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Bomba al fermi, scoppia la mobilitazione PDF Stampa E-mail
Giovani in lotta
Scritto da Gianluca Limatola   
Giovedì 20 Aprile 2006 09:18
Aversa (Ce)

 

Martedi 4 aprile è salita alla ribalta delle cronache nazionali la vicenda dello scoppio di un ordigno nel Liceo Scientifico E.Fermi di Aversa (CE).


La cronaca nazionale e locale si è incentrata nel sottolineare il tipo di ordigno e la pista seguita dagli inquirenti sui possibili esecutori e mandanti dell’insano gesto.

Sono doverose alcune precisazioni da parte nostra sul caso.


L’ordigno è stato posto in un sito ben preciso, l’unico accesso all’istituto per gli oltre duemila studenti del liceo. È inutile dire che contare sette feriti e paura generalizzata potrebbe essere considerata come una fortuna viste le circostanze. Da quella parte però entrano solo e soltanto studenti mentre l’accesso per docenti e dirigenza è da tutt’altra parte. Aldilà di mandanti e esecutori, (non ci stupiremmo infatti se fra i primi ci fosse addirittura la criminalità organizzata), l’ordigno è stato posto in un luogo in cui non poteva che far male agli studenti. Non ci sono dubbi: il fatto eclatante doveva essere il pericolo di vita che correvano i ragazzi.


Mercoledì nell’istituto si sono recate tutte le personalità politiche della provincia più un numero imprecisato di poliziotti. Perfino il vescovo si diceva fosse andato a benedire il preside…


In tutto questo via vai di istituzioni, giornalisti e forze dell’ordine, tra i ragazzi si provava tanta confusione che si è trasformata in tanta rabbia.


Gli studenti hanno iniziato a pensare a cosa sarebbe potuto accadere se solo lo scoppio fosse stato un po’ più forte o avvenuto in un altro momento. C’è da dire che gli studenti oltre alla paura conseguente alla deflagrazione si sono sentiti d’un tratto in trappola poiché le sei uscite di sicurezza divise su tre piani erano tutte chiuse da tanti bei lucchetti!!!


Ebbene dopo un giorno in cui le istituzioni parlavano di tutto tranne dei problemi degli studenti…i compagni del CSP (Comitato in difesa della Scuola Pubblica) di Aversa hanno organizzato insieme ad un gruppo di ragazze molto arrabbiate una manifestazione per la mattina del giovedì. Senza aver avuto il tempo di preparare niente, ci siamo trovati in 1500 fuori dall’istituto con tanti striscioni e tantissima rabbia nei confronti di tutto quello che era successo, a partire dalla bomba fino alle colpe della dirigenza scolastica che sta mandando allo sfascio questa scuola.


Sono stati distribuiti volantini , fotocopiati con l’ autofinanziamento messo in campo dagli studenti e con un megafono abbiamo tenuto un assemblea molto partecipata nel piazzale della stazione adiacente al liceo. Centinaia di studenti gridavano prima contro il folle gesto e subito poi contro l’incoscienza della dirigenza scolastica. Le nostre rivendicazioni man mano hanno preso piede e dalla paura si è passati alla reazione con slogan chiari contro questo stato di cose. L’assemblea ha messo all’ordine del giorno attraverso vari interventi la costruzione di una nuova succursale del liceo Fermi che anno dopo anno rischia di diventare una città nella città. Oggi infatti la succursale dell’istituto è sita in due condomini di cinque piani. Gli studenti hanno iniziato a porre la doppia questione: non si capisce perchè fare lezione in due stabili completamente inagibili dal punto di vista della sicurezza, nei quali sembra non esistere la legge 626 e neanche perchè si deve pagare una cifra altissima di soldi per un palazzo privato quando la città di Aversa pullula di edifici da ristrutturare e abbandonati a se stessi. La combattività studentesca è stata una risposta chiara alle ipocrisie sulla legalità e sulla sicurezza di cui in tanti si sono riempiti la bocca in questi giorni. Solo noi studenti possiamo imporre la sicurezza nelle scuole, non telecamere o poliziotti come proposto della dirigenza ma rispetto della 626 e soprattutto fondi per una scuola degna di questo nome!


Ad un certo punto della manifestazione abbiamo deciso di recarci dall’altro lato della scuola, improvvisando un piccolo corteo per protestare contro il preside e per porre le nostre questioni apertamente: togliere immediatamente i lucchetti dalle porte delle uscite di sicurezza, e rimediare alla situazione attuale della succursale.


Arrivato il mini corteo di fronte all’istituto è stata eletta una delegazione che andasse a parlare con il preside. Ebbene oggi 7 aprile non ci sono più i lucchetti alle porte e per la questione succursale stiamo intraprendendo una battaglia che proveremo a portare avanti con tutte le nostre forze, fino a vincerla.


Il percorso della mobilitazione potrebbe essere in ascesa: martedì prossimo ci sarà l’assemblea d’istituto in succursale che il preside stesso ha dato completamente in gestione ai compagni del CSP che dirigevano la manifestazione scavalcando i rappresentanti degli studenti che non hanno detto e fatto nulla a riguardo. La scuola sarà chiusa per le elezioni prima e per le vacanze pasquali poi ma di certo alla provincia dovranno aspettarsi ancora mobilitazioni da parte degli studenti che hanno preso coscienza che solo scendendo i piazza in prima persona si può ottenere qualcosa e cambiare la gestione totalmente fallimentare della scuola pubblica.


Il nostro obbiettivo è stato quello di ampliare il più possibile la lotta ed abbiamo chiesto ai dirigenti di Rifondazione Comunista ,che chiudevano la campagna elettorale provinciale ad Aversa, che un compagno del liceo Fermi potesse spiegare, intervenendo brevemente dal palco, la nostra mobilitazione e le nostre rivendicazioni. Ancora una volta però i dirigenti del Prc e dei Giovani Comunisti casertani a cui è tanto caro “il movimento” hanno preferito fare parlare la schiera degli assessori e dei consiglieri provinciali confermando la strada istituzionale e governista intrapresa dal Prc.


Infine un plauso a tutti gli studenti che scendendo in piazza hanno dato appoggio alle nostre rivendicazioni. Solo la lotta paga e gli studenti del Fermi lo hanno capito. Per far funzionare la scuola, per la sicurezza, per maggior democrazia nelle scuole nei confronti degli studenti, contro l’autoritarismo dei presidi per l’abbassamento dei ritmi di studio contro la Moratti per la scuola pubblica di qualità non c’è altra soluzione che la piazza. Fuori dai cancelli ad alta voce senza fermarsi, lottare fino alla vittoria!!!

 

7 aprile 2006.

 

 
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