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| Esplode la protesta nelle scuole romane |
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| Giovani in lotta | |||
| Scritto da Paolo Cipressi | |||
| Mercoledì 05 Aprile 2006 09:41 | |||
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Il corteo nazionale studentesco del 25 ottobre, convocato in occasione dello sciopero dell'istruzione, ha visto l'enorme partecipazione degli studenti medi, che costituivano buona parte degli oltre 100mila manifestanti. Tanti spezzoni organizzati, tra cui non solo quelli storici del movimento a Roma, ma anche di molti istituti di periferia e della provincia, nei quali quotidianamente si vive tra aule fatiscenti, laboratori inesistenti, mezzi di trasporto degni dei carri bestiame, testi e materiale didattico a prezzi salatissimi. L'occupazioni in tutti e tre gli Atenei di Roma ha avuto una forte eco nelle scuole: alcune sono in mobilitazione già da oltre un mese, per molte altre la manifestazione del 25 ottobre ha segnato l'inizio della mobilitazione ed ovunque si susseguono assemblee ed autogestioni. L'unità con gli studenti universitari sta generando l'idea che questa volta ci sono tutte le forze necessarie per cacciare il ministro: il nervosismo suo e della maggioranza al governo (il 25 ottobre, Alleanza nazionale ha provocato per tutto il giorno i manifestanti davanti al parlamento, chiedendo esplicitamente di caricare il sit-in), il passo indietro rispetto all'attuazione della riforma del secondo ciclo (praticamente delegata al prossimo governo), gli ordini del provveditorato di sgomberare gli istituti occupati, sono tutti segnali della crisi che si vive nel ministero in queste ore. Il punto su cui si deve discutere è qual è la strada per vincere. A Roma, la direzione del movimento studentesco è saldamente nelle mani dell'Unione degli studenti che, come sempre, più che di portare il movimento al raggiungimento di obiettivi chiari, si preoccupa di controllare le mobilitazioni e di portarle verso il nulla di fatto. In occasione del 25 ottobre, a Ciampino, il Comitato in difesa della scuola pubblica ha indetto uno sciopero studentesco per poter partecipare al corteo; per due giorni sono stati esposti striscioni, distribuiti volantini e fatti interventi al megafono per spiegare le ragioni della protesta. Gli studenti legati all'Uds e alla Sinistra Giovanile si sono dedicati ad un volantinaggio dal titolo "Possiamo contare di più grazie alla consulta provinciale (Š) organo poco valorizzato che ha elevate potenzialità: basti pensare cheŠ circa 60mila euro sono sotto la sua amministrazioneŠ accessibile punto di contatto con le istituzioni". Confidiamo nei nostri colleghi che sapranno gestire bene questa ricchezza, ma crediamo che non basti qualche migliaio di euro in più a risolvere i problemi delle scuole di Roma, che vivono il peggiore attacco all'istruzione pubblica degli ultimi 50 anni. In ogni caso non tutti gli studenti dell'Uds hanno volantinato: gli altri si sono diretti dalla preside per dirsi indignati di quanto il Csp stesse facendo! E la risposta della preside non si è fatta attendere: prima ha emanato una circolare in cui dichiarava l'inutilità della protesta, che avrebbe intaccato solo la fama del liceo, poi si è preoccupata di girare per tutte le classi per avvisare che chi avrebbe scioperato sarebbe incappato nella sospensione. La mattina del 25, non contenta delle intimidazioni, rimaneva davanti al cancello per controllare bene chi avesse scioperato e "sollecitare" gli altri ad entrare, spalleggiata dal delegato Cgil degli insegnanti; un aiuto l'ha trovato anche in un gruppo di fascisti, che mentre insultava i compagni del Csp intimava agli studenti di entrare. Di fronte a questa situazione ci saremmo aspettati un intervento degli "studenti di sinistra", che pure erano presenti e pronti per andare al corteo; non hanno fatto nulla, spiegandoci poi che hanno metodi diversi (l'immobilismo?) e accusandoci del fallimento dello sciopero. Studenti dell'Uds, non è più il momento di tentennare o trovare delle scorciatoie, utilizzando qualche organo fatto per illudere gli studenti di contare e decidere! "Contro la Moratti non basta una sfilata, ogni scuola sarà una barricata!" Questo cantavano gli studenti al corteo del 25 ottobre. La lotta è adesso per radicare il movimento scuola per scuola, tutti conviviamo con le conseguenze dello sfascio della scuola pubblica, è contro i problemi di ogni giorno che inizia la lotta; l'assemblea studentesca deve discutere un programma di lotta interno, che mostri ciò per cui protestiamo e come lo faremo, e deve essere votato da tutti; occorre volantinare ogni mattina e parlare con gli studenti indecisi, portare i nostri volantini nei quartieri e nei posti di lavoro per rompere l'isolamento e generare solidarietà intorno alla protesta; gli insegnanti e il personale Ata sono i primi lavoratori che devono unirsi alla nostra protesta, perchè lavorano nelle stesse condizioni in cui noi studiamo. Nella nostra lotta i presidi sono i primi che devono darci risposte e attuare le nostre richieste, non cavandosela concedendoci qualche giorno di autogestione, come voleva fare il preside del Tasso, autore del famoso manifesto per le scuole che aveva il dichiarato tentativo di trovare una via istituzionale per addomesticare le lotte. Adesso vanno unite tutte le scuole per creare un reale movimento romano; bisogna eleggere delegati di ogni scuola, revocabili in ogni momento qualora non dovessero portare avanti le istanze degli studenti che li hanno eletti e riunirli in una assemblea cittadina, che mantenga il coordinamento, discuta della situazione generale, e di una piattaforma di mobilitazione contro la Moratti in tutta la città. Con un solo obiettivo chiaro: andare avanti fino al ritiro della riforma! 17-11-2005
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