L'autonomia scolastica in concreto Ho visto, in questi ultimi tempi, molte persone passare sopra, per varie ragioni, ai veri motivi di questa protesta di massa. Anche a Bologna intanto gli effetti della riforma scolastica proposta da Berlinguer si stanno già concretizzando. Le scuole si stanno lentamente "autonomizzando" e per questo stanno nascendo gravi problemi, uno dei quali è proprio la ricerca di fondi per permettere a una scuola di autogestirsi. Questo fatto, di per sé, può anche apparire non grave ma lo è, poiché colpisce scuole "provinciali" e cioè quelle non molto sviluppate a livello di laboratori e strutture in generale, verso le quali nessuno vorrà investire. Queste scuole di seconda categoria, se non vorranno chiudere, saranno costrette a reperire danaro in altri modi. Una fonte per la sopravvivenza della scuola diventa la tassa scolastica e le iscrizioni, parecchie scuole a Bologna hanno già cominciato una campagna pubblicitaria non proprio di utile orientamento scolastico (si parla della bellezza dell’edificio, della sua posizione centrale ecc...). Questo è in chiara contraddizione col fatto che in molte scuole c’è già adesso un sovraffollamento di studenti. Nella mia scuola, ma è solo uno dei tanti casi, una classe di 30 persone è stata messa in un aula omologata dall’USL soltanto per 22. Questo sovraffollarsi di gente porta al fatto che studenti meno dotati in qualche materia siano sfavoriti, perché anche il professore più bravo non riuscirebbe a gestire una classe di 30 persone, e quindi l’insegnante è costretto a seguire nello studio i più bravi. Traete voi le conclusioni. Questa riforma non fa altro che peggiorare la vivibilità della scuola, per questo bisogna fermarla con qualsiasi mezzo, e questo invito non è soltanto rivolto agli studenti ma anche ai professori perché questa riforma sfavorisce anche loro. Ecco un’altra contraddizione, il numero dei docenti non aumenta, anzi diminuisce. E’ così che la professoressa che l’altro anno insegnava italiano e geografia, si ritrova quest’anno ad insegnare anche latino, storia ed educazione civica. Non lasciamo che la nostra istruzione venga fatta a pezzi, difendiamola. di Raffaele Gallina studente del L.S. Da Vinci (Comitato in difesa della scuola pubblica di Bologna)