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La svolta a sinistra nella Federazione di Parma PDF Stampa E-mail
Prc
Scritto da Andrea Davolo Segreteria provinciale Prc, responsabile lavoro e immigrazione   
Lunedì 20 Ottobre 2008 07:29

Insolita ma reale

Nel nuovo panorama politico interno a Rifondazione comunista ha suscitato clamore la notizia che a Parma la maggioranza del congresso provinciale ha dato origine a una insolita alleanza tra le mozioni 4, 3 e 2, con la mozione 1 all’opposizione. Lo stupore è legittimo e la situazione a Parma rende conto in modo esemplare delle difficoltà della “svolta a sinistra” nei territori laddove questa più concretamente deve trasformarsi da carta inerte in linea politica.

La mozione 1 a Parma è composta per i 2/3 da compagni dell’area politica di Essere Comunisti che ha governato la federazione a partire dal IV congresso, esprimendo diversi rappresentanti istituzionali, tra cui due assessori nella giunta provinciale. Nel congresso provinciale la mozione 4 e i sostenitori di FalceMartello hanno posto al dibattito un bilancio della partecipazione del Prc nel governo della Provincia. La giunta, a guida del Pd, è stata un esempio brillante delle politiche anti-popolari di cui un governo locale di centro-sinistra può farsi promotore. La mancata stabilizzazione di 40 precari dell’ente, la privatizzazione delle Terme di Salsomaggiore e Tabiano, l’assenso dato al progetto di inceneritore ed altre operazioni speculative, sono state il fiore all’occhiello di tale amministrazione. Se il “nuovo corso” dichiarato a Chianciano prevede la verifica della nostra presenza nelle giunte locali,  tale verifica era stata chiesta ed aperta dal Prc ormai più di un anno e mezzo fa, senza che a ciò ne seguisse mai qualcosa di veramente concreto. Di fronte a tale chiusura da parte del Pd e considerata la nostra valutazione molto negativa dell’operato dell’amministrazione provinciale, la mozione 4 ha messo al centro della discussione congressuale il ritiro della nostra delegazione dalla giunta. Questa proposta ha trovato subito l’adesione dei compagni dell’Ernesto e della mozione 3 e l’opposizione dei compagni della mozione 1. I compagni della mozione 2, invece, entrando nel merito della proposta avanzata, hanno condiviso l’intero percorso che prevede, dopo l’uscita dalla giunta, un calendario di iniziative e di assemblee pubbliche nel territorio della provincia, al termine del quale il Prc deciderà la propria collocazione alle elezioni provinciali che si svolgeranno nella prossima primavera. 

Non condividendo il percorso di verifica proposto, la mozione 1 ha deciso, per il momento, di non entrare nella nuova segreteria provinciale. Scelta incomprensibile se consideriamo che la “svolta a sinistra” è ribadita nel documento che descrive le nuove linee guida del lavoro politico della segreteria. Punti qualificanti di questo documento sono infatti il rilancio del Prc “in basso a sinistra” attraverso le sue strutture dipartimentali, nella nostra federazione non funzionanti da molto tempo, e varie campagne e proposte di lavoro per i circoli sui temi del lavoro, dell’immigrazione, della scuola, dell’ambiente, della questione femminile. Primo banco di prova è stata proprio la campagna verso l’11 ottobre che ha visto il Partito dispiegare le proprie risorse militanti in un lavoro capillare e sistematico verso i posti di lavoro, di studio e nei quartieri, dopo anni di quasi sostanziale passività. La “svolta a sinistra” non va solo dichiarata, va costruita, con tutto quello che ne consegue in termini di rottura con le linee e le tradizioni passate. Questo è il messaggio che arriva da Parma.

 
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