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| Parma - Spx, la lotta paga |
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| Movimento operaio | |||
| Scritto da Andrea Davolo * e Matteo Gaddi ** | |||
| Giovedì 24 Settembre 2009 09:33 | |||
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La multinazionale ritira la procedura di mobilità La Spx, multinazionale americana che progetta e produce apparecchiature e servizi per la manutenzione dei veicoli, torna sui suoi passi e dopo 8 giorni di sciopero ad oltranza e 9 giorni di presidio permanente dei lavoratori ai cancelli, revoca la procedura di mobilità che era stata presentata per 45 dei 150 dipendenti dello stabilimento parmense. La mobilità riguardava i lavoratori del reparto produttivo che la multinazionale avrebbe deciso di delocalizzare negli stabilimenti tedeschi. “E' stata vinta una prima importante battaglia - dice Sergio Bellavita, segretario provinciale della FIOM - ma la discussione resta aperta sul piano industriale alternativo che i lavoratori hanno elaborato contro la proposta di delocalizzazione avanzata dalla proprietà”. In seguito a questo significativo e positivo passo in avanti favorevole per i lavoratori, è stato sospeso lo sciopero ad oltranza iniziato lo scorso 11 settembre, ma la mobilitazione prosegue a sostegno del piano industriale alternativo. “A giorni alternati – ci spiega Bellavita – sciopereranno i dipendenti della produzione, del magazzino e dell'ufficio assistenza, ovvero i reparti che consentono all'azienda di fatturare, mentre i dipendenti dei reparti che non si asterranno dal lavoro attueranno una forma di solidarietà economica nei confronti dei loro colleghi, versando parte del loro salario nella cassa di resistenza”. Una forma di lotta che ricorda lo “sciopero a scacchiera” che negli anni '70 consentiva di sostenere lunghe vertenze secondo il principio del “massimo danno per il padrone e minimo danno per i salari”. Inoltre, continua il presidio ai cancelli dell'azienda, tutti i giorni è prevista 1 ora di assemblea in azienda e sono previste numerose iniziative pubbliche con il coinvolgimento delle forze politiche e della cittadinanza. L’adesione alle iniziative è finora stata praticamente del 100%, con l’eccezione dei manager. La coesione è a livelli straordinari. Al presidio permanente e alle iniziative di questi giorni nessuno è mancato all’appello, compresi i lavoratori dei settori che non sono interessati dal trasferimento, e anche i lavoratori con contratto a tempo a tempo determinato (una decina in tutto) vi intervengono attivamente, nonostante ad alcuni di questi fosse stata promessa la conferma. La strategia della multinazionale di dividere i lavoratori in produzione da quelli degli altri reparti non ha quindi funzionato. Con estrema lucidità, tutti i 150 lavoratori sono consapevoli che l’attacco condotto ai colleghi della produzione, è in realtà un attacco che in prospettiva finirà per compromette il futuro dello stabilimento parmense. “Che senso ha una azienda senza il reparto produzione ?!”; “quanto investiranno ancora ?”; “per quanto tempo manterranno soltanto i settori non produttivi ?”: sono le domande più frequenti che i lavoratori esprimono e che alimentano l’inquietudine e la preoccupazione. La democrazia e la partecipazione, oltre alla radicalità, sono gli ingredienti decisivi di questa vertenza. Al presidio della Spx tutto è deciso democraticamente dall’assemblea dei lavoratori. C’è anche una commissione che si occupa delle comunicazioni con l’esterno, per spezzare il black out informativo imposto sulla vicenda dalla stampa locale, “le cui informazioni – ci dicono – sono filtrate da un funzionario di Confindustria”. Inoltre, particolarmente interessante la decisione presa dall’assemblea dei lavoratori di allargare la delegazione trattante oltre le RSU, individuando altri 3 delegati rappresentanti di tutti i reparti dell’Azienda, dato che ai tavoli i lavoratori intendono discutere entrando nel merito del loro piano industriale alternativo che prevede il recupero di inefficienze nei vari reparti. “Un meccanismo di delega diretta e revocabile che ricorda i vecchi Consigli di Fabbrica” dice una giovane lavoratrice trentenne. Delegazione che l’Unione Industriali non ha approvato, ma che ha dovuto subire. In ogni caso, i lavoratori stanno apprezzando il grande impegno della RSU e dei rappresentanti provinciali della FIOM. Fatto sottolineato, anche da parte di chi dice di “non aver mai amato il sindacato”. Sul piano dell’organizzazione, oltre al presidio, alle iniziative di lotta e di informazione (presidi, conferenze stampa, concerti ecc…), è stato dato vita ad un blog (spxworkersinaction.wordpress.com) ed è stato aperto un conto corrente per ricevere contributi a favore della cassa di resistenza (IBAN IT 23 Y 07601 12700 000098722317). Anche Rifondazione Comunista partecipa attivamente al presidio con i suoi militanti del circolo e della federazione. Cerchiamo di garantire costantemente una nostra presenza per aggiungere le nostre forze alla splendida forza messa in campo dai lavoratori e perché i lavoratori possano avere un soggetto politico a loro utile anche per potersi confrontare sull’orientamento politico-sindacale della loro mobilitazione. Ma una cosa chiedono soprattutto i lavoratori della Spx ai partiti: visibilità, rendere conosciute le loro ragioni e la loro lotta. Non li lasciamo soli. Abbiamo cercato e cercheremo ancora di favorire relazioni di solidarietà con altri soggetti colpiti dalla crisi, come gli studenti e i docenti del Comitato in difesa della Scuola Pubblica che martedì hanno partecipato, unitariamente, al presidio dei lavoratori della Spx di fronte all’Unione Industriali. Così come ci siamo messi a disposizione per veicolare al massimo sul territorio la propaganda delle loro iniziative e la cronaca della loro lotta, cercando di arrivare laddove l’informazione ufficiale continua a oscurare. Altra richiesta importante che è stata avanzata è quella di mobilitare il più possibile le istituzioni. A questo proposito il gruppo consiliare regionale del Prc ha scritto un interrogazione alla giunta regionale per sollecitare l’intervento della Regione Emilia Romagna.
* Responsabile Lavoro Prc Emilia Romagna (Versione integrale di un articolo pubblicato oggi da Liberazione, rappresenta un estratto da un rapporto di inchiesta)
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