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Legge 626 PDF Stampa E-mail
Movimento operaio
Scritto da Massimo Cavallotti   
Giovedì 16 Marzo 2006 09:03
Mobilitarsi per la sicurezza!

L’aumento forsennato dei ritmi di lavoro, gli straordinari, la precarizzazione, e tutto quello che vuol dire flessibilità, hanno aumentato enormemente la produttività delle aziende. Produttività che si è trasformata in profitti per i padroni e aumento dello sfruttamento per i lavoratori. Sfruttamento che ha portato a livelli altissimi gli infortuni, i morti sul lavoro e le malattie professionali. I dati dell’Inail, (vedi box), a questo proposito non lasciano dubbi sulla gravosità del problema.

Per i delegati Rsu che rivestono anche il ruolo Rls (rappresentante dei lavoratori per la sicurezza) la legge 626 rappresenta un importante passo avanti nella tutela della salute dei lavoratori sui luoghi di lavoro. Ogni lavoratore ha il diritto di essere informato e formato sui rischi e può e deve intervenire direttamente. Anche la figura di Rls è molto importante, ha diritto a 32 ore di formazione, ha diritto alla consultazione e costruzione del documento sulla valutazione dei rischi obbligatorio per le aziende, ha diritto alla consultazione del registro infortuni aziendali, ed è un fondamentale punto di riferimento per i lavoratori che lo eleggono. Purtroppo le 40 ore annue messe a disposizione dell’Rls per ispezioni ecc. sono pochissime. Pochissime soprattutto per quei delegati che lavorano in aziende che hanno dipendenti sparsi in decine di cantieri, cantieri che già di per sé sono una delle fonti principali di infortuni, e dove oltre tutto vige l’obbligo di informare preventivamente la direzione delle ispezioni. Permettendo così di mettere il padrone in guardia e dandogli il tempo di rimuovere pericoli evidenti e far temporaneamente "sparire" gli operai in nero.

La 626 è stata vista subito come fumo negli occhi dalle aziende, sono riusciti a rimandare la sua attuazione e ad ottenere importanti riduzioni delle pene previste dalla legge. I padroni considerano la sicurezza un costo aggiuntivo, un abbassamento di produttività e uno strumento di controllo in mano ai lavoratori.

L’obiettivo della borghesia è aumentare i profitti riducendo al massimo i costi, prevenire malattie professionali o infortuni per loro rappresenta solo una fastidiosa voce di uscite nei libri contabili. Per loro non è sufficente che se un operaio si fa male, si ammala o come sempre più spesso accade perde la vita, questo costo viene scaricato sull’Inail, cioè ancora una volta sui lavoratori, vogliono essere liberi anche da ogni imposizione in azienda.

Da anni ormai ci stanno portando via pezzo dopo pezzo tutte le conquiste del dopoguerra, dalla cancellazione della scala mobile, i nuovi accordi sulla flessibilità, le gabbie salariali, le controriforme pensionistiche, con grosse responsabilità dei vertici sindacali che propongono piattaforme contrattuali sempre più concepite per chiedere ciò che il padrone può dare, non tenendo conto dei bisogni reali dei lavoratori. Con questa politica i sindacati hanno posto le basi perché i padroni sfruttino questa subalternità cercando di ottenere il più possibile in vista di movimenti che si preparano per il prossimo periodo.

In determinate condizioni le leggi sono solamente pezzi di carta: basti vedere come i nostri governanti si permettono di calpestare la costituzione, es l’art. 11 sulla guerra, o quotidianamente lo statuto dei lavoratori, per questo motivo una nuova legge, come la 626, che non è il risultato di lotte dei lavoratori ma il recepimento di direttive europee, arrivata senza lotte e in un momento di debolezza è quasi totalmente inapplicata,. Il numero di incidenti ogni anno in aumento, é una chiara dimostrazione di questo.

Un esempio è quello avvenuto nella mia azienda, quando ho denunciato lavorazioni pericolose, si è preferito spostarmi da quel cantiere e isolarmi, così da non poter nuocere.

É vero che si può ricorrere alle Asl, ai carabinieri, ai comitati paritetici ecc. ma senza un appoggio convinto dei lavoratori è molto rischioso. Pensate se in seguito ad una giusta denuncia di un Rls o di un singolo lavoratore, le autorità sigillano un cantiere o uno stabilimento, il rischio è che l’azienda utilizzi l’episodio per scatenare una guerra fra lavoratori: "Hai visto? grazie a questa denuncia non si lavora più del tutto e dato che i costi per un ammodernamento sono alti, èmeglio chiudere".

La 626 è una legge che va sostenuta e rafforzata, ma solo attraverso una sensibilizzazione generale dei lavoratori possiamo creare i rapporti di forza per costringere le aziende ad applicarla realmente insieme alle altre rivendicazioni. È impensabile risolvere solo il problema della sicurezza quando da una parte si allunga la vita lavorativa, le ore lavorate, la produttività, e dall’altra il potere d’acquisto dei salari è sempre più debole. La questione sicurezza va inquadrata come una delle contraddizioni del capitalismo, e non sarà la concertazione a risolverla.


Le vittime del lavoro

Anno

1996

1997

1998

Incidenti mortali

1.320

1.362

1.226

Infortuni sul lavoro

986.759

948.190

959.812

Fonte Inail (aggiornata al 25 gennaio 1999)

 

 
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