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Scritto da Francesco Merli   

Operazione ricatto infinito!

Mentre i padroni, riuniti a Cernobbio, tra un buffet e l’altro si lamentavano perché il Governo non ha prorogato gli sgravi fiscali per le nuove assunzioni al sud o perché non si è ancora posto fine una volta per tutte ad assurde tradizioni come erogare una pensione pubblica dopo una vita di lavoro, lo stesso Governo lavora alacremente per peggiorare le condizioni degli immigrati.

L’approvazione della legge 189/2002, la famigerata Bossi-Fini, rappresenta un attacco frontale ai diritti più elementari dei lavoratori immigrati e dunque un attacco a tutti i lavoratori. La chiave di volta della Bossi-Fini è legare il permesso di soggiorno al contratto di lavoro, istituendo la figura del lavoratore "usa e getta" e rendendo la condizione del lavoratore straniero maggiormente ricattabile. Se perdi il lavoro, perdi anche il permesso di soggiorno. Se non sei sponsorizzato da un’azienda, non puoi avere il permesso di soggiorno.

Dobbiamo trasformare questo attacco in un boomerang. Gli immigrati hanno già dato prova di sapersi mobilitare ed organizzare, nonostante le condizioni disumane in cui si trovano a vivere ed a lavorare. Ora si tratta di assumere le loro rivendicazioni specifiche nella mobilitazione generale contro il Governo per porre all’ordine del giorno il ritiro della Bossi-Fini e la caduta del Governo stesso.

La truffa della Bossi-Fini

Da mesi la destra si è fatta promotrice di un "giro di vite contro i clandestini", cavallo di battaglia classico della Lega e di Alleanza Nazionale. Il ritornello insistente che per mesi ci ha accompagnato è: regolarizzare i "buoni" immigrati che lavorano, espellere gli indesiderati, i terroristi, i malfattori, ecc; proteggere le frontiere per impedire l’ingresso non regolare usando anche la marina militare. Centinaia di famiglie albanesi, i cui familiari giacciono in fondo all’Adriatico, potrebbero dire qualcosa sul prezzo già pagato per questa politica sciagurata iniziata dal Centro-sinistra.

Altro ritornello è: inasprire la lotta alle organizzazioni criminali legate al traffico di clandestini. La Bossi-Fini non farà che rendere più redditizio il lavoro della malavita organizzata. I "viaggi della speranza" non si arresteranno, ma in compenso saranno più costosi e il prezzo di vite da pagare sarà più alto. I clandestini saranno solo più ricattabili e più indifesi nelle mani delle organizzazioni criminali e dei padroni. Del resto non c’è nulla di nuovo: le restrizioni all’immigrazione imposte dal governo americano ad inizio secolo ebbero proprio l’effetto di rafforzare il controllo delle varie mafie sugli immigrati.

Regolarizzazione a spese dei lavoratori

In questi giorni non si fa che parlare di "sanatoria" per i clandestini; in realtà si tratta di un condono, per rimpinguare le finanze statali, a favore dei datori di lavoro che utilizzano manodopera in nero, spesso a spese degli stessi lavoratori. Il meccanismo è semplice: la regolarizzazione di domestici e badanti e di prestatori d’opera in nero avviene per esclusiva iniziativa e ad insindacabile giudizio del datore di lavoro. La regolarizzazione avviene tramite il versamento forfettario dei contributi evasi pari a 330 Euro per domestiche e badanti e di 800 Euro per gli altri lavoratori, in teoria a carico del datore di lavoro, che stipula un contratto di lavoro garantendo una retribuzione minima (udite! udite!) di 439 Euro. Così il datore di lavoro si mette in regola con la legge. Spesso sono i lavoratori, però, che lo pagano di tasca propria pur di ottenere il permesso di soggiorno, impegnandosi a pagare sempre di tasca propria anche i contributi futuri. In questo modo il padrone si mette al riparo da qualsiasi controllo, a spese del lavoratore, che resta ricattabile quanto e più di prima. Il permesso di soggiorno (la cui durata passa da due ad un anno) rimane legato all’esistenza di un contratto di lavoro regolare e quindi alla volontà del datore di lavoro stesso. Perso il lavoro, il lavoratore straniero ha sei mesi di tempo per trovarne un altro, altrimenti viene espulso dal paese.

Il teatrino osceno inscenato dal ministro Maroni che ha ribadito che solo chi potrà usufruire di contratti a tempo indeterminato potrà accedere alla "sanatoria", non fa che rendere più grottesca la situazione. Da anni ci riempiono la testa con le lodi delle magnifiche sorti della flessibilità. I contratti a termine sono usati per il 90% delle nuove assunzioni. Ora per bocca del ministro Maroni apprendiamo ufficialmente quello che ogni lavoratore già sa: il lavoro precario non vale come quello a tempo determinato; è lavoro di serie B. Grazie tante.

Un ricatto infinito

Il datore di lavoro deve dichiarare il domicilio del lavoratore e farsi garante che l’immigrato abbia un alloggio (chiaramente non è tenuto a procurarglielo). Le leve di ricatto sono quindi molteplici, ma la legge è assai larga di mano nel rendere più complicata la vita ai lavoratori stranieri. Ecco alcune novità:il ricongiungimento familiare al coniuge, figli minorenni, figli maggiorenni totalmente invalidi e genitori, è possibile solo se non ci sono altri figli maggiorenni nei paesi di provenienza. Per ogni figlio che si chiama si deve certificare un reddito di 4400 Euro l’anno. I figli maggiorenni sono esclusi ovviamente dal ricongiungimento a meno che non siano totalmente invalidi, per non parlare dei parenti di secondo grado, ammessi fino ad oggi! Avere con sé i propri cari, secondo la destra, non è un diritto riservato agli immigrati, considerati alla stregua di bestie da soma.

Ulteriore novità della Bossi-Fini è la rivelazione delle impronte digitali all’entrata e ad ogni rinnovo del permesso di soggiorno. La carta di soggiorno (a tempo indeterminato) la si ottiene solo dopo sei anni (prima era dopo 5), ma le procedure sono così discrezionali che si prestano ad ogni tipo di abuso e vessazione.

Per quanto riguarda il recupero contributivo prima un lavoratore che decideva di tornare nel suo paese, riceveva indietro i contributi versati. Ora verrà erogata una pensione al compimento dei 65 anni, mentre la vita media nella maggioranza dei paesi ex-coloniali è notevolmente più bassa! Il lavoro delle centinaia di migliaia di stranieri presenti nel nostro paese diventa quindi fonte di finanziamento per i conti pubblici, in attesa di una controriforma delle pensioni che ristabilisca l’equità… togliendo la pensione anche ai lavoratori italiani.

Fino ad ora l’espulsione diventava esecutiva solo dopo una sentenza del giudice. Ora è esecutiva subito e, in attesa del rimpatrio, è prevista la reclusione dai 30 ai 60 giorni nei Centri di Permanenza Temporanea –veri e propri campi di concentramento istituiti non da Berlusconi, ma dall’Ulivo, con la legge Turco-Napolitano. Lo straniero espulso non potrà rientrare legalmente per 10 anni (prima erano 5). Il clandestino, quindi, le cui tasche il più delle volte sono state accuratamente ripulite dalla malavita organizzata, viene rispedito nella situazione da cui a costo di enormi sacrifici tentava di fuggire, senza più nulla.

Come ciliegina sulla torta è stato "riformato" l’Asilo Politico. Chi ha diritto all’Asilo Politico non può lavorare fino a che non sia regolarizzata la sua posizione (anche un anno), ma mentre prima gli veniva riconosciuto per i primi sei mesi un sussidio di poco più di 15 Euro al giorno, ora non percepirà più nulla. Evidentemente l’Asilo Politico è affare riservato ai ricchi.

E’ ora che il movimento operaio dica basta a questi soprusi e prepari il terreno per una lotta unita dei lavoratori italiani e stranieri con l’obiettivo della caduta di questo governo dei padroni, ma non dobbiamo dimenticarci che i primi passi in questa direzione sono stati intrapresi dal governo Prodi. La lotta alla Bossi-Fini non può essere disgiunta dall’abbandono delle politiche prigioniere delle compatibilità padronali perseguite dai dirigenti dell’Ulivo quando erano al governo, anche in tema d’immigrazione (la legge Turco-Napolitano, appunto). Se una vera alternativa a Berlusconi può nascere, deve farlo partendo dai reali interessi della maggioranza della società, i lavoratori, altrimenti questo movimento non potrà che essere sconfitto.

 
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