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Movimento operaio
Scritto da Orlando Maviglia, Fiom-Cgil Minarelli (a titolo personale)   
Martedì 21 Marzo 2006 11:59

I lavoratori bocciano la piattaforma!

BOLOGNA - La recente consultazione referendaria sulla piattaforma del contratto nazionale metalmeccanici ha visto prevalere alla Motori Minarelli di Bologna il voto contrario dei lavoratori ad un’ipotesi d’accordo che, ancora interna alla logica concertativa del luglio ’93, rivela tutta la sua insufficienza di fronte alla continua perdita di potere d’acquisto dei salari e al peggioramento delle condizioni di vita dei lavoratori.

Un risultato importante non solo perché la Motori Minarelli è sul territorio bolognese una fabbrica di medie dimensioni ma soprattutto perché esso è in forte controtendenza rispetto ai risultati di referendum analoghi tenutisi in azienda nel passato e, per quanto riguarda le cifre della partecipazione al voto e dell’astensionismo, perché si discosta sensibilmente dal dato nazionale. Su 426 dipendenti hanno votato in 298 (gli astenuti sono stati 128, cioè il 30,04%). Ai no sono andati 148 voti, ai sì 140, una scheda bianca e nove schede nulle. Dei 347 operai hanno votato 276 astenendosi in 71 (il 20,46%); l’astensionismo degli impiegati ha raggiunto il picco più alto, infatti, su 79 aventi diritto hanno votato solo in 22 (57 astenuti pari al 72,15%).

La possibilità di conoscere, attraverso i volantinaggi davanti ai cancelli e un intervento nel corso dell’assemblea, la posizione critica di altri lavoratori e delegati della Fiom-Cgil verso questa piattaforma, per una piattaforma di svolta che rompa con la concertazione, ha sicuramente contribuito a rafforzare la scelta degli operai della Motori Minarelli.

Non era infatti scontato che un disagio crescente tra i lavoratori, legato anche alla situazione interna, potesse esprimersi con un voto che dovrebbe indurre a più di una riflessione i nostri dirigenti sindacali.

Nel settore motoristico da quasi 50 anni, è però soprattutto nell’ultimo decennio che il capitale della M. Minarelli ha realizzato i più alti profitti, legando il proprio marchio alla produzione di motori per scooter per il mercato italiano ed estero (Aprilia, Malaguti, Mbk, Italjet, Yamaha, ecc.), sfruttando i vantaggi che gli incentivi statali sulla rottamazione hanno offerto su un piatto d’argento alle grandi case produttrici.

La partecipazione e il controllo da parte di una multinazionale come la Yamaha (insieme alla Belgarda S.p.a. e alla turca Beldeyama, la Motori Minarelli è indicata dalla stessa Corporation come una sua "presenza" in campo europeo) costituiscono la cornice entro la quale collocare mutamenti recenti e futuri della direzione aziendale.

La cassa integrazione che nel dicembre dello scorso anno ha colpito i salari operai e il trasferimento nello stesso periodo di una parte della produzione nel nuovo stabilimento, la riorganizzazione dei modi e dei tempi di lavoro, rappresentano molto più di una sensazione, diffusa tra i lavoratori, che "qualcosa stia cambiando". Essi sono piuttosto i segnali certi di un riposizionamento e di una ristrutturazione in corso i cui effetti,

nell’incertezza riguardo alle scelte aziendali, non possono che generare disagio e preoccupazione.

Le prossime elezioni della Rsu dovranno costituire una prima e necessaria occasione per reagire. Con loro si rinnoverà totalmente la rappresentanza e, accanto ai sei delegati iscritti alla Fiom-Cgil, ci saranno due delegati della Fim-Cisl. Insieme ai lavoratori e alle delegate uscenti, le quali soprattutto nell’ultimo periodo hanno scontato i pesanti limiti e i condizionamenti che la concertazione voluta dalla burocrazia sindacale determina in molti luoghi di lavoro, la nuova Rsu dovrà porsi l’obiettivo di ricostruire il radicamento in ogni reparto, utilizzando tutti gli strumenti organizzativi e le forme di comunicazione appartenenti alla migliore tradizione della democrazia operaia.

Solo dalla partecipazione e dal confronto può nascere per i lavoratori un’esperienza in grado di elevare la coscienza della loro forza. Alla Motori Minarelli, come in qualsiasi altro luogo di lavoro, è da questa considerazione che bisognerà ripartire.

 
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