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Nascita della protesta a Pordenone PDF Stampa E-mail
Giovani in lotta
Scritto da PierPaolo Del Duca, Davide Pettarini (CSP di Pordenone)   
Mercoledì 15 Marzo 2006 10:18

 

Nascita della protesta

a Pordenone

 

 

Nel periodo prenatalizio anche a Pordenone abbiamo assistito e partecipato all’occupazione di tre istituti superiori, Liceo scientifico Grigoletti, Liceo Classico Leopardi e ITC Flora.

Se per quanto riguardi il Liceo Grigoletti le ragioni della protesta si limitavano a una critica sui punti caldi della "riforma Berlinguer", per Leopardi e Flora il malcontento era più ampio e radicato. I due istituti infatti, insieme all’I.P.S.I.A. Lino Zanussi che non ha preso parte alla protesta, fanno parte di un ampio complesso di edifici di epoca fascista, meglio noto come "Centro Studi". Qui, dall’epoca della creazione non sono state viste compiersi ristrutturazioni che garantissero i parametri di sicurezza imposti alle scuole. Mancano attrezzature che consentano il trasporto di disabili, che, nel Liceo Classico, devono essere trasportati a spalla attraverso due piani di scale fino ai laboratori. Le strutture che dovrebbero garantire uno sfollamento rapido in caso d’incendio sono altamente insufficienti e a questi disagi si aggiungono, oltre al decadimento delle strutture, la presenza di infissi vecchi e generosi spifferi, l’umidità, il freddo e le crepe. Una situazione come questa si è verificata a causa dell’inadempienza del comune Leghista che, impegnato a realizzare opere demagogiche e spesso inutili per garantire il rinnovo dell’incarico, non intendeva accollarsi l’onere di una scuola la cui proprietà presto sarebbe passata alla provincia. Presto, ma non automaticamente, così anche le questioni burocratiche e formali, hanno subito il lento corso che l’indifferenza per i giovani e per la cultura gli impone.

Dopo anni di forte ingerenza e attività reazionaria delle avanguardie fasciste di Azione Giovani, finalmente al Liceo Classico Leopardi è riapparsa la scritta "OKKUPATO".

La risposta ai gruppi di lavoro sulla Riforma e sulle lettere di protesta è stata buona, ottima la partecipazione e l’interesse per attività come Storia del Cinema e Storia della Musica. Quando la voglia di resistere andava già spegnendosi, purtroppo ha riportato scarsa partecipazione l’intervento di uno studente della lista della sinistra universitaria, appositamente invitato a far luce sull’Autonomia Scolastica e il numero chiuso, decreti che solo noi, studenti delle superiori, possiamo avere la forza e l’interesse di combattere.

Dopo l’esperienza dell’occupazione un numero esiguo di studenti del Liceo Leopardi ha organizzato, il 13 febbraio, un presidio di fronte al provveditorato agli studi. Questo in concomitanza con la protesta del C.S.P. di Udine. Anche se la partecipazione al sit-in non è stata massiccia, si sono uniti a noi studenti di quasi tutte le scuole della provincia e si é resa visibile ai mass media. Questa esperienza ha contribuito alla creazione di una base di studenti che si rispecchiano nelle richieste dei Comitati in difesa della Scuola Pubblica.

Per denunciare ulteriormente l’inadeguatezza delle strutture scolastiche pubbliche soprattutto confrontandole con le tante scuole private pordenonesi finanziate già da diversi anni dalla regione (L.R. 1990) stiamo girando un filmato. Il video sulle condizioni dell’edilizia scolastica, verrà inviato a tutti i mezzi di comunicazione accessibili.

 
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