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Venerdì 16 dicembre è stata firmata l’ipotesi d’accordo sul Ccnl delle Cooperative sociali tra Fp-Cgil, Fisascat-Cisl, Cisl-Fp e Uil-Fpl con le controparti Legacoopsociali, Federsolidarietà-Confcooperative e Agci-Solidarietà.
Un contratto che è scaduto alla fine del 2009 e che vede i lavoratori del settore, già duramente provati dalla crisi e dai tagli nazionali e locali, privi ormai da due anni di un qualsivoglia aumento contrattuale. Non c’è stato in questo periodo nessun serio tentativo di mettere in difficoltà le controparti, a parte qualche sporadico presidio: nemmeno un’ora di sciopero per sostenere la vertenza del rinnovo contrattuale.
I vertici della Cgil hanno deciso di sacrificare sull’altare dell’unità sindacale ogni iniziativa vertenziale e conflittuale, questo accordo è infatti l’applicazione concreta della linea di Cisl e Uil sulla contrattazione.
Non a caso, infatti, lo stesso adeguamento retributivo previsto è nel solco dei parametri individuati dall’accordo separato del gennaio 2009, quello che giustamente allora la Cgil non firmò perché lo considerava “una vera e propria operazione di riduzione programmata dei salari”.
La distanza, poi, dalla piattaforma a suo tempo presentata per il rinnovo contrattuale nel giugno 2009 è addirittura abissale: ricordiamo che nella piattaforma si sosteneva che “gli aumenti contrattuali dovranno decorrere dal primo gennaio 2010” e sugli obiettivi salariali si rivendicava la somma di 145 euro con riferimento al livello C1, anche per garantire “il recupero delle differenze retributive con gli altri contratti del settore” e una quota salariale per la contrattazione di secondo livello.
È l’applicazione della linea del “quieto vivere” non solo con le Cooperative, ma anche con gli Enti locali che dovranno rispettare (sempre che lo facciano) quelle tabelle nella costruzione delle gare d’appalto. Viene proposto un aumento di 70 euro lordi al livello C1, a partire dal gennaio 2012, somma che non viene erogata in un’unica soluzione, ma in tre tranches, mentre non viene riconosciuto neppure un euro di arretrati per gli anni 2010 e 2011.
L’ultima tranche, massima ironia, arriverà a contratto scaduto, nella primavera del 2013… non è sicuramente un incoraggiamento a rinnovare l’accordo con la massima rapidità!
Si prevede anche la possibilità di ricorrere ad accordi territoriali di “gradualità concordata” dalle parti per quanto riguarda l’applicazione di parte degli adeguamenti economici.
Perchè fare una concessione del genere sul Ccnl, aprendo al piano inclinato delle “gradualità” territoriali, sdoganando il principio della derogabilità della parte economica del contratto? Qual è il territorio, oggi, che possa essere dichiarato “non in crisi”? Su quale territorio oggi non si stanno producendo tagli al welfare?
La grande novità del Ccnl 2010-12 è l’introduzione dell’apprendistato formativo la cui applicazione non era finora prevista all’interno del comparto.
Si tratta di un aspetto che interesserà tutti i livelli, dalla A alla E, quindi anche operatori con un’altissima professionalità, prevedendo retribuzioni tra l’85% e il 90% del salario pieno della qualifica da conseguire. Si consente alle aziende di assumere un numero di apprendisti che può arrivare a un numero pari all’80% del resto dei dipendenti della cooperativa stessa.
È un passaggio pericolosissimo, che metterà le cooperative in condizione di prendere in apprendistato educatori o pedagogisti neolaureati, fino all’età di 29 anni, laddove fino ad ora queste figure venivano assunte a tempo indeterminato per le stesse mansioni. Il contratto di apprendistato sarà una nuova forma di precarizzazione del lavoro nel settore.
Per non dimenticare i 5 euro (più del 7% degli aumenti previsti!) che andranno alla sanità integrativa invece che ai salari dei lavoratori, un autentico regalo alla Cisl.
Per questi motivi chiediamo di votare No alle assemblee che si terranno nei luoghi di lavoro nel mese di gennaio. Si tratta non solo di respingere una proposta a nostro avviso sbagliata e pericolosa, ma rilanciare la conquista del Ccnl su un piano di conflitto e di rottura con Cisl e Uil.
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