Prossime iniziative
Menu
Home
Verso l'11 ottobre
Rifondazione Comunista
Politica Italiana
Movimento operaio
Giovani in lotta
Internazionale
America Latina
Venezuela
Teoria marxista
Economia
Scienza ed Ambiente
Storia e Memoria
Antifascismo
Movimento Noglobal
Immigrazione
Donne e Rivoluzione
Tutto il resto...
Archivio numeri FM
Link
Iniziative
Mailing list
Iscriviti alla nostra mailing list
Il nostro opuscolo contro il razzismo
Festa Rossa 2007
webtv
Articoli correlati
Bologna, 18 maggio Stampa E-mail
Scritto da FZ, iscritto Cgil-Nidil   
Voci dal corteo dei metalmeccanici

Spezzone Motori Minarelli

Quando arriviamo in piazza dell’Unità, luogo del concentramento, la testa del corteo non riusciamo a vederla. Quanti siamo? 5mila, 8mila, 10mila? Boh! Comunque tanti.

Dalla Motori Minarelli siamo venuti con due pullman pieni, un centinaio di lavoratrici e di lavoratori, moltissimi giovani ma anche tanti operai anziani, una presenza eccezionalmente numerosa e assortita per la nostra fabbrica.

Apriamo lo striscione della RSU e ci schieriamo nella parte finale del corteo. Insieme ai delegati della FIOM-CGIL ci sono anche quelli della FIM-CISL. Partono i primi slogan, ce ne passiamo un elenco scritto di mano in mano e alcune lavoratrici di un’altra fabbrica davanti a noi ci chiedono un foglio da poter fotocopiare. La prossima volta compreremo un megafono, è dura senza. A metà percorso siamo già senza voce ma non rinunciamo: in difesa del contratto, contro il nuovo governo dei padroni, contro il lavoro precario…

Ciò che mi colpisce di questo corteo è soprattutto la giovane età dei lavoratori, alla faccia di quanti (e sono molti) da destra e da "sinistra" hanno teorizzato l’estinzione della classe operaia e il disinteresse dei ragazzi. Questa presenza giovanile sembra quasi aver colto di sorpresa le stesse organizzazioni sindacali. C’è qualche cosa di inadeguato (e di patetico) nei palloncini distribuiti dalla FIOM rispetto a tanta combattività, espressa o potenziale. Così come inadeguate appaiono la durata e le modalità della manifestazione. Sono tante le critiche dei lavoratori allo sciopero-lampo, ad un percorso a tempi di record: quando arriviamo a piazza Maggiore è già ora di ritornare ai pullman e poi di nuovo a lavorare. Neanche il tempo di ascoltare gli interventi dal palco, di poterli valutare, di poter discutere con le altre fabbriche.

La manifestazione ha dimostrato la disponibilità dei metalmeccanici, nonostante una piattaforma decisamente al ribasso, a mobilitarsi in difesa del loro contratto dagli attacchi del padronato. L’inadeguatezza e l’attendismo dei loro dirigenti sindacali, ancora una volta, rischiano di vanificarla. [OM, delegato Fiom Minarelli]

Spezzone Omnitel

Uno degli spezzoni più grossi, dopo quello della Minarelli, è stato indubbiamente quello delle ragazze della Omnitel di Corticella. Erano 70 in corteo e buona parte del reparto attivazioni ha dunque incrociato le braccia. In corteo c’erano anche lavoratori del reparto ‘190’. Una buona fetta del turno della mattina è scesa in piazza nonostante fosse venerdì, nonostante le pressioni dei vari caporeparto per tutta la settimana precedente, nonostante a 4 ragazze fosse stato negato il rinnovo del contratto senza motivo (ritorsione probabile dell’azienda, indispettita dalla forte partecipazione all’elezione della Rsu). Lo sciopero è stato addirittura esteso dalle 4 ore nazionali fino a 7 più 1 ora in segno di protesta per i 4 licenziamenti indiscriminati. Ciò fa il paio con l’atteggiamento combattivo delle dipendenti Omnitel di Milano il giorno stesso e con la carica dello spezzone della Minarelli di Bologna. Le intimidazioni dei capetti hanno avuto comunque un effetto sulla parte meno cosciente dei lavoratori ed è per questo che occorreva una migliore organizzazione dello sciopero da parte dei sindacati per coinvolgerne un numero maggiore. Dopo il comizio una buona parte del gruppo è rimasta a discutere invece di andarsene a casa. Lo sciopero è stato il battesimo per quasi tutte le lavoratrici, che per la prima volta nella loro vita hanno preso parte ad una lotta insieme ad altri lavoratori. La lotta ha avuto sul settore più giovane della classe lavoratrice in corteo un effetto tonificante: la presa di coscienza della propria forza e della necessità di lottare per i propri diritti sono il motivo principale della carica che questi giovani hanno espresso. È un avvertimento ai padroni per il prossimo futuro

 
< Prec.   Pros. >