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Una piattaforma che non convince! Stampa E-mail
Scritto da Davide Bacchelli   

Metalmeccanici

Con 397.721 voti favorevoli (il 78% dei lavoratori che sono andati a votare) è stata approvata la piattaforma per il rinnovo del contratto nazionale presentata dal sindacato.

Il dato ufficiale fornito da Cgil, Cisl e Uil mostra una cosa molto chiara, su oltre un milione e mezzo di metalmeccanici solo di un terzo è andato a votare (o gli è stato permesso di votare) e meno di 400mila hanno accettato le proposte d’aumento. La scarsa partecipazione al voto deve farci riflettere su quanto poco entusiasmo ci sia sulla piattaforma, scarso entusiasmo che i padroni percepiscono e cercano di utilizzare a proprio tornaconto facendo delle controproposte sul rinnovo ancora più vergognose. In moltissime fabbriche le urne non sono neanche state aperte il che dimostra il criterio "selettivo" applicato dai vertici sindacali nell’organizzare le votazioni.

Per questo motivo come lavoratori e delegati abbiamo distribuito nei luoghi di lavoro, un volantino firmato La nostra voce che spiegasse le ragioni per cui la piattaforma andava bocciata e come questa dovesse essere il frutto di una discussione nelle fabbriche, che di fatto non c’è stato.

Alcuni di noi, hanno presentato un ordine del giorno all’attivo nazionale della sinistra sindacale della Fiom (Cambiare rotta), il 12 gennaio a Bologna, in cui chiedevamo che la sinistra sindacale discutesse la posizione di votare NO e si impegnasse in una campagna davanti ai luoghi di lavoro. Purtroppo l’ordine del giorno non è stato messo ai voti e i dirigenti di Cambiare rotta hanno disatteso l’impegno che si erano presi di pubblicarlo sul sito internet di "Cambiare rotta" .

Molti ci hanno chiesto cosa fosse La nostra voce, approfittiamo di questo spazio per spiegarlo in due parole: La nostra voce è nata l’anno scorso come foglio di collegamento tra i comitati nati contro i referendum dei radicali per la libertà di licenziamento. Questi comitati composti da lavoratori e delegati hanno condotto una campagna per il NO da settembre del 1999.

In quella campagna, che durò quasi otto mesi, e si concluse solo il giorno del referendum, il 21 maggio, pubblicammo materiale di contro-informazione, oltre a svariate migliaia di copie di volantini e adesivi. Portammo il materiale davanti a decine di fabbriche e in tutte le manifestazioni e iniziative sindacali. Chiusa la campagna ci è sembrato giusto mantenere aperta questa esperienza continuando a pubblicare materiale su tutte le questioni di una certa importanza che riguardano i lavoratori.

Il bilancio che facciamo di questa prima uscita dopo i referendum è positiva. La dove abbiamo potuto portare il volantino, una quarantina di fabbriche in Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte e Campania, abbiamo riscontrato una rabbia, che forse non emerge nei risultati referendari, per come si sta conducendo la vertenza, e tra molti lavoratori c’è la volontà di non stare più a guardare.

Un lavoratore della Fiat di Termini Imerese (Palermo) ci ha chiamato per dirci di aver utilizzato il volantino nelle assemblee di fabbrica tenutesi prima del voto. Il volantino lo aveva ricevuto da un compagno che lo aveva preso a Treviso alla conferenza nazionale dei lavoratori di Rifondazione (il 27/28 gennaio), conferenza dove c’erano diversi lavoratori che di propria iniziativa avevano fatto la campagna per il NO! Nonostante la posizione ufficiale assunta della sinistra sindacale.

Un lavoratore di Novara ci ha spiegato che nella sua fabbrica è andato alle assemblee di tutti turni (pur non essendo un delegato) giocando un ruolo determinante per la vittoria del NO. Oppure quello che è successo alla Minarelli di Bologna (vedi articolo nella pagina).

Un ultima cosa da segnalare è che tra i vari messaggi che ci sono pervenuti via e-mail ne è arrivato uno da Torino molto interessante. È di un lavoratore di una piccolissima azienda che ci ha chiesto come può difendere i suoi diritti e quelli dei suoi compagni e costruire il sindacato nella sua realtà. Sono migliaia i casi come questi che necessitano di una risposta, che il sindacato non offre. Come attivisti sindacali che non intendono costruire un nuovo sindacato, ma lottare per cambiare quelli che ci sono già, troviamo anche in questa richiesta uno stimolo importante per pubblicare in futuro altro materiale, mettendo a disposizione di tutti uno strumento di confronto su come costruire il sindacato sulle esperienze vissute dai lavoratori nei luoghi di lavoro..

Abbiamo così prodotto un nuovo volantino sulla vertenza dei metalmeccanici perché dopo il voto sulla piattaforma, come era prevedibile, Federmeccanica ha dichiarato che non è disposta ad accettare neanche la piattaforma "blanda" proposta dal sindacato.

L’appello che facciamo a tutti i lavoratori è di sostenere questa e altre iniziative future per far sentire sempre più forte la nostra voce.

9 marzo 2001 

 
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