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Giovani in lotta
Scritto da Gli studenti del CSP di Udine (liceo Stellini)   
Venerdì 24 Marzo 2006 05:05
La nostra lotta a favore dell’Intifada

Mercoledì 8 maggio, assemblea d’istituto allo Stellini di Udine, argomento: il conflitto israelo - palestinese. Lo sapevate che nei campi profughi c’è l’acqua potabile, l’energia elettrica e i palestinesi se la spassano? Avreste mai pensato che in realtà come Jenin non c’è stato alcun massacro, che la religione musulmana va combattuta perché non consente ai giornalisti occidentali di fumare durante il Ramadam e che i kamikaze sono felici di morire, cinicamente esaltati all’idea di saltare in aria? Ebbene sì, almeno a detta di un famoso inviato speciale intervenuto all’iniziativa, nonché di un prete guerrafondaio che tempo fa, mentre sull’Afghanistan piovevano bombe, legittimava l’intervento USA… ad ascoltare fiumane di grottesche affermazioni c’erano una sessantina di volti sbigottiti. A difendere il diritto dei palestinesi a una vita dignitosa c’era solo il CSP… questa, almeno, l’idea che ci eravamo fatti durante il dibattito, ma in realtà al termine dell’assemblea tanti dei ragazzi che precedentemente avevano solo sgranato gli occhi si sono avvicinati per discutere con noi. Abbiamo venduto 16 copie del giornale e deciso subito di costruire un’iniziativa dove gridare la nostra rabbia verso i crimini del sionismo.

La lucidità dell’analisi marxista che proponiamo ha lasciato il segno, in realtà basta aprire gli occhi per comprendere che né l’ONU, né Sharon, né Bush hanno intenzione di placare quel bagno di sangue. L’unico appello che possiamo lanciare è rivolto agli unici soggetti su cui possiamo contare realmente, cioè gli studenti e i lavoratori, con l’obbiettivo di costruire insieme un percorso di lotte che sbocchi in uno sciopero generale, per piegare la volontà di tutti quei governi guerrafondai che hanno deciso di appoggiare il massacro del popolo palestinese.

Tutti gli studenti che hanno lottato con noi contro la Moratti hanno infatti valide ragioni per proseguire fino alla cacciata dell’intero esecutivo e, una volta compreso che alla base della Bozza Bertagna, cosi come della legge Bossi - Fini e delle deleghe si trovano solo le squallide leggi del capitale, è breve il passo da compiere per indossare la kefiah, alzare il pugno e decidere di combattere chi, su scala mondiale, opprime, perpetua massacri, compie stragi e nega diritti per difendere interessi economici e strategici diametralmente opposti ai nostri.

 
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