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| “Morire di inquinamento è morire di lavoro” |
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| Movimento operaio | |||
| Scritto da Paolo Cipressi | |||
| Martedì 29 Maggio 2007 07:11 | |||
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Intervista a Stefano Marcopoli, Rsu Cgil Aeroporto di Ciampino
Qual è la condizione dei lavoratori dell’aeroporto? Parliamo di circa 350 lavoratori civili della Difesa, 200 della torre di controllo, cui vanno aggiuntii quelli di Aeroporti di Roma (Adr) e delle ditte di pulizie. Se sommiamo anche quelli dell’aeronautica, esercito, polizia, finanza e carabinieri superiamo i duemila lavoratori. I controlli effettuati non sono al passo con l’aumento dell’inquinamento; la legge 626 predispone esami secondo la qualifica di appartenenza; così, per esempio, la visita medica ad un impiegato è solo audiometrica, quando invece respira la stessa aria inquinata degli altri. In realtà l’incidenza dei tumori allo stomaco e ai polmoni è aumentata, e ha colpito maggiormente una fascia di lavoratori tra i 55 ed i 65 anni, presenti a Ciampino almeno da 10. Nell’ultimo anno in un solo reparto sono morti sei lavoratori di questa fascia su circa 40: due erano ancora in servizio, gli altri nel primo anno di pensione. Le loro mansioni erano diverse. C’è un aumento anche di quelle malattie di cui ancora non si conosce l’elemento scatenante, ma molto probabilmente si tratta dell’inquinamento: parliamo ad esempio del morbo di Parkinson. Inoltre la gran parte del personale soggetto alla visita audiometrica è risultato affetto da problemi all’udito. Quanto ha influito la privatizzazione dello scalo? C’è chiaramente un nesso tra il peggioramento delle condizioni di lavoro e la privatizzazione dello scalo. Di tutti i piani per aumentare il traffico delle low-cost non siamo mai stai informati e nulla si è fatto per valutare le ricadute sui lavoratori e la città. Sono aumentati in maniera vertiginosa i profitti, ma non i salari: il contratto dei lavoratori statali è fermo da 17 mesi. Negli ultimi anni è arrivata anche la precarietà: la percentuale è bassa tra gli statali, ma supera e di molto il 50% in Adr, nelle Low-cost e tra le ditte che gestiscono i servizi interni. Come valuti la proposta di spostare il traffico militare da Ciampino a Pratica di Mare? È solo un palliativo. Il traffico militare rappresenta solo il 15% del totale, quello con cui la città ha sempre convissuto. Spostare tutto il personale avrebbe delle ricadute negative su tutti, anche se diversamente contrattualizzati: abbiamo sempre lavorato qui, e qui abitiamo. Così facendo si regalerebbe lo scalo alle compagnie low-cost, altro che soluzione del problema inquinamento. Solo Roma ha uno scalo per le low-cost così vicino al centro della città. Vanno ridislocati questi voli, non i lavoratori. Quale dovrebbe essere il ruolo della Cgil? Finora la Cgil ha fatto una assemblea nello scalo, molto partecipata dai lavoratori, e un convegno. Adesso deve fare una proposta al governo e riunire su questa le forze politiche. Intanto bisogna costruire tra i lavoratori una lotta per difendere la propria salute, legandola a quella di tutta la popolazione di Ciampino. Morire per il lavoro in un posto inquinato equivale a morire per incidente sul posto di lavoro.
23/05/07
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