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Nuove tecnologie, vecchio sfruttamento Le biotecnologie scatenano spesso accese polemiche su brevetti, OGM, biodiversità, ecc. E’ senza dubbio fondamentale capire come, in un’economia capitalista, la ricerca scientifica è assoggettata alla pura logica del profitto, ma troppo spesso lo si fa esclusivamente dal punto di vista dei consumatori e non da quello dei lavoratori.
Ritengo significative a questo proposito le condizioni di lavoro che ho potuto osservare in un laboratorio di micropropagazione di un’azienda vivaistica romagnola. La micropropagazione consiste nella moltiplicazione di piante in vitro, con notevole guadagno di spazio, produttività… ma non di fatica umana. Le operaie addette a questa tecnica, tutte donne ("Perché le femmine sono più pazienti" secondo il padrone dell’azienda), sono infatti stipate in un tetro laboratorio a riempire vasetti di germogli per sette ore al giorno, naturalmente il più velocemente possibile e senza poter parlare. "I sindacati sono venuti a controllarci", dice il titolare, "ma io la pausa l’avevo già concessa". Le lavoratrici di quest’azienda hanno almeno la consolazione di avere un padrone "buono", che si preoccupa che le sue operaie non siano troppo alienate nella speranza di potersi liberare dei sindacati. Tecnologie super-innovative per forme di sfruttamento a dir poco arcaiche… contraddizioni del capitalismo! |