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Emilia romagna - Ergo - Dov’è il diritto allo studio? PDF Stampa E-mail
Giovani in lotta
Scritto da Filippo Agazzi (responsabile scuola Prc Parma)   
Lunedì 09 Febbraio 2009 05:18

Ergo è la nuova Azienda della Regione Emilia-Romagna per il diritto agli studi superiori, che dal 1° gennaio 2008 è subentrata all’Arstud Bologna, all’Adsu di Ferrara, all’Arestud di Modena e Reggio Emilia e all’Adsu di Parma.

La riorganizzazione deriva dall’approvazione, nel luglio del 2007, della legge regionale n. 15, che ha istituito l’azienda unica.

L’allora assessore regionale all’Università, Paola Manzini, sosteneva che “la nuova legge nasce con l’obiettivo di migliorare la capacità di intervento su tutto il territorio regionale ampliando i servizi e le opportunità offerte, anche attraverso l’ottimizzazione dell’utilizzo delle risorse, così da garantire omogeneità di trattamento per tutti gli studenti che frequentano percorsi di studio universitari e di alta formazione nella regione”. Non c’è che dire, omogeneità nel trattamento c’è stata, il problema è che questa sia stata caratterizzata solo da disservizi e attacchi al diritto allo studio per gli studenti della regione!! In particolare, nell’anno accademico in corso, diverse sono state le mazzate per gli studenti.

Alcuni esempi. Prima delle festività natalizie Ergo comunica che gli studentati sarebbero stati chiusi durante le feste e destinati ad uso foresteria: questo ha significato che chi è rimasto nello studentato, ha dovuto pagare, oltre che l’intero mese di affitto, una quota giornaliera. Altro esempio: la prima rata della borsa di studio a Parma, il cui pagamento sta arrivando con molto ritardo, è stata decurtata degli affitti delle stanze da gennaio a settembre 2009: il risultato è che molti studenti si sono visti recapitare cifre ridicole, addirittura 15 euro! Tutto questo, tra l’altro, va a peggiorare una situazione che già era deficitaria e insufficiente per molti aspetti: le borse sono poche e basse, e, come se non bastasse, legate ad un merito che per molti studenti-lavoratori è impossibile da raggiungere; gli alloggi sono cari e pochi; le mense hanno costi elevati, che continuano ad aumentare (a Parma una pasto intero costa più di 6 euro!).

La federazione di Rifondazione Comunista di Parma si è schierata immediatamente dalla parte degli studenti e attraverso il lavoro del Dipartimento Scuola e Università della federazione, in dicembre ha pubblicamente attaccato i provvedimenti dell’Ergo, sostenendo che non è affatto giusto che uno studente, sia esso italiano o immigrato, che a causa di serie difficoltà economiche sia impossibilitato a tornare a casa, debba pagare non solo l’affitto di un mese, ma anche una quota supplementare; è stata definita, inoltre, contro ogni logica di diritto allo studio decurtare la prima rata: tanti studenti e le loro famiglie contavano su questi soldi per tirare avanti in un percorso così difficile e duro economicamente quale è l’università.

Rimane solo una domanda da porre alla giunta regionale e alla dirigenza Ergo: ora, con 20 o 200 euro di borsa di studio, come tireranno avanti questi studenti? Ergo ha in effetti risposto, vantandosi di aver fatto favolosi risparmi tramite la fusione, cosa che ha permesso, secondo loro, il pagamento della borsa al 100% degli idonei, e la fornitura di ottimi livelli di servizi... i problemi elencati in precedenza bastano per smontare questa affermazione! Se non dovessero bastare, c’è da chiedersi come mai, alla luce di questi favolosi risparmi, le rette degli alloggi sono aumentate? Alla casa albergo “Cavestro” di Parma, per esempio, il costo mensile di una singola è passato da 140 a 165 euro, per una doppia da 106 a 120 euro. Non si poteva, con i soldi risparmiati, abbassare le rette? La realtà è che i costi sono aumentati con la fusione: a Parma, per esempio, i costi per il portierato sono aumentati di diverse decine di migliaia di euro, calcolati su base annuale, a causa della completa esternalizzazione del servizio.

Sono inoltre comparse nuove figure dirigenziali all’interno dell’azienda, che prima non esistevano, i cui lauti stipendi gravano sui fondi che, in teoria, sarebbero da utilizzare per garantire il diritto allo studio per gli studenti.
La creazione di Ergo non ha portato alcun vantaggio e la copertura finanziaria delle borse per il 100% degli idonei, di cui l’azienda si vanta, è stata possibile solo grazie allo sblocco di finanziamenti da parte della regione.
Rifondazione a Parma, ha nuovamente smascherato pubblicamente la vera azione di Ergo, che è quella di fare tagli unicamente sulla pelle degli studenti, sui figli dei lavoratori, che con fatica cercando di mandare avanti il loro percorso di studi, appigliandosi a quei pochi servizi legati al diritto allo studio, che Ergo sta concretamente smantellando con la sua azione.

Ancora una volta, si è ben lontani dal fornire un reale diritto allo studio, che possa permettere realmente agli studenti in difficoltà economiche di portare avanti un percorso lungo e costoso come quello universitario.
Nel prossimo periodo, a Parma, saremo impegnati nel discutere con gli studenti e mettere a loro disposizione le strutture e i militanti del partito, al fine di condurre una lotta per un reale diritto allo studio!
 
4 febbraio 2009

 

 
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