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Un delegato amareggiato ma non sconfitto Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera di un lavoratore dell’Ups di Bari, licenziato ingiustamente e mai reintegrato in azienda nonostante sentenze a suo favore, e il fatto che anche in questo caso l’attacco dei padroni è stato portato avanti per motivi chiaramente anti-sindacali.
Ho lavorato per 9 anni in Ups nella filiale di Bari, dal 1991 come supervisor. L’Ups mi ha assunto utilizzando una agevolazione dello stato italiano e cioe’, il Contratto di formazione e lavoro. Bene, dopo nove anni l’Ups mi ha licenziato utilizzando un altra agevolazione dello stato italiano e cioe’ la legge 223/91, o di mobilità. Conosciamo tutti quello che è l’abbecedario dell’Ups, il famoso "policy book". Bene, io ci credevo nei valori contenuti in esso. E ci credo ancora, ecco perchè non mi arrenderò mai. Le mie "disavventure" con l’Ups sono iniziate proprio perche’ io credo in questi valori e ho cercato di metterli in pratica, il problema è stato che "altri" facevano finta di crederci ma il loro unico fine è sempre stato quello di mantenersi stretti e ben saldi alla "comodissima poltrona". Nel lontano marzo del 1997, anno della "finta ristrutturazione" sono iniziati i miei problemi, a giugno ‘97 mi comunicarono il trasferimento a Bergamo, a me con moglie e due figli a carico, lontano mille chilometri dal posto di lavoro e dalla gente che rappresentavo in qualita’ di delegato. Ho cercato un accordo con la dirigenza aziendale, mi hanno sempre risposto: "ci faccia causa", con quella presunzione e arroganza che tutti noi conosciamo e che contraddistingue alcuni dirigenti dell’Ups. Con la Filt-Cgil abbiamo impugnato il trasferimento ed abbiamo vinto. Durante il giudizio ho ricevuto la lettera di licenziamento ad ottobre 1997. Signori, da allora io non sono più rientrato in Ups. Con la Filt-Cgil abbiamo impugnato il licenziamento, dopo innumerevoli udienze siamo arrivati a giugno 2001. Sono passati quattro anni. Se analizziamo la mia vicenda vengono fuori diversi punti che evidenziano le violazioni messe in atto dall’Ups contro di me. Ma basta citarne solo una, che riguarda la lettera di messa in mobilità dove è evidente come è stata violata la legge 223/91, la stessa legge che hanno utilizzato per licenziare numerosi delegati che davano fastidio. Attualmente la mia vicenda giudiziaria è sospesa in attesa di assegnazione E si parla gia’ dell’anno prossimo, il 2002. Signori, io vivo al sud e grazie all’aiuto dei miei genitori e di quelli di mia moglie riesco a tirare avanti, ma di lavoro non se ne parla. Nel settore dei trasporti sono "bruciato" qualcuno si è impegnato a far conoscere la mia vicenda nel peggiore dei modi. Purtroppo dato i tempi (o lo e’ sempre stato!!??), Un lavoratore che voglia far valere i propri diritti è mantenuto a distanza di sicurezza, figuriamoci un delegato. Si parla tanto di ritornare a quegli antichi valori che fanno salda la societa’ e della tutela della famiglia, ma sono solo discorsi da salotto, tanto per fare audience. Spesso ho avuto la sensazione di essere solo, mi sono sentito come Don Chisciotte che combatte contro i mulini a vento. Signori lascio a voi trarre le opportune conclusioni, una cosa è certa: Io non mi arrendero’ mai. |