|
BOLOGNA-I lavoratori interinali TIM, assieme agli altri lavoratori, aderiranno con una loro piattaforma allo sciopero convocato da CGIL-CISL-UIL per il 21 dicembre. Siamo ad una vera e propria svolta in TIM, i lavoratori interinali stanno dimostrando tutta la loro combattività e il 10 dicembre scorso più di 100, su poco meno di 250 che sono gli interinali presenti in azienda, hanno votato all’unanimità, un ordine del giorno in cui si chiedeva e si sosteneva lo sciopero.
Altrettanto è stato votato nelle varie assemblee dei lavoratori dipendenti TIM, tempi indeterminati e non. Lo sciopero sarà dell’intera giornata ed è prevista una manifestazione davanti all’azienda. I lavoratori interinali vivono sulla propria pelle la tremenda situazione di essere sfruttati da due padroni, l’azienda utilizzatrice e l’agenzia interinale. In TIM questa situazione è tanto più vera. Diverse condizioni economiche tra lavoratori con stesse mansioni, salari molto più bassi per gli interinali a cui non viene retribuita parte variabile del salario come il premio di produzione, buste paga incomprensibili , una diversa dall’altra, problemi delle ferie (leggi FalceMartello n. 151) sono tutte questioni che gli interinali contestano alle agenzie interinali. Le Organizzazioni Sindacali Nidil-Alai-Cpo (Cgil-Cisl-Uil per gli interinali) hanno chiesto un incontro ad Adecco ed Ali, le due agenzie interinali per la filiale di Bologna di TIM, per discutere di tali problemi, che hanno rifiutato con motivi diversi. Lavoratori non assunti da TIM dopo 18-30 mesi di lavoro con contratto di "lavoro temporaneo", senza nemmeno conoscerne il motivo. Ma i lavoratori sanno qual è il motivo: l’azienda vuole avere centinaia di lavoratori precari e gestirli come pare a lei. "Grazie, per il lavoro svolto" dicono gentilmente i dirigenti aziendali e null’altro, ma per il lavoratore si traduce in "fuori dalle scatole, sei stato utile ma adesso non ci servi più!". Anche per questo gli interinali hanno deciso in assemblea che a gennaio eleggeranno dei delegati che, sempre tramite mandato delle assemblee, dovranno occuparsi di aspetti su cui le assemblee non riescono sempre a ragionare. Contro la precarizzazione, per la stabilizzazione del rapporto di lavoro scioperano gli interinali insieme a tutti i lavoratori per obiettivi specifici e comuni. La politica aziendale sta compattando il movimento. Il 30 novembre c’è stato un incontro tra sindacato e azienda che è servito a svelare chiaramente le intenzioni padronali. Spostamento di parte importante della produzione, milioni di telefonate sarebbero trasferite ai call-center di Caltanissetta, Roma e Napoli, dove il costo del lavoro è molto più basso, grazie ai contratti individuali con cui TIM e altre aziende che lavorano per essa, tra cui Atesia, "assumono"; estensione dei turni di lavoro dalle 23,30, orario di fine turno serale attuale, alle 2,00 di notte. In più, come le agenzie interinali hanno fatto nel caso della richiesta di incontro fatto dai lavoratori interinali, stesso atteggiamento da parte di TIM sulle richieste dei lavoratori dipendenti a tempo indeterminato: nessuna disponibilità! Il 21 dicembre è una giornata importante, ma deve essere solo il primo passo. Se l’azienda continua a fare muro i lavoratori devono alzarne uno ancora più compatto. La lotta va estesa e i lavoratori già lo chiedono. Va convocato uno sciopero nazionale in TIM per acquisire maggiore incisività. Gli interinali in TIM lanciano un messaggio a tutto il movimento operaio. Questo vuole essere un segnale importante per lanciare una lotta generale a Bologna e in tutto il paese, per uno sciopero generale contro il governo e la sua politica, per la difesa e l’estensione dell’articolo 18 e di tutto lo Statuto dei lavoratori contro la precarizzazione del lavoro. |