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| Bologna: No all’accordo col Pd |
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| Prc | |||
| Scritto da Assemblea "No all assemblea col Pd" | |||
| Lunedì 20 Aprile 2009 05:49 | |||
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Quello che segue è il documento che le iscritte e iscritti del Prc di
Bologna dell'assemblea autoconvocata, contrari all'accordo col Pd al
comune e alla provincia di Bologna, presenteranno agli attivi dei
circoli che si terranno nei prossimi giorni a Bologna.
Gli autoconvocati avevano chiesto un referendum che permettesse a tutto il corpo del partito di esprimersi in merito all'accordo ma il collegio di garanzia nazionale ha respinto la richiesta accogliendo un ricorso della Segreteria provinciale su un aspetto procedurale, nonostante sia stato richiesto da 246 compagni/e. Il fatto più paradossale, però, è che nella Federazione di Bologna non si farà né il referendum, né la "consultazione democratica vincolante" di cui hanno sempre parlato la Segreteria di Bologna (vedi lo stesso ricorso al Collegio di Garanzia) e i compagni Ferrero e Pegolo (vedi comunicato del 19 febbraio ancora presente nel blog di Ferrero). I compagni contrari all'accordo col Pd stanno denunciando il fatto che questa "consultazione" è palesemente una farsa per diverse ragioni. Su tutti i giornali, locali e nazionali, come lo stesso candidato a sindaco del Pd Delbono ha dichiarato, si dà per già realizzato l'accordo tra Pd e Prc, oltre che Pdci, Sinistra Democratica e Popolari ex Dc (!!!). La Segreteria Provinciale non dà la possibilità alle compagne e ai compagni contrari all'accordo, di presentare le proprie ragioni in tutti gli attivi di circolo che si stanno tenendo in questi giorni. Sarà presente solo un membro della Segreteria che relazionerà a favore dell'accordo! Alla nostre proteste è stato risposto dalla Segretaria all'ultimo Comitato Federale che la consultazione non è un congresso (!!!). Peraltro, nella proposta della Segreteria c'è l'ipotesi (che a questo punto appare molto più che un'ipotesi) di una "lista comunista" col Pdci con nuovo simbolo. Tale proposta è in palese contraddizione con due dispositivi votati a maggioranza dal Cpn di dicembre e marzo. Inoltre, nella nota della Segreteria inviata ai segretari di circolo, si scrive che alla Segreteria "dovranno essere inviati i documenti di cui terrà conto nella preparazione di un successivo Cpf". Qui di "consultazione", di "democratico" e soprattutto di "vincolante" non c'è proprio nulla! Gli autoconvocati parteciperanno agli attivi, denunciando la farsa ma anche presentando quest'ordine del giorno in cui si propone di presentare, un/a candidato/a a sindaco di Bologna e a presidente dell'Ente Provincia con lista e simbolo del Prc in maniera autonoma e alternativa al Partito Democratico
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Ordine del giorno
Il partito ha l’obbligo di essere un punto di riferimento per le lavoratrici e i lavoratori, le/i giovani e le donne che anche a Bologna pagheranno la crisi e vedranno il Partito Democratico come il partito del potere, delle aziende pubbliche e private che stanno colpendo i diritti e tagliando posti di lavoro, delle cooperative arroganti e delle alte tariffe dei servizi. Le “novità positive” che sarebbero emerse dal confronto col Pd sono davvero di poco conto rispetto alle questioni che non emergono o che restano molto ambigue. Peraltro, il recente orientamento del Pd di DelBono e Draghetti è in netta continuità con le politiche degli ultimi anni. In particolare ci riferiamo a: - Politiche securitarie con il divieto di manifestare in centro città il fine settimana. - Politiche a favore delle scuole private attraverso convenzioni stipulate da Comuni e quartieri con scuole private e, rispetto alle politiche della Provincia e l’assenza di politiche sull’edilizia scolastiche. - Assenza di una politica sulla cultura a Bologna, di recente è stato previsto un ulteriore taglio di 500mila euro al settore da parte della giunta comunale. Lo smantellamento del territorio, riferendoci al Civis, alla metropolitana e al Passante Nord. In questi due mesi il confronto è stato tutt’altro che pubblico ma nel chiuso delle stanze e purtroppo dobbiamo registrare che l’unica “voce” è stata quella dei quotidiani locali che si sono sbizzarriti ad informarci sullo stato del confronto e persino su ipotesi di liste unitarie con PdCI che non condividiamo. Un conto è trovarsi d’accordo su parti del programma e allearsi con un partito come il PdCI, altra cosa è decidere di non presentare il nostro partito e applicare “l’unità comunista” che il nostro partito ha respinto. Le ricadute sulla campagna elettorale e sullo stesso risultato saranno negative, e lo sarebbero molto di più, se oggi il gruppo dirigente del partito non assumesse una decisione chiara che pubblicamente dichiarasse che il Prc è alternativo al centrodestra ma anche al Pd di Delbono alle Comunali e della Draghetti alle Provinciali. Chiediamo che il partito si presenti alle prossime elezioni comunali in maniera autonoma, col simbolo e il programma di Rifondazione Comunista. Nel prossimo Comitato Politico del 21 aprile, il partito dovrà definire il/la suo/a candidato/a a Sindaco di Bologna e il/la suo/a Presidente della Provincia e le liste con cui si presenterà alla scadenza elettorale.
- Attivazione della neonata Agenzia per gli affitti che promuova, anche con detassazioni ed incentivi, l’utilizzo del patrimonio immobiliare privato;
- Dialogo con le associazioni riconosciute e no e ricognizione - assieme ad esse e con un metodo partecipato - degli spazi del Comune e della Provincia inutilizzati da poter assegnare loro perché vengano adibite ai giovani e l’azzeramento di tutte le ordinanze cofferatiane.
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