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Il nuovo Decreto rende l’università sempre più un privilegio In occasione dell’uscita del nuovo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) sull’erogazione di servizi e borse di studio agli studenti universitari, il tema del diritto allo studio torna a imporsi fortemente al centro delle discussioni negli atenei. Questo provvedimento si porrà perfettamente in linea con una politica di continui arretramenti dell’intervento pubblico, confermando la diminuzione dei finanziamenti statali realizzata a partire dall’inizio degli anni ’90.
Di fronte a un tale calo delle entrate le soluzioni prospettate dal governo sono due: 1. diminuire le uscite, tagliando soprattutto i servizi destinati alla generalità degli studenti; 2. aumentare alcune entrate-extra con "servizi" a prezzo pieno per gli "studenti abbienti". Questo orientamento emerge chiaramente nel costante rincaro dei bollini per usufruire di pasti a prezzo agevolato nelle mense universitarie. Nel 1998 in Friuli si propose addirittura di portare il bollino-mensa a coprire il costo totale del pasto entro tre anni. Si diffonde il fenomeno di appalto del servizio mensa ad aziende private, più economiche per il bilancio regionale, ma anche meno controllabili dagli studenti oltre che facenti ricorso il più delle volte a una manodopera meno tutelata e più sfruttata rispetto ai dipendenti pubblici. A partire dal DPCM del 1994 si esprime chiaramente la volontà di porre al centro degli obiettivi del Diritto allo Studio gli interventi individuali a scapito di quelli collettivi. In tal modo si limitano le uscite del bilancio del Diritto allo Studio locale visto il numero ristretto di assegni di studio previsti per ogni facoltà e il peso notevole dei criteri di merito su quelli di reddito nella attribuzione degli stessi. Sempre più meritocrazia Una volta risultati idonei a fruire dell’assegno di studi gli studenti vengono ordinati nelle graduatorie secondo criteri esclusivamente di merito. Uno studente con un reddito familiare di 25 milioni può non accedere al servizio perché superato nella graduatoria da studenti con un reddito maggiore ma con una media esami superiore. Il DPCM per l’anno 2000-2001 probabilmente si adeguerà alla nuova riforma universitaria del Ministro Zecchino che divide il percorso di studi universitari in tre anni di laurea generica e due anni di laurea specialistica: gli assegni di studio verrebbero erogati per gli studenti dei primi tre anni, mentre per gli anni successivi saranno disponibili solo "prestiti d’onore", che sono veri e propri prestiti a tasso agevolato forniti agli studenti, i quali dovranno restituire l’importo una volta laureati. Viene,in tal modo, a mancare una effettiva agevolazione dato che i soldi prestati dovranno essere restituiti in un momento successivo e lo studente entrerà nel mondo del lavoro gravato dall’ulteriore fardello di questo debito. E le novità non finiscono qui perché nel Dpcm si prevede un ulteriore aumento del numero di esami da sostenere e delle votazioni da ottenere per accedere a borse di studio e posti alloggio a prezzo "agevolato". Questo inasprimento dei criteri di merito, tanto ben voluto dalle associazioni di destra nelle università, non farà che accentuare la selezione di classe negli atenei, perché uno studente proveniente da una famiglia più svantaggiata economicamente avrà più difficoltà a procurarsi i mezzi per lo studio e, costretto a lavorare per mantenersi, avrà sempre meno tempo da dedicare alla formazione con ovvie ripercussioni sulla propria "media". Il numero di assegni di studio che devono essere finanziati con fondi pubblici è assai esiguo (corrispondente al 3% degli studenti a Udine) e, anche in quegli atenei più fortunati, dove si riescono a coprire tutte le domande eccedenti il numero ufficiale di assegni sicuramente disponibili, le richieste sono soddisfatte a distanza di molti mesi e talvolta dopo più di un anno. Nel frattempo gli studenti per mantenersi sono costretti a lavorare, diminuendo magari il loro rendimento negli studi e non risultando perciò più idonei l’anno successivo. Alloggi rari e cari Un altro annoso problema degli atenei italiani è l’offerta di alloggi per gli studenti, in varie realtà assai insufficiente rispetto alle richieste: la disponibilità di posti letto copre più o meno il 10-15% di tutti gli studenti negli atenei italiani. I criteri di merito e reddito per rientrare nelle graduatorie sono molto selettivi ( gli stessi degli assegni di studio) e il prezzo offerto agli studenti non è certo quel che si suol dire un "prezzo popolare". A Udine un posto-letto allo studentato costa £200.000 al mese a fronte di un mercato esterno con prezzi che si aggirano attorno alle 200-250.000 al mese. E l’ ateneo udinese sembra essere una delle realtà più fortunate nei confronti del resto d’Italia. Molti studentati sono strutture cadenti, bisognose di interventi di ristrutturazione e il più delle volte non sono a norma di legge. Di fronte a una tale situazione tanto bisognosa di finanziamenti pubblici, in Friuli si è pensato bene di devolvere parte delle già esigue risorse a collegi privati perché questi colmino le lacune del servizio regionale. Così, diverse strutture, per lo più religiose, avranno da quest’anno 20.000.000 dalla Regione per fornire alloggi agli universitari, soldi che non sono per nulla vincolati ad abbattere le rette (il collegio può usarli per qualsiasi intervento generico sulla struttura. A nulla è servito agli studenti ricordare al Consiglio d’Amministrazione ERDiSU la presenza di un fondo nazionale per l’edilizia universitaria (recentemente ampliato seppur in modo esiguo): le Regioni preferiscono di gran lunga foraggiare i privati piuttosto che impegnarsi in interventi di edilizia pubblica. Noi lottiamo per l’università di massa e gratuita Una riforma del diritto allo studio più vicina alle esigenze di una università di massa dovrebbe dare assoluta priorità agli interventi rivolti alla generalità degli studenti, con un servizio mensa gratuito per tutti gli studenti e totalmente pubblico nelle strutture e nel personale, sotto il controllo vincolante di commissioni democraticamente elette fra gli studenti e i lavoratori della mensa stessa. E’ necessario inoltre provvedere affinchè gli universitari possano usufruire gratuitamente dei testi di studio e dei mezzi di trasporto pubblici. Tutte le attività ricreativo-culturali, quali l’acquisto di libri per il personale arricchimento culturale, cinema e teatro dovrebbero essere offerte con grosse agevolazioni agli studenti. Chiediamo che gli assegni di studio siano attribuiti prevalentemente in base al reddito senza alcun criterio meritocratico. ll servizio alloggio e le borse di studio devono essere a disposizione anche degli studenti oltre il primo anno di fuori corso, perché il reale incentivo a concludere gli studi secondo il tempo legale si può conseguire solo fornendo i mezzi per lo scopo e non certo togliendoli. Queste rivendicazioni devono servire a rendere maggiormente accessibile l’istruzione universitaria fino a quando non venga garantito un reddito minimo per tutti gli studenti. Questo reddito deve consistere in servizi gratuiti per tutti e in assegno mensile un pacchetto monetario per chi sceglie di vivere indipendentemente dalla propria famiglia: in tal modo nessuno studente sarà più obbligato a lavorare per mantenersi e potrà dedicarsi interamente allo studio. Allo stesso tempo gli studenti che si sentiranno in qualche modo limitati dall’ambiente familiare potranno rendersi autonomi. Ovviamente queste rivendicazioni non saranno ben accolte dalle destre, dal governo e dalle amministrazioni locali, perché implicano maggiori spese sociali ed un impegno serio ad aumentare il livello di acculturazione dei giovani: noi siamo convinti della necessità di spese maggiori per la nostra istruzione e della necessità di reperirli tramite un’imposta fortemente progressiva che pesi sui redditi di quei ceti sociali che oggi, invece di contribuire a migliorare la nostra istruzione, preferiscono mandare i propri figli nei costosissimi "college" stranieri (il più delle volte privati). Solo la lotta di noi studenti con l’appoggio dei lavoratori potrà permetterci di ottenere le nostre richieste. |