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| Paderno Dugnano (Mi) - Metalli Preziosi |
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| Movimento operaio | |||
| Scritto da Emanuele Cullorà | |||
| Venerdì 11 Settembre 2009 06:55 | |||
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Un’altra lotta dura contro il deserto industriale La zona a nord di Milano, lungo la cintura industriale della Comasina, è senza alcun dubbio una delle più colpite dal fenomeno della deindustrializzazione che sta affliggendo la Lombardia negli ultimi anni. A volte si tratta di fabbriche piccole il cui padrone dichiara il fallimento e di cui vediamo poche settimane di lotta per sopravvivere; altre volte si tratta di fabbriche più grandi, dotate di lavoratori estremamente specializzati, che perdono quote di mercato e che presto concludono la propria vita produttiva in attesa di un compratore: ma in entrambi i casi sono sempre i lavoratori a pagare il prezzo della crisi. Da parecchi mesi a questa parte la Comasina è animata da una lotta tenace per non perdere il proprio posto di lavoro: quella dei lavoratori della Metalli Preziosi e della vicina Lares Cozzi. La Metalli Preziosi è una fabbrica di 115 operai specializzati che lavorano, per l’appunto, metalli preziosi come oro e argento; la Lares Cozzi ha 125 dipendenti e una produzione di circuiti stampati per la telefonia mobile. Entrambe le fabbriche sono accumunate dall’aver avuto lo stesso padrone, Marcel Astolfi, e lo stesso percorso di fallimento: a dicembre l’azienda chiede la cassa integrazione ordinaria per 80 dipendenti per fare fronte alle prime difficoltà di mercato ma a fine gennaio questa viene chiusa con l’intento di chiedere una cassa integrazione straordinaria per tutti i dipendenti. I lavoratori tornano in produzione ma dalla fine di gennaio a marzo non percepiscono né stipendio, né tredicesima, né cassa integrazione né hanno la possibilità di recuperare la retribuzione di dicembre, mai erogata dal padrone. Da qui i lavoratori hanno deciso di avviare una mobilitazione con un presidio permanente davanti allo stabilimento con lo scopo di avviare trattative per trovare un nuovo acquirente. I dipendenti della Metalli Preziosi sono tutti in piena età lavorativa e l’azienda, prima che avviasse il percorso di fallimento, è stata per anni leader del settore. I lavoratori hanno incontrato la solidarietà dei lavoratori delle altre aziende in lotta nel nord Milano e in questi mesi si sono spesi per far conoscere il più possibile la propria mobilitazione: hanno cercato di collegarsi ad altre aziende in crisi che hanno lottato contro la chiusura, come la Comedil, arrivando addirittura a promuovere un concerto della Banda Bassotti in solidarietà con la lotta operaia per raccogliere fondi per la cassa di resistenza. Sono determinati a presidiare la fabbrica per impedire che nulla possa entrare o uscire dallo stabilimento senza il loro permesso. Ora i lavoratori attendono per il 16 settembre un incontro a Roma con il ministero per legare la cassa integrazione straordinaria alla procedura di fallimento e per trovare un compratore. Da lì verranno decisi i prossimi passi della mobilitazione. Una cosa è certa: non resteranno fermi ad aspettare che la desertificazione industriale del nord Milano avanzi di un altro passo.
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