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Quanto costa studiare a Como! PDF Stampa E-mail
Giovani in lotta
Scritto da La redazione   
Lunedì 04 Febbraio 2008 06:01

Un’inchiesta del collettivo Iskra

Il collettivo studentesco Iskra di Cantù (Co) ha organizzato un’inchiesta molto ben documentata sul diritto allo studio in provincia di Como. È proprio necessario partire dalla realtà concreta delle condizioni di studio nella scuola pubblica per promuovere una coscienza di lotta fra gli studenti.

Nell’introduzione all’inchiesta leggiamo che essa è stata prodotta “nella speranza che rappresenti un passo in avanti nella conquista di un effettivo diritto allo studio”. Dall’indagine infatti emerge che tale diritto non solo non è garantito, ma è negato a quanti non possono comprarsi l’istruzione pubblica, la quale, si denuncia, è in vendita come ogni altra merce. Tre sono i temi analizzati in dettaglio: il costo dei libri, dei trasporti e i finanziamenti pubblici. Sono state prese in esame le liste dei libri per ogni classe e sezione degli istituti più importanti del comasco, dando precise indicazioni rispetto alla metodologia di acquisizione dei dati e approfittando dell’analisi puntuale per criticare l’asistematicità dei docenti nel presentare gli obblighi di acquisto libri agli studenti e la speculazione che le case editrici fanno sulle tasche delle famiglie di studenti. Si va da una media di spesa per il liceo classico Volta di 392,06 euro (con una punta in una classe della stessa scuola di 589,75 euro), all’Ipsia Ripamonti con una spesa media di 155,83 (nelle prime dell’indirizzo “moda” si spende in libri 347,05 euro).

Per quanto riguarda i trasporti, vengono prese in considerazione le tariffe di abbonamento mensile degli autobus (mezzo più usato dagli studenti) nelle varie tratte, indagando oltre che sui prezzi anche sulla qualità del servizio (velocità di “crociera” 16,2 Km/h!). Un esempio: da Colico per arrivare a Como ogni mese uno studente spende 93,00 euro, mentre l’abbonamento urbano a Como arriva a 33,00 euro.

I finanziamenti pubblici vengono considerati dal 2001 a oggi e sono in netto calo, mentre i finanziamenti della regione alle famiglie (i cosidetti bonus scuola), escludendo rimborsi spese di trasporti, mense e libri, sono stati utilizzati per il 98,7% nell’anno scolastico 2001-02 per sostenere le iscrizioni alle scuole private.

Ci uniamo alla speranza del collettivo che in tanti restino indignati non solo dall’ingiustizia di un diritto negato, ma anche dalla selezione sociale che di tale diritto viene fatta: solo i ricchi e i figli delle famiglie benestanti possono aspirare alla conoscenza e ai privilegi che da essa derivano.

Questo bel lavoro capillare che ha coinvolto tanti studenti comaschi troverà un primo passaggio di mobilitazione studentesca sabato 16 febbraio prossimo. Chiunque voglia mettersi in contatto con gli studenti del collettivo iskra e parteciapre alle loro iniziative, scriva a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 
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