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MEDICINA senza ambulanza si ribella PDF Stampa E-mail
Movimento operaio
Scritto da Gianluca Sita (PRC Medicina)   
Venerdì 27 Gennaio 2012 16:29

L’estate scorsa il circolo Prc di Medicina (BO) viene a conoscenza del progetto Asl della soppressione del servizio di ambulanza a Medicina dalle 20 alle 8. Lo si desumeva da un documento presentato al consiglio comunale, dove il Prc è all’opposizione di una giunta Pd: una breve frase sepolta da verbosi riferimenti a progetti minori, in nome della “ottimizzazione del servizio”.

Stampiamo un volantino e lo distribuiamo, portando a galla stupore e sconcerto fra gli stessi votanti e iscritti Pd: la presenza dell’ambulanza risale a 20 anni fa, quando durante un’altra ottimizzazione chiusero l’ospedale del paese garantendo però (ci mancherebbe!) il rapido trasporto all’ospedale più vicino.

Assieme ad altre forze a sinistra del Pd organizziamo una manifestazione di protesta ad ottobre: un successo con 700 persone in corteo con tanti giovani, famiglie, anziani con bandiere e perfino suore.

Il Pd corre ai ripari e dalla soppressione passa al declassamento del servizio: stipula una convenzione con la Croce rossa (Cri) per la copertura del turno. La differenza è che l’ambulanza della Cri non ha con sé infermieri ma volontari o stipendiati precari, i quali si limitano a trasportare all’ospedale o a chiamare personale competente (auto medica).

Rispetto alle intenzioni iniziali si trattava di un passo in avanti; ma il comitato promotore della lotta, che nel frattempo si era costituito, decide di non accontentarsi. Nel frattempo i vertici Asl dichiarano che la Cri a Medicina può considerarsi un esperimento che potrebbe portare alla sostituzione di tutte le quattro ambulanze della Asl. Considerando che per la Cri si sta preparando la privatizzazione, progetto del governo Berlusconi che non dispiace al neo-ministro Balduzzi, il progetto diverrebbe una esternalizzazione a discapito dei lavoratori del servizio e della popolazione.

Perciò il comitato ha continuato la mobilitazione con una iniziativa ad Imola, sede della Asl, con 300 partecipanti. Frattanto all’interno del comitato sono entrate forze politiche orientate alla concertazione con le istituzioni. Ma a discutere con ragionevolezza di “come far quadrare i bilanci” si rischia di essere corresponsabili dei tagli. L’esperienza dimostra che in questo periodo di crisi i diritti si difendono solo con la mobilitazione.

Purtroppo in questo “smottamento” verso la prassi istituzionale il Prc di Imola non si è distinto. In maggioranza con tanto di assessore al bilancio ha votato un ordine del giorno in cui “condivide l’integrazione del servizio di emergenza… con l’offerta del volontariato della Cri”. In cambio di questa ingloriosa resa si ottiene “l’avvio di un confronto con l’Asl per verificare il rapporto tra l’impiego di infermieri professionali e il personale volontario sul piano organizzativo ed economico”. È facile prevedere che il Pd riuscirà a dimostrare che… i volontari, in effetti, costano di meno degli infermieri professionisti!

Agli altri partecipanti del confronto l’arduo compito di “convincere” il Pd con le armi della retorica e del buon senso.

Questa votazione ci ha messo grandemente in difficoltà come Prc di Medicina generando un sentimento di rifiuto di numerosi attivisti della mobilitazione.

Ora però, dopo due manifestazioni, 2.600 firme, vari comunicati stampa e anche una “mailing bomb”, che accadrà? Basta considerare le misure approvate nelle quattro manovre correttive del 2011 per immaginarlo. Il Pd continuerà ad applicare misure di smantellamento della sanità pubblica. Nelle parole di Manca, sindaco di Imola, “se chi dirige le scelte è pubblico non importa se è privato chi eroga il servizio”. Col “confronto istituzionale” cercheranno di separare i ragionevoli dagli irragionevoli, dimostrando che non si poteva agire diversamente. Ma il punto è che non bisogna accettare i tagli perché non avranno fine se non li contrasteremo.

L’esperimento di Medicina deve essere combattuto e l’ambulanza deve ritornare ad essere quel presidio di sicurezza che è stato fino ad ora. E il Prc non deve continuare a stare in giunte che applicano tagli allo stato sociale.

 
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