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| Ciampino (Rm) - Il Prc esce dalla giunta |
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| Prc | |||
| Scritto da Paolo Cipressi e Alessandro Porchetta | |||
| Venerdì 17 Ottobre 2008 09:58 | |||
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Dopo che, a fine Luglio, ci siamo opposti a una scandalosa delibera edilizia che riduceva il vincolo ambientale su parte del territorio, il PD è andato su tutte le furie ed a Settembre ha aperto la verifica all’interno della giunta comunale. Alla verifica che il PD ha aperto, il circolo ha portato una serie di richieste, tutte ritenute inaccettabili.
Un atteggiamento naturale visto che il PD ha da solo la maggioranza in consiglio comunale: o gli “alleati” si piegano o se ne può fare a meno.
Sin dal congresso si era espressa tutta la delusione dei compagni per l’orientamento del PD e la voglia di dare una svolta al lavoro del partito. Il fallimentare risultato elettorale (2,8% alla Camera, 3% al Senato e 4,9% alle provinciali, un crollo di 6-7 punti percentuali rispetto a 2 anni prima, mentre il PD aumenta di circa il 10%) è stato il segnale della rottura della fiducia dei giovani e dei lavoratori rispetto a un partito percepito come assente in città e immerso a piene mani in tutte le scelte della giunta, verso la quale non veniva mai espressa una critica indipendente. Da Luglio il circolo ha iniziato ad elaborare un suo programma, sul quale avviare delle campagne e testare definitivamente l’aderenza a sinistra del PD: se non ci avessero ascoltato non avremmo avuto nessuna ragione per governare con loro. Di conseguenza l’assemblea del circolo dava mandato alla segreteria per rompere. Abbiamo chiesto la garanzia che i servizi sociali non venissero tagliati né i loro costi aumentati, prendendo i soldi dalle consulenze e dai patrocini dati alle istituzioni religiose; di non sostenere la costruzione dell’aeroporto di Viterbo, in quanto inutile ecomostro che, visti i piani di ADR, non servirà mai per togliere il traffico aereo di Ciampino, mentre legittima Ryanair a restare a Ciampino nell’attesa dell’altro scalo (3-5 anni almeno); di estendere la raccolta differenziata porta a porta e di conseguenza di opporsi all’inceneritore di Albano che colpirà anche il nostro territorio; chiarezza e dibattito pubblico per le nomine e per le scelte dell’azienda municipalizzata, che sempre più si comporta da impresa privata (coinvolta nell’avventura dell’AMA in Senegal finita con una denuncia dello stato africano); il ritiro di quella delibera che consentiva di fatto di costruire su terreni prima inaccessibili. La risposta ci è arrivata senza nessun dibattito: il PD ha ritenuto tutto inaccettabile e anzi ci ha chiesto di ritrattare. Cosa che avrebbe comportato una trattativa al ribasso, in cui Rifondazione in cambio di correttivi al bilancio, sarebbe stata comunque coinvolta negli attacchi ai servizi e costretta a chiudere nuovamente gli occhi per non creare conflitti. Avremmo inoltre tradito le attese di chi lotta per l’immediata riduzione dei voli nell’aeroporto di Ciampino. Tutto questo sì che sarebbe stato inaccettabile. Con questa scelta il PD chiude alla sua sinistra e sancisce l’apertura verso il centro. La scelta di uscire è la diretta conseguenza dell’incompatibilità tra le rivendicazioni di Rifondazione e gli interessi che cura il PD. Rifondazione non può aspettare di ricevere le briciole, ma dovrà conquistare le sue rivendicazioni con la forza della mobilitazione cittadina. L’indipendenza dalla coalizione deve permettere di controllare a mani libere le scelte che si faranno: sosterremo quelle a favore delle fasce disagiate , opponendoci nettamente alle altre. Ai dirigenti regionali del partito ed al nostro assessore, che hanno definito le nostre richieste pretestuose e scorretta la rottura, rispondiamo che tale giudizio da parte di chi non fa opposizione neppure mentre il presidente della Regione Marrazzo chiude 2 ospedali pubblici a Roma, non fa che rafforzare l’idea di aver fatto una scelta coerente. Da parte nostra, al contrario, c’è la convinzione che sia giunto il momento che quelle verifiche che abbiamo messo per iscritto a Chianciano, siano fatte davvero anche nel Lazio, a partire proprio dal governo della Regione. 15 ottobre 2008
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