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Milano - Rifondazione ancora nella gabbia di Penati! PDF Stampa E-mail
Prc
Scritto da Francesco Bavila   
Lunedì 17 Novembre 2008 06:16

La federazione milanese di Rifondazione Comunista ha incredibilmente concluso positivamente la verifica avviata nel mese di luglio rispetto alla propria presenza nella giunta provinciale. Le dichiarazioni razziste contro gli immigrati, le campagne leghiste sul federalismo fiscale, anni di gestione politica in piena sintonia con il duo Moratti-Formigoni e la mastodontica speculazione immobiliare attorno all’Expo 2015 non sono bastate a dare al gruppo dirigente del Prc il coraggio necessario per rompere una volta per tutte con Penati.

L’ultima capitolazione del Prc si è avuta sulla questione del piano rifiuti presentato da Penati, un piano che prevedeva la realizzazione di un nuovo inceneritore nella zona del Parco Sud. Di fronte a questa presa di posizione, persino i Comunisti Italiani, che hanno il governismo nel proprio DNA, sono usciti dalla maggioranza, ma non così Rifondazione. Al consiglio comunale è andata in scena una pantomima cui abbiamo assistito più volte negli ultimi anni: Rifondazione minaccia la crisi, Penati minaccia di revocare le deleghe agli assessori comunisti, si susseguono ultimatum e contro-ultimatum… Alla fine i dirigenti del Prc milanese hanno sventolato come un grande successo un accordo raggiunto con Penati, in base al quale la proposta per la costruzione del nuovo termovalorizzatore sarebbe stata ritirata. Soprattutto per via di questo accordo, la maggioranza del Comitato Politico Federale decideva di concludere positivamente la verifica e di votare a favore del piano rifiuti.  

Peccato che abbiano avuto un brusco risveglio: nella versione finale del piano venivano recepite le modifiche della Regione che consentivano la realizzazione di nuovi inceneritori e soprattutto i rappresentanti in consiglio di Rifondazione, contravvenendo a tutte le dichiarazioni precedenti, si astenevano vergognosamente consentendo così che il piano passasse.

Il segretario Antonello Patta ha tentato di negare l’evidenza dichiarando che nel piano rifiuti veniva ribadito “il principio della non proliferazione degli impianti di trattamento termico”, ma, purtroppo per lui, quasi contemporaneamente Penati stava già parlando alla stampa delle “localizzazioni più idonee per i nuovi impianti”.

La grottesca vicenda del piano rifiuti dimostra come la svolta a sinistra decisa dall’ultimo congresso di Rifondazione sia rimasta lettera morta a Milano. Ancora una volta l’istituzionalismo e la subalternità al PD sono stati giustificati con le stesse argomentazioni trite e ritrite che ci hanno portato alla tragica esperienza del governo Prodi e alla disfatta elettorale. Di fronte a questo desolante scenario è più che mai necessario condurre una battaglia politica perché il partito smetta di sacrificare gli interessi dei lavoratori e dei giovani in nome della propria rappresentanza istituzionale e cominci a lottare seriamente contro il sistema di potere lombardo in tutte le sue articolazioni, presidente della provincia compreso.

 
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