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| Una prima vittoria per le lavoratrici della Ro.Ma. |
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| Movimento operaio | |||
| Scritto da Antonio Erpice | |||
| Martedì 20 Ottobre 2009 05:25 | |||
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Caserta Intervistiamo Tiziana Paolella, R.s.a. per la Flaica-Cub della RO.MA Srl di Santa Maria Capua Vetere (Ce), i cui dipendenti, formati in prevalenza da lavoratrici, si sono resi protagonisti di una vertenza molto combattiva negli ultimi mesi, in occasione della scadenza del contratto d’appalto con il comune della città. Ci dai, in primo luogo, alcune informazioni sull’impresa in cui lavori? Si, la ditta si occupa di servizi pubblici essenziali, cioè servizi igienico-sanitari, e conta circa 110 lavoratori, suddivisi in più cantieri: tribunale civile, penale, pretura, carceri, biblioteche ecc...
Abbiamo ottenuto proprio in questi giorni, attraverso un incontro siglato in prefettura, la garanzia che nel passaggio di appalto verranno garantiti tutti i posti di lavoro, che era la motivazione essenziale che ci ha spinto alla mobilitazione nelle scorse settimane.
Il punto di partenza della nostra iniziativa è stata un’assemblea delle lavoratrici che abbiamo tenuto a settembre. Sapevamo che il contratto di appalto sarebbe scaduto a gennaio, e sapevamo che esistevano condizioni tali che non garantivano affatto la conferma di tutte le lavoratrici. Anzi, circolavano voci secondo cui le spese per garantire il servizio, ai tribunali per esempio, era eccessivo. Per cui si voleva economizzare sul prossimo bando di gara tagliando ovviamente le lavoratrici. Proprio per questo, come dicevo prima, già da metà settembre ci siamo mosse per mettere in piedi una vertenza contrattuale. Le prime iniziative sono state una tre giorni con conferenza stampa, e assemblee sul posto di lavoro; il 16 settembre abbiamo proclamato lo stato di agitazione con un corteo per la città, a cui hanno partecipato la maggior parte delle lavoratrici nonostante la pioggia battente. Al termine del corteo c’è stato un incontro con il vicesindaco che ha dato delle garanzie soprattutto verbali, di mantenimento dei livelli occupazionali. Davanti a queste rassicurazioni, e alla loro sommarietà, in un’assemblea improvvisata le lavoratrici hanno proclamato 2 giornate di sciopero per il 28 ed il 29. Tra l’altro, accanto al rinnovo dell’appalto c’era anche la problematica del pagamento dello stipendio di settembre che non era ancora stato effettuato. Dopo ciò le mobilitazioni si sono susseguite con un’assemblea comune con gli studenti medi che hanno partecipato con noi alla manifestazione del 28, terminata con un presidio davanti al tribunale. Proprio grazie a quella manifestazione siamo riusciti ad aprire un tavolo di trattative in prefettura, fino ad arrivare alla sigla dell’accordo con la presenza del datore di lavoro e del comune di Santa Maria Capua Vetere, con cui abbiamo ottenuto il mantenimento totale di tutti i livelli occupazionali.
Senz’altro la lotta di queste settimana ha visto la partecipazione attiva della maggior parte delle lavoratrici ed è evidente che i risultati ottenuti fino ad ora sono dovuti alla compattezza e alla caparbietà delle operaie.
Si. Già dall’incontro in prefettura abbiamo posto la necessità di estendere le ore di lavoro, considerando che noi facciamo solo 14 ore di lavoro settimanale mentre il contratto integrativo regionale prevede come minimo 18 ore, per cui riprenderemo la mobilitazione a partire da qui.
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