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| Scritto da un lavoratore di Omnia Network | |||
| Venerdì 17 Aprile 2009 04:31 | |||
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Il 3 aprile si è svolto lo sciopero di otto ore dei lavoratori e delle lavoratrici della Omnia Network. L’Omnia è una società di call center con sede a Corsico (Milano) e succursali in tutta Italia, in tutto tremila dipendenti. I motivi che hanno portato allo sciopero sono tanti, quello che ha principalmente esasperato i lavoratori negli ultimi giorni è il mancato pagamento dello stipendio di febbraio. Il 25 marzo c’era stato un incontro tra sindacati e azienda in cui era stato garantito il pagamento entro il 31 marzo, sospensione, almeno per il momento, dei tagli al personale, dei trasferimenti e delle delocalizzazioni, previste dal piano industriale vigente. I pagamenti non sono avvenuti, possiamo immaginare cosa ne sarà degli altri punti.È sulla base del mancato rispetto anche della scadenza del 31 marzo che la rabbia dei lavoratori, da tempo trattenuta, è esplosa in particolare nel call center di Via Breda a Milano, dove è utile ricordare alcuni anni fa sono stati esternalizzati alcune centinaia di lavoratori della Wind con l’assicurazione che nulla sarebbe cambiato per le loro condizioni di salario e lavoro. Cosa che si sta dimostrando falsa.La rabbia è stato il fattore decisivo che ha obbligato la Cgil, sempre riluttante in azienda a promuovere il conflitto, a convocare lo sciopero del 3 aprile e un’assemblea per fare il punto della situazione il 6 aprile. I fatti in via Breda sono questi: il primo di aprile i lavoratori incrociano le braccia. L’amministratore spontaneamente scende tra i lavoratori ad illustrare le attuali problematiche economiche che di fatto bloccano le retribuzioni, non basta, si continua a non lavorare. A quel punto è costretto ad intervenire il sindacato che cerca di placare gli animi. Solo dopo mille pressioni viene concessa un’assemblea straordinaria molto partecipata in cui al sindacato viene contestata la mancanza di determinazione e di comunicazione su cosa sta succedendo in azienda. La critica che più spesso ricorre è “il sindacato e i delegati sono assenti”. Da qui l’obbligo per la Cgil di convocare lo sciopero (a cui aderisce anche la Cub) e una nuova assemblea per fare il punto entro pochi giorni. Fa specie l’articolo apparso su Liberazione il giorno dello sciopero di una dirigente sindacale della Cgil, che sulla base di una falsa notizia che era circolata secondo la quale i lavoratori avevano fatto come in Francia, ovvero sequestrato un manager per avere garanzie sul pagamento degli stipendi arretrati, si è sentita in dovere di ribadire che in Omnia queste cose non possono succedere perché la Cgil è a stretto contatto coi lavoratori in azienda. La realtà è che solo quando la rabbia dei lavoratori era al limite e la Cgil ha avuto paura di lasciare troppo spazio ai sindacati di base è intervenuta. Il settore delle telecomunicazioni attualmente non è in crisi ma anche qui si vuole ristrutturare. Il ritardo dei pagamenti è prettamente dovuto alla cattiva gestione. Ancora una volta si vuol far pagare la crisi alle fasce più deboli. L’unica arma di difesa che un lavoratore ha è il sindacato, che spesso si fa fatica a riconoscere. Essere riusciti a conquistare lo sciopero e una nuova assemblea sono stati un primo passo importante, soprattutto considerando che la partecipazione allo sciopero in Via Breda è stata più che soddisfacente. Si tratta ora di capire come continuare, come lavoratori abbiamo bisogno del sindacato, ma un sindacato che ci offra gli strumenti per lottare. Oggi il problema sono gli stipendi, ma dovremmo parlare anche delle condizioni di lavoro, e soprattutto dei tentativi che Omnia tenterà di portare avanti con una ristrutturazione. Ringraziamo i Giovani comunisti di Milano e il Collettivo Pantera che sono venuti al presidio a portare la propria solidarietà alla lotta. La crisi non la pagheremo noi!
8 aprile 2009
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