Sostienici
Ultimi articoli
Prossime iniziative
-
-
Per il partito di classe
-
Che succede in Fiat?
-
Assemblea della seconda mozione
-
Assemblea della seconda mozione
Mailing list
| Nel Prc a Bologna contro gli accordi col Pd |
|
|
|
| Prc | |||
| Scritto da Simone Raffaelli e Mario Iavazzi* | |||
| Venerdì 06 Marzo 2009 09:31 | |||
|
Il Comitato politico federale (Cpf) del Prc di Bologna si è spaccato (35 contro 25) sulla politica che il partito dovrà tenere rispetto all’alleanza con il Pd. Da diverse settimane erano chiari i termini dello scontro, che vedeva da una parte il settore maggioritario della segreteria, riconducibile ai compagni di Essere Comunisti e dell’Ernesto favorevole all’apertura di un confronto con il Partito Democratico, dall’altra il segretario federale Loreti e la minoranza della segreteria, appoggiati da un ampio settore di militanti, compresi ovviamente i sostenitori di FalceMartello, impegnati su una linea di contrarietà all’accordo. Non abbiamo qui lo spazio per tornare sulle ragioni della rottura nel 2006 tra Prc e Cofferati, basti dire che il “cofferatismo”, presentato a lungo come l’anomalia all’interno del centrosinistra, ora è la regola ferrea seguita da tutti gli amministratori locali del Pd. Nei giorni che hanno preceduto il Cpf, assieme a molti altri compagni abbiamo partecipato a una raccolta di firme per sottoporre, come previsto dallo statuto, al Prc bolognese un referendum su una questione politica vitale e decisiva come l’accordo per le alleanze locali. Il testo sostiene la necessità di presentarsi alle elezioni in “...modo autonomo (laddove questo non sia possibile anche in coalizioni) e comunque alternativo al Pd ed al Pdl...”. Quest’appello ha raccolto circa 230 firme, un numero sufficiente per indire la consultazione democratica. Al Cpf, le conclusioni del compagno Pegolo, della segreteria nazionale, hanno “benedetto” le posizioni del documento che ha preso la maggioranza dei consensi. Dopo il voto ha preso la parola il segretario Loreti che, con un gesto che ha sconcertato, ha detto che, essendo contrario agli accordi con il Partito Democratico, non solo si sarebbe dimesso dalla sua carica, ma che sarebbe anche uscito da Rifondazione. Una posizione sbagliata, non solo dal punto di vista di chi, come noi, conduce una battaglia finalizzata a far prevalere posizioni di sinistra nel partito, ma anche nei confronti di quei compagni che hanno creduto nella possibilità di poter continuare la battaglia attraverso la consultazione della base del partito. Per questo, assieme ad altri compagni, abbiamo deciso di reagire all’onda di demoralizzazione che poteva colpire il settore migliore del partito, rilanciando la consultazione. I compagni Pegolo e Ferrero, in una dichiarazione congiunta sui fatti di Bologna, hanno accettato che nella federazione di Bologna vi sia una consultazione. Siamo contenti di quest’affermazione, dopo di che bisogna capire con quali tempi, che modalità e quali scopi viene avanzata questa proposta da compagni della segreteria nazionale che hanno difeso la linea della maggioranza del Cpf. Non serve a nulla una consultazione fatta dopo essersi seduti ad un tavolo con il Pd, e alla fine di una lunga trattativa che si trascinerà avanti, fino a quando ogni opzione alternativa a quella dell’accordo sarà bruciata nei fatti. La consultazione deve essere immediata, e ci si sieda ad un tavolo con il Pd, solo se verrà confermata dalla base la linea emersa dal Cpf! Pegolo ha attivamente sostenuto la linea del dialogo con il Pd “del dopo Cofferati”, come in diversi amano definirlo. Il candidato del Partito Democratico al comune di Bologna è Flavio Delbono, grande privatizzatore della giunta Vitali negli anni ‘90, ex-assessore al bilancio della giunta regionale, alla testa di una forza politica che promuove la cementificazione del nostro territorio (Passante Nord) e lo scempio urbanistico. è con questi personaggi che si dovrebbe dare sostanza alla svolta a sinistra? Alcuni compagni sostengono che dietro l’iniziativa dell’appello ci sia l’intenzione di uscire dal Prc e far convergere il partito nella lista Bifo-Monteventi. Ogni volta si collega l’iniziativa alle scelte dell’ex segretario Loreti. Un modo per non stare nel merito della discussione! Nell’appello non si fa alcun riferimento ad una posizione simile, tutt’altro. La proposta in campo, chiara e inappellabile, è la presentazione di una lista del Prc, col proprio simbolo e il suo programma, in maniera autonoma e alternativa al Pd. Tutto è pronto. Al fine di garantire la massima trasparenza e correttezza del percorso, in queste ore, si sta provvedendo a riconfermare le adesioni all’appello, cui peraltro si stanno unendo altri compagni, per procedere alla consultazione democratica. Il 26 febbraio c’è stata un’assemblea che ha visto la partecipazione di più di 70 compagni, che ha deciso di andare fino in fondo. Si sta chiedendo un incontro alla Segreteria per decidere le procedure della consultazione. Sarà richiesta l’agibilità per la presentazione a tutti i compagni delle posizioni di questo fronte molto ampio, che va ben aldilà della nostra area. Tutte le posizioni dovranno essere democraticamente espresse in attivi di circolo. Siamo certi che la maggioranza dei compagni si stia facendo molte più domande in merito alla scelta che sta perseguendo il gruppo dirigente, più di quanto pensi la stessa maggioranza del partito a Bologna. Ci aspetta una discussione decisiva per il partito che andrà sostenuta con la massima determinazione.
|








