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| Bologna - Il Prc alle elezioni con un programma alternativo al Pd |
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| Prc | |||
| Scritto da Mario Iavazzi | |||
| Lunedì 20 Ottobre 2008 07:24 | |||
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“Cofferati sceglie la famiglia”. Così titolavano i quotidiani il giorno dopo la conferenza stampa del sindaco di Bologna in cui dichiarava che non si sarebbe ripresentato alle prossime amministrative. In pochi a ricordare il fatto che nel giro di assemblee fatte nei quartieri di recente era stato spesso contestato, persino dai suoi ex elettori, per la politica di questa giunta. Questa scelta di Cofferati più che il suo spirito paterno sta a testimoniare la crisi del Pd in questa provincia che perde sempre più consensi. La politica repressiva, i tagli ai servizi sociali, i finanziamenti a scuole e nidi privati l’hanno fatta da padrona. Se l’esperienza della Giunta Cofferati sarà ricordata negli annali, non sarà di certo per quanto si è distinto da Guazzaloca in tema di politiche sociali e di difesa degli interessi dei meno abbienti, anzi. Ma il giorno dopo è anche il tempo degli sbandamenti da parte dei dirigenti locali del Prc. Il Segretario della Federazione Tiziano Loreti parla di un dialogo che ora si può riaprire con il Pd visto che si è messa da parte quella che per il Prc era la discriminante ovvero la presenza del “sindaco sceriffo”. (Il Manifesto 10/10/08). Al secondo turno vedremo - diceva Masella, capogruppo alla regione, durante una conferenza stampa prima che Cofferati annunciasse il ritiro - il Prc continua ad essere determinante. Devono stare attenti”. Ma il giorno dopo dichiarava che “è un evento molto positivo (la non ricandidatura del sindaco) che cambia tutto lo scenario”. Dichiarazioni simili anche da parte del capogruppo al comune Sconciaforni che invoca la fine del cofferatismo e l’apertura di un “serio confronto programmatico con il Pd”. Ma l’uscita di scena di Cofferati potrebbe davvero essere la fine di quelle politiche? Cambia davvero tutto lo scenario? Dire questo è come dire che in provincia la rottura tra il Pd e il Prc nella Giunta Provinciale Draghetti è stata solo un capriccio, come del resto in molti del partito continuano a sostenere. è come pensare che le centinaia di posti all’asilo nido privati, a discapito di quelli pubblici, sono stati finanziati dalla Giunta Cofferati per la mente contorta di un personaggio e non per la strategia politica del Pd. In Provincia la variazione di bilancio, conseguente al non rispetto del patto di stabilità della Giunta Provinciale, non consentirà di portare avanti un programma di edilizia scolastica e di messa a norma di molte scuole della provincia e espellerà, come già successo in questi anni, centinaia di precari dalla Provincia. Cofferati o non, al comune, alla provincia, e alla regione, il Pd è la difesa degli interessi forti e dei potentati locali. Su questo il Prc bolognese deve fare chiarezza e decidere da subito che alle prossime amministrative si presenta il programma del partito con lista e simbolo del Prc in alternativa al Pd ma anche a liste civiche ambigue e senza prospettiva come quella di Monteventi e Bifo. Solo una presa di posizione in tal senso può far uscire il partito dalla attuale palude, a causa della quale il partito si spacca in mille pezzi e perde occasioni per radicarsi tra i lavoratori e i giovani.
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