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| Remo Di Legge |
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| Movimento operaio | |||
| Scritto da La redazione | |||
| Mercoledì 05 Aprile 2006 09:11 | |||
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Operaio licenziato due volte perché militante sindacale! Da oltre quattro mesi il compagno Remo Di Legge, operaio metalmeccanico di 60 anni, componente del Direttivo Provinciale di Modena della Fiom-Cgil e militante di FalceMartello in Rifondazione Comunista è vittima di un fatto gravissimo accaduto nella sua azienda, la Tecmea. A metà giugno Remo è stato licenziato in tronco. La motivazione addotta dal padrone è stata “sottrazione di materiale aziendale”. Il materiale “sottratto” sarebbe una maglietta sporca e strappata che Remo ha trovato per terra negli spogliatoi e che, per eccesso di zelo, ha provveduto a gettare nel cestino!! Fin da subito la motivazione è sembrata pretestuosa. In realtà la vera ragione per cui Remo è stato licenziato è che fa attività sindacale e politica in fabbrica e che negli scorsi mesi più di ogni altro si è battuto perché il padrone rinnovasse quel contratto aziendale che da oltre sei anni non viene firmato. Impugnato il licenziamento per vie legali, il giudice di Modena in data 18 ottobre, riconoscendo la totale assenza di giusta causa nel licenziamento, ha dato ragione a Remo ed alla Fiom che lo ha assistito e ha intimato all’azienda il reintegro. A questo punto il padrone, con un’arroganza vergognosa, non volendo accettare il verdetto del giudice invia a Remo una seconda lettera di licenziamento. Questa volta ad essere contestato è “lo scarso rendimento degli ultimi mesi”. Sul fatto che Remo abbia reso poco negli ultimi mesi non ci sono dubbi… era a casa licenziato! Di certo non poteva fare altrimenti. Inoltre è bene precisare che nei 10 anni di permanenza in Tecmea, Remo non ha mai ricevuto alcun tipo di provvedimento o sanzione disciplinare che contestasse il suo rendimento. La verità è un’altra: questa non è che l’ennesima scusa per licenziare un operaio scomodo! L’azienda stessa, costretta a replicare dopo che il caso ha assunto portata nazionale con l’articolo apparso su Liberazione in prima pagina, in un comunicato apparso sui giornali locali si è di fatto tradita da sola sottolineando il fatto che Remo lavorava poco perché pensava solo a fare politica in fabbrica… Ecco la verità! La campagna di solidarietà organizzata per Remo ha già visto l’adesione di numerosi operai ed Rsu da tutt’Italia. È chiaro che qualora Remo perdesse la sua “ennesima” causa questa creerebbe un precedente pericolosissimo. Sarebbe un monito per tutti quegli attivisti sindacali e politici che tutti i giorni lottano nelle fabbriche per migliorare le nostre condizioni di vita e di lavoro ed anche per cambiare questa società, come Remo ha sempre fatto con grande coraggio e tenacia. Non possiamo permetterlo! Per questo invitiamo tutti i compagni ad inviare fax di solidarietà e per questo auspichiamo che la Fiom, che fin dall’inizio sta portando avanti la vertenza a livello legale e politico in maniera encomiabile, approfitti del pacchetto di ore di sciopero proclamato per il rinnovo del contratto nazionale, per organizzare uno sciopero con presidio davanti alla Tecmea. L’impatto sulle coscienze dei lavoratori e sullo sviluppo dei rapporti di forza sarebbe di importanza straordinaria per ottenere un epilogo positivo della vertenza. Solidarietà con il compagno Remo! Potete inviare fax di protesta a Tecmea: 059-280252 17-11-2005
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