FalceMartello n° 119 * 20-10-1997

Uniti contro l’autonomia scolastica!

Venerdì 10 ottobre il Comitato in difesa della scuola pubblica (CSP) di Milano ha convocato un’assemblea studentesca cittadina. Lo scopo era quello di discutere con che programma scendere in piazza il successivo giovedì (il 16 ottobre) nel corteo studentesco nazionale indetto dall’Unione degli studenti. La discussione è servita anche a spiegare ulteriormente agli studenti la nostra posizione di adesione critica al corteo dell’Uds e di difesa dell’unità del movimento studentesco.

Abbiamo spiegato di non condividere l’apertura dell’Uds all’Autonomia Scolastica di Berlinguer, ma di vedere negli studenti dell’Uds dei compagni di lotta con cui nutriamo delle differenze che possono essere discusse all’interno del movimento studentesco. Dall’assemblea è emerso un netto no all’Autonomia Scolastica.

Comunque il Csp ha rivolto un invito a tutti i presenti ad essere in piazza il 16 ottobre in uno spezzone critico che si distinguesse dai compagni dell’Unione degli studenti, senza però spaccare il movimento. Dovremmo andare dagli studenti dell’Uds e dir loro "Entrambi vogliamo un movimento unito, entrambi vogliamo una scuola migliore e chiediamo più finanziamenti alla scuola pubblica. Ma tu pensi che questo si possa ottenere con l’Autonomia Scolastica, noi ti diciamo invece che l’Autonomia è la causa di tutti i tagli della scuola pubblica. Proviamo a discuterne".

All’assemblea avevamo invitato i militanti dell’Uds e del Coordinamento dei Collettivi perché esprimessero il loro punto di vista. Nessuno, per un motivo o per l’altro, si è presentato. E’ intervenuto, invece, il Responsabile Scuola di Milano di Rifondazione Comunista Vladimiro Merlin. Sono intervenute anche due lavoratrici, una del Comitato Docenti Precari e una dell’Ups. Interventi non casuali visto che il Csp si è sempre distinto per la sua posizione d’unità studenti-lavoratori. La data dell’assemblea è stata scelta perchè coincidesse con un presidio contemporaneo dei lavoratori Ups in lotta contro i licenziamenti. Alla fine dell’assemblea abbiamo fatto un appello perchè gli studenti si fermassero e venissero con noi a questo presidio.

Il 16 ottobre, quindi, abbiamo partecipato al corteo creando questo spezzone critico. La partecipazione al corteo è stata di circa 20.000 studenti. Il nostro spezzone ne contava un terzo. In piazza oltre l’Uds erano presenti anche gli studenti della Ras (Rete Autogestita degli Studenti).

Con metodi che noi giudichiamo ignobili (abbiamo assistito a minacce e aggressioni fisiche a compagni dell’Uds a cui abbiamo espresso solidarietà) gli studenti della Ras hanno creato una seconda "testa di corteo" con lo scopo di dirottarlo e di prenderne il controllo. Hanno giustificato questa frattura del corteo perchè avevano "differenze di contenuti" con l’Uds.

A parte il fatto che questa in sè non è una giustificazione, i contenuti che la Ras ha volantinato in piazza non erano per nulla differenti da quelli dell’Uds. Rivendicavano "la nostra autonomia" e "più soldi alla scuola pubblica": quello che chiede anche l’Uds, sapendo che rivendicare oggi "la nostra autonomia" vuol dire comunque seminare confusione nel movimento studentesco su cosa sia effettivamente l’Autonomia Scolastica. Oltre a spaventare gli studenti hanno provocato una divisione sul nulla che non è stata capita dalla gran parte dei manifestanti.

Ad un certo punto il corteo è arrivato ad un bivio. A sinistra ha proseguito l’Uds e dritto la Ras. Quest’ultimi hanno fatto un "democratico" cordone con fumogeni per impedire che gli studenti seguissero l’Uds. Il corteo si era diviso. Dopo una breve consultazione gli studenti del Csp hanno compreso di avere di fronte una scelta fittizia: scegliere i sostenitori dell’Autonomia (l’Uds) o chi spacca il movimento con metodi autoritari, per di più senza avere reali differenze di contenuto (la Ras). Abbiamo così sciolto lo spezzone, lasciando la libera scelta agli studenti di proseguire come volevano: il Csp non sceglie. Siamo per l’unità e contro l’Autonomia Scolastica!

Il Csp ha improvvisato un’assemblea con chi si era rifiutato di proseguire. Durante l’assemblea tenuta con un megafono abbiamo spiegato che non era così che il movimento studentesco poteva vincere. Dovevamo continuare la nostra lotta per l’unità e contro l’Autonomia Scolastica. Sulla base di quest’esperienza nasceranno Comitati in difesa della scuola pubblica in altre tre scuole di Milano! Avanti uniti nella lotta!

Comitato in difesa
della scuola pubblica di Milano


Torna indietro