetti per al massimo trenta giorni in "centri di permanenza temporanea e assistenza", in realtà niente più di galere dove non si può uscire, controllati costantemente dalle Forze dell’ordine.

Alcuni di questi centri li abbiamo visti già funzionanti in Sicilia, in Puglia o a Roma. Condizioni spesso invivibili al loro interno e la certezza di essere rispediti nel proprio paese hanno fatto scoppiare sacrosante rivolte da parte degli immigrati, represse violentemente. Parlando di una rivolta scoppiata nel Centro di Lampedusa, addirittura un poliziotto dichiarava "È comprensibile, stanno in questo posto dal 14 luglio, qualsiasi essere umano reagirebbe così." (Manifesto, 31-07-98)

A questo si aggiunga che la maggior parte dei clandestini ha dovuto pagare cifre da capogiro per arrivare in Italia, e sono disposti a tutto pur di non vedere bruciata la speranza sulla quale magari hanno investito i risparmi di una vita.

Centri di questo tipo sono in allestimento in tutte le principali città italiane. A Torino la proposta di un centro di "accoglienza" con filo spinato e Polizia alle porte (un vero e proprio lager nel progetto) ha suscitato le proteste dei cittadini del quartiere, che la destra naturalmente cavalca spargendo il più becero razzismo. La giunta Ulivo -Prc invece approva e promuove il Centro.

La destra ha strillato molto perché la legge sarebbe un "colabrodo", dato che fra identificazione dell’immigrato clandestino e la sua espulsione possono passare 15 giorni durante i quali il clandestino si dileguerebbe. La risposta di Napolitano è stata che l’Italia ha già respinto quest’anno decine di migliaia di clandestini (pare 60mila). Crediamo che i comunisti non possano permettere di essere confusi in questa gara vergognosa fra la destra e il centrosinistra su chi è più bravo a manganellare gli immigrati!

L’ipocrisia del governo si vede chiaramente da un esempio: mentre arrivano in Italia centinaia di profughi curdi, cacciati dalla repressione del governo turco, il governo italiano si appresta a vendere a un gruppo industriale statale turco la fabbrica di armamenti Rinaldo Piaggio, che produce soprattutto armi leggere e anche antisommossa.

Nessuno dei principali partiti di sinistra critica la logica delle espulsioni. Anche il Prc chiede strutture di accoglienza più vivibili. La legge va bene così, solo "non si deve inasprire".

Spesso non si sa che questi immigrati provengono da nazioni dove sono al potere dittature o regimi molto repressivi, come Marocco o Tunisia. Al loro ritorno li aspetta sistematicamente una condanna severa. Il Governo italiano stipula noncurante accordi con questi paesi che andranno ad ingrossare le tasche dei despoti locali.

 

Un’alternativa di classe

 

È necessario opporre una visione di classe, su cui unire lavoratori italiani e immigrati. I problemi di tutti i giorni di un lavoratore italiano sono molto più vicini a quelli di un lavoratore immigrato che a quelli di Agnelli, Berlusconi, Ciampi o Prodi.

Il fatto che ci siano immigrati che accettano paghe più basse e condizioni di lavoro peggiori indebolisce tutta la classe lavoratrice. Lottiamo per l’estensione dello Statuto dei lavoratori anche nelle aziende con meno di 15 dipendenti e per pari trattamento nei luoghi di lavoro.

I comunisti dovrebbero lottare per la regolarizzazione di tutti gli immigrati che giungono in Italia (salvo chi si sia macchiato di reati penali). Dopo un anno di residenza nel paese, gli immigrati devono godere di tutti i diritti civili e politici di cui dispongono i cittadini italiani.

Le risorse ci sarebbero; quest’anno il padronato ha realizzato profitti come mai da anni a questa parte: dove sono andati a finire? Porre in discussione il sistema economico capitalista, lottare per una società dove la classe operaia eserciti il proprio controllo sull’economia, una società socialista a livello internazionale, è un passo necessario per risolvere il problema dell’immigrazione e il razzismo.

 


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