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Svolta a sinistra sotto zero, l'inverno del Comitato Politico Regionale Toscano PDF Stampa E-mail
Prc
Scritto da Sandro Pollini (Comitato Politico Regionale Prc)   
Mercoledì 06 Gennaio 2010 08:45

Sono noti i risultati della consultazione tenuta a Firenze tra gli iscritti di Rifondazione Comunista riguardo alle future alleanze regionali. E' noto che da diverse federazioni continuano a giungere documenti estremamente critici riguardo alle possibilità di un accordo con il Pd toscano.

Non può essere considerato casuale, né derubricato come un particolare organizzativo, il fatto che mercoledì 16 mattina sia stato convocato via sms in fretta e furia un Comitato Politico Regionale per domenica 20. Il tentativo era evidentemente quello di ostentare i numeri dei favorevoli all'accordo nel Cpr, per calmare i bollenti spiriti. Un modo per dire: smettete di cercare ogni tipo di canale per esprimere la contrarietà ad un accordo elettorale con il Pd, questo è e questo deve essere.

Molti degli interventi del Cpr si sono infatti distinti per una profonda arroganza. Siamo tornati agli inviti, tanto usuali durante il Governo Prodi, rivolti a tutti i compagni in disaccordo con la linea a “levarsi dai coglioni”. Si tratta di parole testuali del compagno Alessandro Leoni.

A nessun dirigente del nostro partito dovrebbe essere consentito di esprimersi in questo modo nei confronti di qualsiasi iscritto. Ma se dire questo non bastasse – e ci rendiamo conto che evidentemente non è questa la mentalità di parte del nostro gruppo dirigente – potremmo aggiungere qualche altra argomentazione di peso: in primo luogo se avessimo seguito tali calorosi consigli durante il Governo Prodi, non ci sarebbe stato congresso di Chianciano e non ci sarebbe più nemmeno il Prc. Non siamo quindi francamente ben disposti a prendere lezioni su chi ha diritto di cittadinanza nel nostro partito. In secondo luogo, gli stessi compagni che si augurano che centinaia di tesserati “si levino dai coglioni”, sono poi gli stessi pronti a fare ogni tipodi polemica sul calo del tesseramento.

Infine – e questo lo diciamo ai compagni che delusi da tale comportamento potrebbero seriamente pensare di lasciare la tessera – finchè ci sarà un Leoni che vi invita a levarvi dai coglioni, avrete la dimostrazione che è necessario fare l'esatto contrario.

Il segretario del Prc di Firenze Malpezzi è intervenuto squalificando la consultazione che si è tenuta a Firenze. Ha detto che alcuni attivi sarebbero stati spostati di data per impedire alla segreteria di  partecipare. Esiste una mail ufficiale della segreteria di Firenze che stabilisce il calendario della consultazione. Quel calendario è stato rispettato nei minimi dettagli. E' facile quindi dimostrare il contrario. E chi avrebbe avuto poi il potere di spostare simili attivi? Il compagno ha di fatto accusato chi è contrario all'accordo con il Pd di aver portato a votare i malati di “Alzheimer”.

Diciamo che ci dispiace francamente dover riportare le parole altrui, ma la segreteria di Firenze è libera di smentirci con una dichiarazione scritta in cui si degna di dirci che valutazioni dà della consultazione, se la considera politicamente rilevante o meno.

Infine, arriviamo alla sostanza politica. Innanzitutto è stata approvata la decisione di votare a favore del bilancio della Regione Toscana, dietro alla richiesta di allargamento degli ammortizzatori sociali. Di per sé non siamo contrari all'estensione degli ammortizzatori sociali, ma dovremmo prendere atto che questa è già oggi la linea del Pd, del governatore della Banca d'Italia e della destra stessa. “Dopo le regionali, indennità per tutti” non è il proclama rivoluzionario del futuro Governatore toscano del Pd, ma del ministro della destra Sacconi.

E' stato poi chiesto il mandato (senza neanche una piattaforma precisa) per iniziare un confronto con il Pd, dando una valutazione positiva della nostra azione in giunta. L'accusa che viene mossa a chi è contrario all'accordo con il Pd è quella di “avere una visione preconcetta”. In verità siamo disponibili ad entrare nel merito di ogni singolo provvedimento regionale degli ultimi due anni. Fondo anticrisi, piano e legge sulla casa, fondo sulla non autosufficienza, rigassificatore, inceneritori, ecotassa, legge elettorale regionale ecc.: non esiste uno solo di questi provvedimenti su cui non siamo entrati e non potremmo entrare per spiegare come si tratti di provvedimenti perfettamente in continuità con la linea politica del Pd e in alcuni casi perfino del centrodestra.

Infine, dopo aver dato lezioni di “democrazia interna” per tutto il dibattito, la maggioranza del Cpr ha voluto dare anche una dimostrazione pratica. Al momento del voto è stata annunciata la mancanza del numero legale. Un fatto perfettamente prevedibile date le condizioni metereologiche e lo scarso preavviso con cui è stata convocata la riunione.Con tanto di proteste del presidente del Collegio regionale di garanzia, è stata inventata sul momento una regola secondo la quale “questo Cpr, essendo una continuazione di quello precedente, non ha bisogno di numero legale!”......Una falsità da ogni punto di vista.

Primo: solo le riunioni in seconda convocazione non hanno bisogno del numero legale. In questo caso è necessario che siano date sin dall'inizio due date di convocazione, di cui la prima deve andare a vuoto. Non è necessario essere marxisti per saperlo, basta aver vissuto in un condominio. In secondo luogo, questo Cpr aveva un ordine del giorno diverso da quello precedente ed era quindi una riunione a sé stante.

La riunione si è così conclusa con 4 voti contrari, tra cui quello del sottoscritto, e 42 favorevoli a procedere con le trattative per un accordo con il Pd. Fine della storia? No, solo un altro capitolo della necessità di conquistare un futuro diverso per Rifondazione Comunista.

Un partito che non appartiene ad alcuni dirigenti, ma a tutti coloro che sentono l'esigenza di un'alternativa politica comunista a Pd e centrodestra.

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