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Santa Maria Capua Vetere Il circolo Prc decide di rompere col centrosinistra! PDF Stampa E-mail
Prc
Scritto da Raffaele Mele   
Lunedì 17 Novembre 2008 06:20

Il 16 ottobre scorso, il circolo di Rifondazione di Santa Maria Capua Vetere (CE) ha votato un ordine del giorno che sancisce la rottura con la giunta locale di centrosinistra, di cui il nostro partito è parte integrante, esprimendo un proprio assessore con varie deleghe.

In quella che è una delle città più importanti della provincia di Caserta, il nostro partito all’ultima tornata amministrativa si era presentato in alleanza con gli epigoni della vecchia Democrazia Cristiana, a cui si aggiungevano i nuovi amministratori, già noti per il loro ruolo di palazzinari e il coinvolgimento in notevoli speculazioni edilizie.

Ad oggi, dopo più di un anno di ribaltoni e rimpasti, con l’amministrazione alla paralisi totale, il bilancio che il circolo ha tratto dall’esperienza di governo locale non poteva essere che negativo.

Mentre la situazione sociale è costantemente peggiorata, con i due principali insediamenti produttivi (il tabacchificio e la Finmek) completamente distrutti, servizi pubblici come l’acqua sono stati dati ai privati, mentre il nuovo piano di dismissione di terreni e fabbricati pubblici fa presagire una nuova gigantesca speculazione edilizia.

A questo si è aggiunta l’approvazione da parte della maggioranza consiliare della mozione Pdl che chiedeva 200 militari per S. Maria C.V., in una cittadina di 30.000 abitanti, che dimostrano come la giunta non sia guidata da un progetto politico chiaro ed incisivo, ma interessata solo alla gestione del potere in maniera trasversale.

La ciliegina sulla torta è arrivata però pochi giorni prima dell’assemblea, con l’assessore alla viabilità ed ex vicesindaco Natale che si è dimesso in seguito all’arresto e all’apertura di indagini nei confronti di alcuni parenti. Le accuse sono gravissime per lo zio, il cugino e il padre (altro esponente di spicco del Pd provinciale), e vanno dall’estorsione all’associazione mafiosa.

Al di là del caso specifico, è evidente a chiunque abbia gli occhi per vedere la collusione a tutti i livelli tra la malavita, il malaffare e la gestione pubblica degli interessi privati, come dimostrano le varie attività imprenditoriali di questi signori sul nostro territorio.

Del resto, l’intera operazione mostra a tutti i livelli la natura del Pd campano essendo i Natale espressione diretta del presidente della Provincia De Franciscis, con il quale Rifondazione è in coalizione a livello provinciale.

Purtroppo, il segretario del circolo e l’assessore – entrambi sostenitori del primo documento all’ultimo congresso – essendo contrari a questa decisione hanno cercato di far passare sotto silenzio la volontà degli iscritti, cercando, tra l’altro, di inficiare la validità del voto a cui loro stessi avevano partecipato.

La battaglia per il futuro del nostro partito è quindi ancora tutta da giocare. Nel prossimo periodo ci batteremo fino in fondo affinché si esca da questa amministrazione e si rispetti così la volontà degli iscritti.

In città l’opinione pubblica è stata favorevolmente colpita dalla nostra presa di posizione, tanto che molti compagni che nel corso degli anni si erano allontanati, delusi dal partito, si sentono rianimati e non escludiamo che in un futuro prossimo scendano in campo in prima persona per aiutarci a ricollocare Rifondazione Comunista nel posto che gli compete, e cioè a fianco dei lavoratori e degli sfruttati e non dei palazzinari e degli speculatori.

In questo contesto, il nostro ordine del giorno, con la sua richiesta di ricollocare il partito all’opposizione, ha posto un primo tassello, imprescindibile, affinché il partito acquisti la credibilità necessaria per ritornare ad essere nei fatti un punto di riferimento. Anche su questo si misurerà la reale portata della svolta a sinistra con cui si è concluso il congresso di Chianciano.

 
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