Sostienici
Ultimi articoli
Prossime iniziative
-
-
Per il partito di classe
-
Che succede in Fiat?
-
Assemblea della seconda mozione
-
Assemblea della seconda mozione
Mailing list
| 28 febbraio - Giornata di mobilitazione a Torino. |
|
|
|
| Prc | |||||
| Scritto da Josè Salinas* e Andrea Tavano | |||||
| Domenica 01 Marzo 2009 12:07 | |||||
|
Sabato 28 febbraio: migliaia di lavoratori italiani ed immigrati hanno
occupato per tutta la giornata le strade di Torino, sotto un mare di
bandiere rosse.
Al mattino, si è svolto un primo corteo, organizzato dalla CGIL. Circa sessantamila lavoratori hanno manifestato tutta la loro preoccupazione e la loro rabbia in merito alla devastante crisi in corso. Numerosi cartelli testimoniavano le cifre della situazione economica della regione in termini di licenziamenti, cassa integrazione, chiusura di stabilimenti. Nessun settore produttivo, nessuna area territoriale piemontese si salva dal terremoto economico e sociale sotto i nostri occhi, gentile omaggio di un capitalismo ormai putrefatto.
Evidente la protesta dei lavoratori nei confronti del governo e dei sindacati che con esso collaborano. Netta l'opposizione verso la contro - riforma del contratto nazionale. Inoltre, il corteo ha rappresentato un primo, inequivocabile segnale di opposizione verso le nuove norme anti - sciopero. Erano presenti in piazza rappresentanze delle principali fabbriche della regione e di tutte le categorie. Presenti anche le forze politiche interne al movimento operaio, con una discreta rappresentanza della federazione torinese del PRC. Nel pomeriggio il bel tempo, non solo atmosferico, è continuato con la presenza di circa di 5000 manifestanti fra studenti, bambini, lavoratori italiani ed immigrati, regolari e clandestini, che hanno detto presente all'appello della “Rete Migranti di Torino” e hanno fatto sentire la stessa rabbia in diverse lingue contro il decreto di sicurezza, le leggi discriminanti, il razzismo e la crisi regalo dei padroni. Ancora una volta a Torino come in tutta Italia la crisi del capitalismo e della “eccellenza del liberalismo” presenta la sua vera faccia e colpisce selvaggiamente per sottomettere i lavoratori ai propri ricatti. Come corollario, il padronato, il governo e i loro lacchè non mancano di usare le armi tradizionali: razzismo, intolleranza, paure incontrollate. I classici mezzi per distogliere l'attenzione e dividere i lavoratori. Ma le risposte non si fanno attendere ed in prima fila ora ci sono anche i lavoratori immigrati. Innanzitutto abbiamo visto nelle settimane scorse l'occupazione dell'ex clinica San Paolo, un palazzo da tempo vuoto, da parte di decine di profughi provenienti dal Corno d'Africa. Si tratta di intere famiglie in fuga dalla tragedia dei loro Paesi, riconosciuti come profughi politici, ma privi di una casa e di un reddito per sfamarsi. Hanno chiesto diritti, un posto in cui vivere, insomma la dignità: quale risposta, hanno ricevuto i manganelli della polizia dello Stato “democratico” durante un presidio in una piazza del centro. Poi, nel corso del mese di gennaio, le strade della città si sono riempite della presenza massiccia e molto carica emotivamente dei lavoratori di origine araba in solidarietà al popolo di Palestina e in ripudio alla politica di aggressione e invasione di Israele. Oggi, come nuova espressione di questo risveglio, per quasi quattro ore Torino è stata testimone della più grande manifestazione degli ultimi tempi di lavoratori italiani e immigrati, associazioni, partiti politici di sinistra, che insieme lottano per i diritti come salute, lavoro, residenza, casa, regolarizzazione e contro il “decreto di sicurezza”, e contro tutti gli strumenti che hanno i padroni per generare guerra fra i poveri con leggi razziste e discriminanti. È importante sottolineare come il nostro partito, Rifondazione Comunista, attraverso la Commissione Immigrazione della federazione di Torino, abbia coinvolto diversi compagni di provenienza europea, africana e sudamericana, che sono diventati protagonisti del nostro spezzone assieme ad altri compagni del PRC. Nel nostro spezzone, che aveva lo striscione con la scritta “contro lo sfruttamento e il razzismo” “pace, diritto e lavoro”, si sono ascoltate parole di ordine come “Italiani immigrati, ugualmente sfruttati”, “Attento attento attento imperialista, l’America latina diventa socialista”, “El pueblo unido, jamàs serà vencido”, fra le altre, che hanno motivato i compagni e gli altri manifestanti che si sono uniti a noi. È un primo passo, ancora piccolo ma importantissimo, per costruire un radicamento del partito all'interno del decisivo settore dei lavoratori immigrati. Al riguardo la Commissione Immigrazione ha in programma anche un'iniziativa pubblica per il giorno 21 marzo, con momenti culturali, di festa, e soprattutto l'intento di approfondire politicamente ed organizzare la voglia di lottare che sta crescendo. La campagna sulla sicurezza e sul rispetto della legalità produce nei lavoratori più insicurezza e in maniera particolare fra i lavoratori immigrati, giacché perdendo il posto di lavoro, perdono anche la possibilità di rinnovare il permesso di soggiorno. Diventano così clandestini. Questa crisi e il suo decreto di sicurezza, soltanto danno la sicurezza ai padroni e alle banche che lo Stato italiano continuerà a regalare loro più soldi. Questa è la vera sicurezza per loro. Per tal effetto tagliano le spese per le scuole e incrementano le spese militari. Oggi abbiamo visto nella manifestazione una quantità ingente di forze dell'ordine, come se fossimo criminali o terroristi, inclusa la presenza di un “corpo di pronto intervento antiterrorista”. Questa è una forma di guerra psicologica nel confronto dei lavoratori, vogliono metterci paura. Ma oggi la paura dell’immigrato è diventata coraggio. Così per tutto il giorno a Torino, come il 27 febbraio a Pomigliano d’Arco, i lavoratori sono scesi in piazza insieme ad altri settori della società come gli studenti, ed hanno lasciato chiaramente intendere l'impegno di lottare, resistere e vincere, perché non abbiamo altra strada. Non dobbiamo scendere a patti con Berlusconi, ne con le posizione centriste di forze come UDC e PD, che ormai non hanno molte differenze rispetto alle destre: i frequenti commenti razzisti e securitari dei loro esponenti politici stanno lì a dimostrarlo. Dobbiamo avere fiducia nei lavoratori italiani e immigrati, non dobbiamo sottovalutare la loro capacita di organizzazione e la disponibilità alla lotta. Tutto questo ci obbliga come partito a compiere un salto di qualità politica e organizzativa per essere presenti nelle mobilitazioni che seguiranno. Oggi è stata una giornata importante, però più importante sarà ancora l’impegno nostro per non deludere chi inizia a scendere nelle strade per protestare. Il nostro compito come comunisti è quello di essere presenti per garantire una direzione giusta ai conflitti sociali del nostro Paese al fine di cambiare questa società e costruire un ordine nuovo.
* responsabile commissione immigrazione Prc Torino
|









