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Abruzzo - Dopo lo scandalo sanità, alle elezioni da soli! PDF Stampa E-mail
Prc
Scritto da Serena Capodicasa   
Lunedì 20 Ottobre 2008 07:26

A tre mesi dall’esplosione dello scandalo della sanità in Abruzzo che, tra gli altri, ha visto coinvolto il presidente della giunta regionale di centrosinistra Del Turco, la posizione di Rifondazione comunista in vista delle elezioni regionali del 30 novembre è ancora ambigua.

Mentre scriviamo il Prc si limita a chiedere al Pd l’esclusione degli indagati dalle liste e un “rinnovamento radicale”, come presupposti per una riedizione della coalizione di centrosinistra, come se il problema dell’alleanza col Pd si riducesse alla cosiddetta “questione morale”.

In realtà, alla radice dello scandalo sanità c’è, ben oltre la disonestà di Del Turco, un meccanismo politico basato su interessi di classe molto chiari: lo smantellamento della sanità pubblica a favore delle cliniche private. Queste, grazie al sistema delle cartolarizzazioni dei crediti nei confronti del servizio sanitario e alla corruzione dei governatori di turno, sono arrivate ad esigere dalla regione 100 milioni di euro per prestazioni mai fornite.

Rifondazione comunista, interna alla giunta Del Turco, pur avendo denunciato le cartolarizzazioni in consiglio regionale, non è mai arrivata alla necessaria rottura con la maggioranza, neanche dopo l’esplosione dello scandalo a luglio.

La questione morale non è il discriminante ma l’aggravante di un inconciliabile conflitto tra chi vuole fare profitti sulle spalle della salute dei cittadini e chi vuole difenderne il diritto ad un sistema sanitario pubblico, gratuito e di qualità. Proprio per questo non ci si può lasciare incantare dal giustizialismo dell’Italia dei Valori e paventare la possibilità di una coalizione comune, facendo finta di non vedere che questo partito non rappresenta alcuna alternativa nei confronti del Pd così come delle destre.

Per Rifondazione comunista è necessario anche e soprattutto a livello regionale una svolta a sinistra che passi attraverso la presentazione di una lista indisponibile all’alleanza sia col Pd che con IdV alle prossime elezioni. Solo così potremo riconquistare credibilità come partito in grado di difendere in modo intransigente gli interessi dei lavoratori!

 
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