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| Scritto da La Redazione | |||
| Lunedì 17 Novembre 2008 06:26 | |||
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Bologna
Il 27 ottobre 2008 è definitivamente tramontata quella che in passato diversi consideravano l’anomalia del Prc, la federazione di Bologna. Di fatto, ciò che il Comitato politico federale (Cpf) ha deciso dimostra, una volta di più, che il partito in questi anni era all’opposizione più per decisione di Cofferati che per altro. Nel documento di Chianciano si decideva di praticare una svolta a sinistra, ma a Bologna, come del resto in altre federazioni, il partito svolta in tutt’altra direzione e decide di “aprire” al Pd. è questo l’orientamento del documento della segreteria: “Il Cpf di Bologna invita la segreteria ad aprire un confronto con la città, i partiti della sinistra e il Pd, per verificare l’esistenza delle condizioni politiche e della convergenza programmatica per la riconferma o meno dei numerosi accordi di governo, senza esiti predefiniti o scontati. (…)Il confronto sulle esperienze di governo frutto delle coalizioni elettorali scorse dovrà necessariamente investire il Pd che è attualmente la forza politica più cospicua nelle nostre amministrazioni, verificando le condizioni politiche e programmatiche per la riconferma o meno dei numerosi accordi di governo.” Un documento che ha preso 54 voti ed è stato sostenuto dall’Ernesto, Essere Comunisti, Rifondazione della Sinistra e da un settore dell’area Ferrero, compreso il Segretario provinciale Loreti. La 1 e la 3 preferiscono far fronte con i “vendoliani” contro chi chiede la svolta a sinistra. Dopo aver verificato l’orientamento della maggioranza abbiamo presentato un documento alternativo che, così concludeva “(…) Qualsiasi ipotesi di dialogo del Pd sarebbe una riedizione su basi minori dello scenario fallimentare dei governi di centrosinistra degli ultimi anni così come le ipotesi di scioglimento del nostro partito in liste civiche, compresa quella Bifo-Monteventi, sarebbero il ripetersi di errori che hanno subordinato il partito a soggetti ambigui, inconsistenti e senza prospettive”. Questo documento ha ottenuto 12 voti, mietendo consensi aldilà dei 9 membri del cpf appartenenti alla mozione 4. Gli astenuti sono stati 11. Si dimostra quanto è ampia la critica su quella che a tutti gli effetti è una svolta a destra del partito a Bologna. Su queste basi costruiremo la nostra opposizione. di Mario Iavazzi (Cpf Bologna) Caserta Nel Cpf del 7 novembre scorso è stata eletta la nuova segreteria provinciale. L’elezione è avvenuta a più di un mese dall’elezione del segretario, a causa dei contrasti interni a quella che è stata la prima mozione dell’ultimo congresso nazionale. Vi è stato infatti uno scontro tra l’area Essere Comunisti e i compagni che fanno riferimento a Ferrero, proprio sulla composizione degli organismi dirigenti, e più precisamene su chi dovesse esprimere il segretario, con il paradosso che Essere Comunisti ha votato a favore del documento politico, sostenuto dal fronte composto delle mozioni 1-3-4 e ha votato contro il segretario. La discussione si è conclusa con l’elezione di una segreteria composta da cinque membri; come compagni di Falcemartello saremo presenti con la responsabilità dell’area “lavoro e non lavoro”. Nella proposta dei responsabili dei dipartimenti, vi è invece un nostro compagno che seguirà la questione migranti. di Antonio Erpice
Il Cpf di Napoli sancisce lo sbandamento in cui versa la federazione più grande d’Italia. Malgrado la disponibilità delle mozioni 1 e 3, è stata varata una segreteria monocolore di Rifondazione per la Sinistra di soli sei compagni, privi di responsabilità specifiche e con un mandato transitorio. L’assenza di un documento politico e programmatico non fa che confermare una linea di galleggiamento, peraltro rivendicata dal segretario Di Martino. Ci vorrebbe ben altro per un partito che resta collocato nelle giunte cittadine e regionali più screditate d’Italia, mentre infuriano lotte sociali e politiche che investono tutti gli ambiti, dal lavoro alle scuole, passando per la tutela del territorio. Non sarà una linea politica priva di un orientamento a queste lotte e rivolta solo alla salvaguardia di postazioni istituzionali a rilanciare il partito in questa provincia. è un fatto positivo la finale convergenza su un documento unitario delle mozioni 1-3-4, ma il congresso regionale stabilirà definitivamente chi crede nella svolta a sinistra e chi la ritiene un male necessario da superare dopo Chianciano. di Vittorio Saldutti (Cpf Napoli)
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