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Dilagano i contratti atipici Stampa E-mail
Scritto da FalceMartello   

Secondo uno studio del Nidil-Cgil negli ultimi tre anni (da quando cioè è stato approvato il pacchetto Treu in parlamento) i lavoratori temporanei forniti da agenzie (gli interinali) sono aumentati del 26,2%, i parasubordinati del 23,3% e i part-time del 26,6%.

Questo contratto è usato principalmente nell’industria, che copre il 77,3% dei contratti e solo un giovane su quattro viene assunto dopo l’esperienza interinale, il 22,4%.

A questi vanno aggiunti la bellezza di un milione 900mila lavoratori assunti con i cosiddetti contratti di collaboratori coordinati e continuativi.

Nient’altro che un espediente utilizzato dai padroni restii anche a fare un contratto a tempo determinato ai propri lavoratori, che grazie alle mille scappatoie offerte dallo Stato possono in questo modo tenere nella propria azienda dei dipendenti riservandosi la possibilità di cacciarli senza nessun tipo di preavviso o obbligo nei loro confronti, risultando questi lavoratori agli occhi dello stato dei liberi professionisti. Sempre secondo lo studio del Nidil-Cgil il 64,3% di questi lavoratori percepisce in media un salario inferiore ai 20milioni annui. Le donne in questo ambito guadagnano circa la metà degli uomini.

Era questo che intendevano i dirigenti sindacali quando dopo ogni cedimento fatto verso la controparte sulla flessibilità ci assicuravano che avevamo messo dei paletti al precariato e garantito un minimo di diritti anche ai lavoratori atipici?

 
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