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| Appello a tutti i compagni della Federazione della Sinistra Lucana |
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| Prc | |||
| Scritto da FalceMartello | |||
| Venerdì 05 Febbraio 2010 09:26 | |||
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Il rilancio dell'azione politica del PRC non può avvenire senza una
chiara posizione sulle imminenti elezioni regionali lucane. Come
sostiene il documento della segreteria nazionale “il voto per le
regionali si inserisce in un contesto politico estremamente delicato.
La crisi economica si abbatte su una condizione sociale già critica, minacciando i pochi posti di lavoro rimasti, generalizzando la condizione di precarietà e riducendo i redditi da lavoro, soprattutto in Basilicata dove la condizione di marginalità si accentua drammaticamente. Nel contempo, il governo di centro-destra non sviluppa un’iniziativa anticrisi, ed anzi compromette ancor più la già critica situazione riducendo la spesa sociale, portando un duro attacco alla scuola, alla sanità e ai servizi sociali. In questo contesto il governo locale non è risparmiato: l’indurimento del patto di stabilità interno e la riduzione delle risorse trasferite a regioni e province mettono a dura prova gli enti locali”.
Lungi dal pensare che l'operato del partito si esaurisca nelle scadenze elettorali riteniamo che queste influenzino profondamente il lavoro dei compagni sui singoli territori e luoghi di intervento. In questa fase è necessario che le forze impegnate sui territori dispongano di una posizione politica chiara rispetto all'imminente scadenza elettorale che sostenga il loro lavoro militante. Rifondazione Comunista non può e non deve rimanere passiva di fronte a questo scenario. E' inutile rivendicare nostalgicamente il bel tempo che fu delle alleanze di centro sinistra (che sia stato un bel tempo è per lo meno ancora tutto da dimostrare). - Il percorso del Partito Democratico come forza centrista è definitivamente ed incontestabilmente compiuto; l'accordo con l'UDC, bieco affarismo ben condito da oscurantismo religioso, sta lì a dimostrarlo; l'IDV, alla prova dei fatti, si accoda e si adegua di buon grado. - Il Pd ed i suoi alleati non sono subordinati ai poteri forti: sono una delle espressioni politiche dei poteri forti. Non sono uguali alla destra. Infatti: hanno una capacità tutta loro, vuoi con il populismo di Di Pietro, vuoi con l'interclassismo fittizio di Bersani, di azzerare l'opposizione sociale alla destra, alimentando la crescita di una destra sempre più autoritaria e xenofoba. La ricostruzione del partito nella nostra Regione deve iniziare dalle lotte e non dagli accordi a perdere o dal mantenimento delle poltrone istituzionali ad ogni costo. Riteniamo inoltre profondamente sbagliata l'opzione, ormai ricorrente, di una forma di desistenza o di accordo tecnico con la coalizione a guida De Filippo. Gli esiti sarebbero disastrosi: • azzeramento dell'autonomia del partito, • appoggio ad un progetto politico a noi antitetico (se non decisamente ostile),
• impossibilità del partito di rendere pubblici e credibili, tramite le elezioni, i propri programmi.
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