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Sulle elezioni universitarie soffia il vento di Roma Stampa E-mail
Scritto da Pietro Previtera (Csp di Parma)   

Università di Milano cala la destra

Le elezioni universitarie alla Statale di Milano si sono chiuse con un risultato decisamente positivo per la sinistra universitaria.

Per quanto riguarda il Senato Accademico (votano tutti gli iscritti all'ateneo) Obiettivo Studenti, lista legata a doppio filo a Comunione e Liberazione, vince ancora ma perde voti. Nelle elezioni del '99 aveva preso 2.603 voti mentre oggi scende a 2.559. Un risultato ancora più negativo se si considera che nel '99 era anche presente la lista "Centrodestra universitario" con 621 voti. In tutto nel '99 la destra (Mup-giovani della Lega, Centrodestra universitario, Obiettivo Studenti) prendeva 3618 voti (60%). Alle attuali elezioni ha preso, invece, 2.832 voti (55%). Il Mup (Movimento Universitario Padano) è passato da 394 voti a 263.

Per quanto riguarda la sinistra erano presenti per il Senato Accademico due liste: l’Unione degli Universitari (Udu) e Alternativa a Sinistra (lista che riunisce elementi della Sinistra Giovanile, di collettivi vari e dei Giovani Comunisti). L’Udu ha preso 699 voti incrementando rispetto ai 578 del 1999. Alternativa a Sinistra, invece, ha preso 1.503 voti rispetto ai 1.589 del ‘99. In tutto sono 2.202 voti (43%). Un altro dato significativo è l’aumento, seppur leggero, del numero dei votanti: nel ‘99 avevano votato il 9% degli aventi diritto. Alle ultime elezioni si è saliti al 10,24%.

Lettere e Filosofia: la destra fermata su tutta la linea

Anche nella facoltà di Lettere e Filosofia il numero dei votanti è aumentato passando dal 6,65% (1999) al 7,88%. Nel 1999 erano presenti 3 liste di destra (Obiettivo Studenti, Centrodestra Universitario, Mup). Alle ultime elezioni invece si è presentata solo Obiettivo Studenti (Os), prendendo su di sè i voti di destra di tutta l’università. Come liste di sinistra erano presenti invece l’Udu e il Collettivo Pantera, nato appena a settembre. L’estrema giovinezza del Collettivo, il vuoto politico che aveva regnato in facoltà fino a settembre, il fatto che Os fosse l’unica lista di destra potevano far pensare ad un risultato plebiscitario a favore dei ciellini. Così non è stato: Os ha preso 555 voti (51%), il Collettivo Pantera 268 (25,9%) e l’Udu 246 (23,01%). La sinistra complessivamente ha preso 514 voti contro i 443 presi nel ‘99. Il risultato dei ciellini va ridimensionato alla luce poi del fatto che a Lingue (comunque compresa in Lettere e Filosofia) erano presenti come unica lista, prendendo 130 voti. La destra può dire di essere ancora vincente ma la realtà è che in queste elezioni è stata fermata su tutta la linea. Basta dare un’occhiata alla composizione degli organismi studenteschi: Consiglio di Facoltà 11 eletti per la destra, 11 per la sinistra; Consiglio di Corso di Laurea di Filosofia 2 eletti per la destra, 3 per la sinistra; Storia 2 eletti per la destra, 4 per la sinistra.

Un voto contro la privatizzazione

Come Collettivo Pantera avevamo spiegato agli studenti come fosse necessario già da queste elezioni fare emergere un segno di opposizione alla prossima controriforma universitaria. I titoli dei nostri volantini sono eloquenti: "Vota contro la privatizzazione dell’università", "Fuori i ciellini dalla Statale", "Vota Pantera, difendi il diritto allo studio". Anche nelle urne gli studenti hanno cercato la via per opporsi allo smantellamento del diritto allo studio. E’ significativo che uno dei punti dove la controriforma è più applicata (Medicina) abbia visto un’affermazione senza precedenti della lista di sinistra.

Votare però non è sufficiente. Il compito principale del prossimo periodo sarà trasformare questo consenso in un forte movimento. Appena un’ora dopo la chiusura del silenzio elettorale il Collettivo Pantera stava già distribuendo un nuovo volantino dal titolo: "Facciamo come a Roma!". Dalle urne alle piazze: questo è il passo che ci accingiamo a fare.

 

Parma: successo per la sinistra universitaria

Nelle università di Parma si è votato per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca; il Comitato in Difesa della Scuola pubblica (Csp.)-Sinistra Universitaria si è presentato alle elezioni riscuotendo un notevole consenso, soprattutto se si considera che il Csp si è formato da pochi mesi. Questo risultato evidenzia una netta inversione di tendenza nell'orientamento politico degli studenti; negli atenei di Parma tradizionalmente le consultazioni elettorali si erano tradotte in un plebiscito allo Student Office, la lista legata mani e piedi a Comunione e Liberazione (Cl). Questa tornata elettorale ha invece mostrato chiaramente una radicalizzazione a sinistra, dato che anche l'altra lista "progressista" (i centrosinistri di "Progetto Studenti", con i quali continuiamo a tenere un dialogo aperto pur non essendo stato possibile allearsi considerata la deriva moderata da loro imboccata) ha riscosso un buon successo aumentando il proprio elettorato.

Nelle facoltà in cui il Csp ha svolto a pieno regime la campagna elettorale, riuscendo a sensibilizzare gli studenti sul tema del diritto allo studio, siamo riusciti ad attestarci come seconda forza ad un pugno di voti dai ciellini.

Ecco i dati generali: Student Office 1.316 voti (40.9%) , Progetto studenti 784 voti (24.1%), Universitari Democratici (i giovani del centro-destra) 510 voti (15.7%), C.S.P- Sinistra Universitaria 358 voti (11.04%), Azione Universitaria (la gioventù nazional-alleata) 275 voti (8.4%).

Nel complesso si nota un calo di consenso per la lista ciellina che perde più di 600 voti rispetto al 1999 e la positiva affermazione del nostro comitato che ha eletto i propri rappresentanti in consiglio di facoltà di Lettere e Filosofia, e si attesta come prima lista a Psicologia e seconda a Scienze. Da evidenziare anche il considerevole aumento dell'afflusso alle urne che per la prima volta dai tempi della "Pantera" supera il 15%.

Il voto all'università è indicativo della critica crescente che gli studenti esprimono verso i duri attacchi al diritto allo studio che qui a Parma sono stati portati avanti attraverso un aumento generalizzato dei costi di studio (canoni d'affitto, posti in casa albergo, costo della mensa, tasse d'iscrizione, ecc...); ma il consenso al Csp è anche un voto d'opposizione alla controriforma Zecchino e alla subordinazione del sapere al sistema produttivo che essa introduce. Anche a Parma si presenta la possibilità concreta di una nuova stagione di lotte studentesche, basti pensare che nel corso della campagna elettorale il Csp ha letteralmente quadruplicato i propri militanti!

 
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